Arthur Conan Doyle.
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Le cinque rose.
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Traduzione di: Alfredo Pitta.
1995. Alnordo Mondadori Editore, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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        Testo fornito dal Progetto Manuzio.
           Associazione Culturale "Liber Liber".
              http://www.liberliber.it/
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Presentazione.
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Ambientato durante la guerra dei cento anni, il romanzo narra le incredibili avventure di Sir Nigel Loring, il cavaliere inglese pi temuto dai francesi, sul cui blasone campeggiano cinque rose scarlatte capaci di terrorizzare gli eserciti nemici.
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L'AUTORE.
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Arthur Conan Doyle (2 maggio 1859, Edimburgo, Regno Unito; 7 luglio 1930, Crowborough, Regno Unito)  il padre della letteratura poliziesca. Discendente di una nobile famiglia irlandese, abbandona il cattolicesimo a favore di un agnosticismo scientifico. Nel 1876 intraprende gli studi di medicina nella Edinburgh Medical School, laureandosi nel 1885. Dopo alcuni anni trascorsi come medico di bordo su una baleniera, nel 1887 pubblica il primo romanzo di Sherlock Holmes, Uno studio in rosso, cui ne seguono oltre sessanta.
Il pubblico conosce Conan Doyle soprattutto per il personaggio di Sherlock Holmes. Ma lattivit di romanziere di questo autore ha spaziato attraverso i generi letterari con grande disinvoltura e abilit narrativa e di stile. Quindi oltre alla pi nota attivit nel genere investigativo, Conan Doyle fu scrittore notevole nel genere avventuroso, fantastico, di fantascienza, horror, e poeta.
Oltre ad essere stato corrispondente di guerra, giornalista ed esperto di spiritismo, ha dato vita ad una serie di cicli letterari di incredibile fascino ed attualit tra i quali ricordiamo quelli di Sir Nigel, del Brigadiere Grard e del Professor Challenger.
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Le cinque rose.
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Capitolo 1.
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Nel luglio 1348 uno strano fenomeno spavent lInghilterra. Da est, avanzando lentamente nel cielo, salirono cumuli di nuvole purpuree, annunciatori di calamit. Le foglie degli alberi sembravano avvizzire alla loro ombra, gli uccelli cessavano di cantare, il bestiame si avvicinava alle siepi come per cercarvi rifugio. Nella cupa oscurit che si distendeva sul paese, alla vista di quella nuvola spaventosa gli uomini sentirono un peso sul cuore. Affollarono le chiese, dove donne spaventate e tremanti venivano confessate e comunicate da sacerdoti non meno spaventati di loro. Gli uccelli non volavano pi, le foglie non stormivano, non si udiva alcuno dei suoni familiari della natura. Tutto era immobile; soltanto la nuvola, che ora si stagliava sullorizzonte fattosi nero, vagava lentamente. A occidente, il cielo destate era ancora sereno; ma a poco a poco anche lultima striscia di azzurro svan, come inghiottita, e lorizzonte parve una immensa cappa di piombo.
E cominci a cadere la pioggia. Piovve tutto il giorno, tutta la notte, e poi tutta la settimana e tutto il mese. Piovve tanto che gli uomini dimenticarono lesistenza del cielo azzurro e dei raggi del sole. Non era una pioggia a rovesci; era fredda, uniforme, incessante, indicibilmente monotona: sempre la stessa nuvola, che vagava nel cielo da est a ovest. Per il velo dacqua che ricopriva le cose, non ci si vedeva neppure a un tiro di schioppo. Ogni mattina la gente guardava per cercare uno spiraglio di sereno, un diradarsi delle nuvole; ma a poco a poco smisero di guardare, disperando di vedere il mutamento tanto desiderato. Pioveva il primo agosto, pioveva il giorno dellAssunzione; a san Michele pioveva ancora. Il grano e il fieno, macerati e anneriti, marcivano nei campi, perch il raccolto sarebbe stato inutile in quelle condizioni. Le pecore, i vitelli erano morti, e rimanevano ben poche bestie da abbattere quando giunse il giorno di san Michele, il periodo dellanno in cui si salavano le carni per linverno. Si temette il sopravvenire di una carestia, ma qualcosa di ben pi terribile della carestia era in agguato.
La pioggia infine cess, e sulla terra, divenuta tutta una palude, brill un pallido sole autunnale. Le foglie secche marcivano sotto la nebbia che si alzava nei boschi. I prati erano disseminati di funghi di grossezza mostruosa, dai colori mai visti prima: scarlatto, azzurro, marrone, nero; come se la terra, ammalata, si coprisse di pustole. I muri si rivestivano di muffa e licheni. Poi, da tutta quella corruzione, si scaten la morte. Morivano gli uomini, le donne, i bambini, morivano i baroni nei loro castelli e i vassalli nelle loro fattorie, i monaci nei monasteri e i contadini nelle capanne dal tetto di paglia. Respiravano tutti la stessa aria infetta, morivano tutti della stessa morte; nessuno guar di quanti vennero colpiti dalla malattia. I sintomi erano sempre gli stessi: grossi bubboni sul corpo, delirio, e le pustole nere dalle quali lepidemia avrebbe preso il nome di "morte nera". Mancava chi potesse seppellire i morti, e per tutto linverno i cadaveri rimasero a putrefarsi nelle vie e nei sentieri di campagna. In molti villaggi non vi fu un solo sopravvissuto. Ma infine venne la primavera, la primavera illuminata dal sole, fonte di salute, di conforto, di gaiezza; e fu la primavera pi bella, pi verde, pi dolce che mai lInghilterra avesse avuto. Ma soltanto una met della nazione la vide: laltra met era stata spazzata via dalla grande nuvola purpurea.
Tuttavia fu in quel vapore di morte, in quelle putride esalazioni, che nacque unInghilterra pi libera e pi viva; fu in quel periodo terribile che sorse unepoca nuova. Perch soltanto in uno sconvolgimento cos grande il paese avrebbe potuto spezzare il ferreo sistema feudale che lo incatenava; e da quellanno di morte nacque una nazione nuova. Tra i baroni molti erano morti, perch n mura n torri n fossati avevano potuto tenere lontana la tetra livellatrice. Mancando quanti avrebbero dovuto farle osservare, le leggi allentarono la loro stretta oppressiva, che, una volta allentata, non torn mai pi a essere salda come prima. I contadini non vollero essere pi schiavi, i servi spezzarono le catene. Era necessario molto lavoro per ricostruire, e quelli che potevano lavorare erano pochi; cos, quei pochi, divenuti di fatto liberi, lavoravano dove e come volevano. Fu insomma la morte nera ad aprire la strada a quei movimenti che, trenta anni dopo, avrebbero fatto del contadino inglese il pi libero della sua classe in Europa.
Ma erano ben pochi quanti sapevano intuire che da quel male sarebbe venuto, come spesso accade, un gran bene. In quel momento ogni famiglia era oppressa dalla sofferenza e dalla rovina. Il bestiame morto, il raccolto perduto, le terre non coltivate: ogni fonte di benessere si era inaridita nello stesso momento. I ricchi diventarono poveri; chi era gi povero, specialmente i membri della piccola nobilt, si trov in una condizione terribile. Tutta la piccola nobilt dInghilterra fu rovinata, perch era solita occuparsi soltanto di guerra e per vivere si serviva del lavoro degli altri. Molti manieri conobbero la povert, ma nessuno forse come quello di Tilford, dove risiedeva da molte generazioni la casata dei Loring.
Un tempo i Loring erano stati signori di tutta la zona tra le North Downs e i laghi di Frensham, e il loro castello, che si ergeva minaccioso sulle verdi pianure del Wey, era stato la rocca pi sicura tra Guildford Castle e Winchester. Ma nella guerra dei baroni, nella quale il re si era servito dei sudditi sassoni come di una frusta per colpire i baroni normanni, il castello, come molte altre rocche, venne distrutto. E da allora i Loring, con possedimenti molto ridotti, avevano abitato nel maniero di Tilford, avendo quanto era necessario per vivere ma non quanto sarebbe stato necessario a mantenere lantico splendore della casata.
Poi vennero i processi intentati contro di loro dallabbazia di Waverley, quando i cistercensi avanzarono pretese sulle terre migliori rimaste ai Loring e fecero valere i diritti feudali sulle altre; processi che si trascinarono per anni e anni, con il risultato che la parte migliore delle terre contese fin per essere divorata dagli uomini di legge e dagli uomini di Chiesa. Era rimasto tuttavia il maniero di Tilford, e dal maniero, ogni generazione, usciva un guerriero che teneva alto lonore dello scudo dalle cinque rose scarlatte, stemma rispettato e temuto dei Loring. Nella piccola cappella dove padre Matteo celebrava ogni mattina la messa si trovavano ancora dodici sepolcri di bronzo, le tombe dei Loring. In due casi limmagine del morto era scolpita con le gambe incrociate, a indicare che il cavaliere aveva partecipato alle crociate; sei appoggiavano i piedi sulla figura di un leone, segno che erano morti combattendo; soltanto quattro erano stati effigiati avendo a fianco i cani da caccia, e questi erano quelli morti in tempo di pace.
Di quella famiglia illustre ma impoverita dalla guerra civile, dai processi intentati dalla vicina abbazia e dalla recente pestilenza, nel 1349 erano rimaste soltanto due persone: Ermyntrude Loring e il nipote Nigel. Il marito di Ermyntrude era morto combattendo contro gli scozzesi a Stirling e suo figlio Eustace, il padre di Nigel, aveva trovato una morte gloriosa su una galea normanna, nel 1340, alla battaglia navale di Sluys. La vecchia dama, nella sua solitudine, appariva fiera e tetra come il falcone che teneva ingabbiato nella sua stanza e si mostrava tenera soltanto con il nipote, che lei stessa aveva allevato. Su di lui riversava tutta la dolcezza e la tenerezza di cui era capace, qualit cos nascoste agli estranei che si sarebbe potuto credere non esistessero. Non sopportava lidea di vederlo allontanarsi, e Nigel, con il rispetto che la sua et e let della nonna richiedevano, si piegava alla sua volont, deciso a non partire dal maniero senza il consenso e la benedizione di lei.
Per questo Nigel Loring, nelle cui vene scorreva il sangue di tanti eroici guerrieri, nel cui cuore ardeva un coraggio da leone, a ventidue anni sciupava ingloriosamente le sue giornate allevando falchi e cani da caccia.
Giorno dopo giorno la vecchia dama aveva visto il nipote diventare sempre pi robusto, forte, coraggioso; sebbene fosse piccolo di statura, Nigel aveva muscoli dacciaio e unanima di fuoco. Da Guildford Castle a Farnham si raccontavano le sue prodezze nel maneggiare le armi e nel montare a cavallo; ma Ermyntrude, pure piena di orgoglio nellascoltare le imprese del nipote, non sapeva decidersi a lasciare che quel giovane falco se ne volasse liberamente via. Gi il marito e lunico figlio avevano trovato la morte in battaglia; non sopportava il pensiero che anche lultimo esponente di quella gloriosa casata dovesse esserle tolto allo stesso modo. Cos Nigel, con il cuore triste ma il viso sorridente, conduceva una esistenza semplice, apparentemente convinto dalle parole della nonna che trovava sempre tutti i possibili pretesti per trattenerlo al maniero di Tilford: bisognava aspettare un buon raccolto, o attendere che i monaci di Waverley restituissero parte di quello che avevano preso alla famiglia o ancora che un lontano parente morisse e lasciasse denaro sufficiente perch un giovane di famiglia nobile potesse fare degnamente il suo ingresso nel mondo, e cos via.
Del resto, la presenza di un uomo a Tilford era necessaria, perch la lite tra il maniero e labbazia non era ancora conclusa, e i monaci, ora con un pretesto ora con un altro, trovavano ancora di quando in quando il modo di sottrarre qualche striscia di terra ai miseri possedimenti rimasti ai Loring. Oltre il corso sinuoso del fiume, oltre la verde pianura, labbazia, nelle sue mura grigie e la torre quadrata, pareva minacciare giorno e notte il maniero con il suono vigile e implacabile della campana.
Proprio da quel monastero cistercense inizia il nostro racconto. Altrove, nelle cronache della Compagnia Bianca,  stato detto che uomo fosse sir Nigel Loring; quanti hanno seguito con piacere e con amore le sue vicende apprenderanno ora come sir Nigel giunse a essere armato cavaliere e conosceranno linizio delle sue grandi imprese.
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Capitolo 2.
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Il primo maggio 1349, festa dei santi apostoli Filippo e Giacomo, dallora terza allora sesta e poi dallora sesta allora nona, John, della casata dei Waverley, abate dellabbazia, era rimasto seduto nella piccola biblioteca dalla quale ne dirigeva le molteplici attivit. Tutto intorno, nel raggio di parecchie miglia, si distendevano i ricchi e fertili possedimenti dei quali labate era signore assoluto. Al centro, gli ampi edifici del monastero, fervidi di attivit, con la chiesa, il chiostro, lhospitium, la casa del capitolo e quella dei frati. Dalla finestra aperta giungeva sino allabate il mormorio delle voci dei frati, che passeggiavano nellambulatorium sottostante immersi in conversazioni devote. Di l dal chiostro veniva a tratti un lento canto gregoriano, mentre nellattigua casa del capitolo risuonava la voce stridula di frate Peter, che esponeva ai novizi la regola di san Bernardo.
Alzatosi per sgranchirsi le gambe, labate si avvicin alla finestra. Sotto le arcate del chiostro i frati, nella tonaca bianca e nera, passeggiavano lentamente, a testa china. Molti di loro, i pi studiosi, avevano portato dallo scriptorium i manoscritti che stavano miniando, e ora rimanevano seduti al sole, chini sui fogli di pergamena, a continuare il loro paziente lavoro. Larte e lo studio non erano tradizionali tra i cistercensi come tra i benedettini, ma la biblioteca di Waverley era piena di manoscritti preziosi che non pochi frati studiavano assiduamente.
Lattivit principale dei cistercensi era tuttavia quella del lavoro dei campi: di quando in quando si vedevano passare nel chiostro monaci dal viso abbronzato, con la zappa o la vanga sulle spalle e la tonaca rialzata fino al ginocchio, di ritorno dai campi o dal giardino. I prati verdi attorno allabbazia, le greggi numerose che vi pascolavano, i campi dalle spighe gi alte, le vigne, i vivai per i pesci, le colombaie, le zone paludose pazientemente prosciugate e poi messe a cultura, tutto rifletteva la prosperit, lattenzione al lavoro della potente abbazia.
La faccia grassa e florida dellabate risplendeva di quieta soddisfazione. Quello era il suo dominio, e richiedeva cure assidue. Doveva amministrare, per mezzo di frati di sua fiducia, quei vasti possedimenti, e assicurare ordine e decoro fra tutti quegli uomini votati alla castit. Sapeva essere tanto rigido nel mantenere la disciplina tra i suoi frati e i suoi vassalli quanto diplomatico sottile e duttile nei rapporti con coloro che gli erano superiori. Aveva trattato e trattava spesso con abati e signori suoi vicini, con vescovi, con legati pontifici, e una volta aveva avuto persino lonore di intrattenersi con il re. Aveva diritto di bassa giustizia in tutti i possedimenti e le terre appartenenti a vassalli dellabbazia, che si stendevano per molte miglia nellHampshire e nel Surrey. Era in suo potere punire i frati con i digiuni, con lesilio in altre comunit pi rigorose, o con la prigionia; poteva infliggere qualsiasi pena ai vassalli laici, con lesclusione della pena di morte; ma se non poteva mettere materialmente a morte, disponeva dellarma, spesso pi temuta, della scomunica.
Ora, un battere sommesso alla porta lo richiam ai suoi immediati doveri. Labate torn a sedersi alla sua tavola. Quel giorno aveva gi parlato con il priore, con lelemosiniere, con il cappellano e con il lettore; ma nel monaco alto e magro che entr dopo averne avuto il permesso riconobbe il pi importante e il pi importuno dei suoi ministri. Frate Samuel, che svolgeva le funzioni di economo, affini a quelle del balivo di un barone, e si occupava di tutti gli interessi, materiali del monastero, con il potere di trattare, sebbene soggetto sempre allapprovazione dellabate, tutto quanto si riferiva al mondo esterno, era un uomo dai lineamenti duri, che non avevano nulla di spirituale ma rivelavano lattaccamento a quegli interessi materiali dei quali si occupava.
Si fece avanti tenendo sotto il braccio sinistro un grosso libro di conti e nella mano destra un mazzo di chiavi, simbolo del suo ufficio, ma talvolta anche arma di offesa, come avrebbero potuto testimoniare numerose cicatrici sulla testa di contadini o di fratelli laici. Labate sospir tristemente vedendolo, poich sapeva per esperienza che cosa significassero i colloqui con quellenergico confratello.
Ebbene, che cosa volete, fratello Samuel? chiese.
Santo padre, vengo a riferirvi di aver venduto la lana a mastro Baldwin di Winchester due scellini alla balla pi dellanno scorso, perch la moria fra le pecore ha fatto alzare i prezzi.
Avete fatto bene, fratello. Poi?
Ho mandato via Wat, il guardiano dei conigli, dalla sua capanna perch non ha ancora pagato laffitto scaduto a Natale.
Ma ha moglie e quattro figli, fratello! sospir labate, che era un uomo benevolo, sebbene si lasciasse spesso prendere la mano dal suo pi aspro subordinato.
 vero, santo padre, ma se io lo lasciassi in casa senza che abbia pagato, come potrei poi esigere laffitto dagli altri? Certe voci si diffondono di casa in casa, e se i vassalli o i fittavoli non pagano, dove vanno a finire le ricchezze di Waverley?
Che altro c? sospir di nuovo labate.
Il problema dei vivai dei pesci.
Il viso dellabate si rischiar. Quello era un argomento che gli era caro e nel quale era una vera autorit. Se la regola del suo ordine gli toglieva altre gioie della vita, a quelle che gli rimanevano si attaccava con tutte le forze.
Ebbene? Come sono andati i lavori? chiese vivacemente.
Bene, santo padre; ma nello Stagno dellabate i carpioni sono morti.
I carpioni prosperano soltanto quando il fondo  ghiaioso, fratello Samuel, ricordatelo. E devono essere messi in vivaio nelle dovute proporzioni: tre maschi per ogni femmina; il vivaio poi deve essere riparato dal vento, sassoso e sabbioso, profondo un metro, con erba e salici sulle sponde. Fango per le tinche, fratello, ghiaia per i carpioni.
Leconomo si chin verso il suo superiore, con laria di chi ha gravi rivelazioni da fare.
Santo padre, ci sono dei lucci nello Stagno dellabate!
Dei lucci! esclam labate inorridito. Tanto varrebbe chiudere un lupo nellovile! E come  possibile che ci siano dei lucci nel vivaio dei carpioni? Non ce nerano lanno scorso, e i lucci non vengono dal cielo con la pioggia e non nascono sui prati a primavera. Bisogna prosciugare subito lo Stagno, altrimenti per la Quaresima dellanno prossimo ci dovremo accontentare di merluzzo secco.
Lo stagno sar prosciugato, santo padre, ne ho gi dato lordine; poi metteremo ghiaia sul fondo e pianteremo erbe sulle sponde, cos, quando avremo fatto rientrare lacqua, i carpioni verranno pi belli e grassi che mai.
Benissimo... Dunque le cose si sistemeranno. Ma quello che non riesco a capire  come i lucci siano entrati nello Stagno.
 stato il giovane Nigel Loring! Ha giurato di danneggiarci e lo ha fatto.
Il giovane Loring? E voi come potete saperlo?
Circa sei settimane fa  stato visto pescare al luccio nel lago di Frensham. Due altre volte  stato visto, di notte, a Hankley Down, con un fascio di paglia sotto il braccio. Sono certo che era paglia bagnata e che dentro cera un luccio vivo.
Mah! mormor labate scuotendo la testa. Ho sentito parlare spesso di quel ragazzo, della sua condotta arrogante, ma questo mi sembra troppo. Ha proprio passato i limiti se ha fatto davvero quello di cui voi laccusate, fratello. Era gi brutto che cacciasse di frodo i daini o che rompesse la testa a Hobbs, il mercante, che  rimasto una settimana tra la vita e la morte nella nostra infermeria e non si sarebbe salvato senza labilit di frate Peter. Ma mettere un luccio nello Stagno dellabate!... E perch poi dovrebbe aver fatto una cosa simile?
Perch odia labbazia di Waverley, che secondo lui detiene le terre dei suoi padri.
In questo c qualcosa di vero.
Ma, padre santo, noi abbiamo preso quello che ci ha dato la legge!
S, questo  vero, fratello, ma qui tra noi possiamo ammettere che la borsa pi pesante fa pendere le bilance della giustizia. Quando passo davanti alla casa dei Loring e vedo la vecchia signora guardarmi con occhi carichi delle maledizioni che non osa pronunciare, desidero sempre poter avere vicini diversi.
Potremo ottenerlo presto, santo padre.  proprio di questo che soprattutto volevo parlarvi. Non sar difficile per noi allontanarli dal paese. Ci devono ancora trentanni di tasse per lesenzione dallobbligo di fornirci uomini in caso di guerra. Far io in modo che il sergente Wilkins, lesecutore delle gabelle di Guildford, intimi ai Loring il pagamento di tanti arretrati di vario genere che per pagarli, poveri come sono, dovranno vendersi anche le pietre del focolare. Fra tre giorni saranno in mano nostra, vedrete.
Eppure sono una famiglia antica e di buon nome... Non vorrei fossero trattati con troppa durezza, fratello.
Non dimenticate il luccio tra i carpioni!
A quel pensiero il cuore dellabate dovette indurirsi, perch egli esclam:
S, quello  stato un gesto veramente diabolico! E proprio quando avevamo fatto mettere dei nuovi carpioni perch si riproducessero... Bene, la legge  legge, e se potete servirvene per danneggiarli, meglio cos. Ma la richiesta formale per gli arretrati dovuti  stata fatta?
Ieri sera Deacon, il balivo,  andato a Tilford con i suoi due assistenti per richiederli, ma  scappato correndo, inseguito da quel diavolo di Nigel Loring.  piccolo di statura, Loring, ma quando si infuria ha la forza di molti uomini. Il balivo giura e spergiura che non andr pi a Tilford, se non accompagnato da venti arcieri che lo proteggano.
A quella nuova offesa, labate era diventato rosso per la collera.
Ha fatto anche questo! esclam. Ma bene, glielo insegner io che i servi della santa chiesa, fossero pure i pi umili, possono ancora difendersi contro i violenti. Andate, citate quel giovane ribelle davanti al tribunale dellabbazia e ordinategli di comparire innanzi al capitolo domani, dopo lora terza.
Questa volta fu frate Samuel a scuotere la testa.
No, santo padre, non  ancora venuto il momento. Datemi altri tre giorni, vi prego, perch le nostre accuse contro quel ribelle possano essere complete e sostenute da prove. Non possiamo dimenticare che il padre e il nonno sono stati guerrieri illustri, al servizio del re, onorati da tutti e morti eroicamente. Ermyntrude Loring  stata dama di corte della madre del re, e anche oggi non mancano baroni di gran nome che proteggono la famiglia. Gi  stato detto che labbiamo trattata con troppa asprezza; io suggerirei di pazientare ancora qualche giorno, finch la coppa sar colma: allora potremo colpire.
Labate stava per rispondere quando fu interrotto da un insolito suono di voci che saliva dal chiostro. I due uomini si guardarono, stupiti da quella assenza di disciplina tra i monaci, e stavano per informarsi del motivo di una infrazione cos grave alla regola, quando sulle scale risuon un passo affrettato, e un frate, pallido in viso, spalanc la porta ed entr in biblioteca esclamando:
Padre abate, padre abate!  morto il nostro venerato vicepriore,  morto fratello John, e il diavolo  scatenato nel Campo dei cinque solchi!
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Capitolo 3.
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In quei tempi semplici la vita era tutto un mistero. Gli uomini sentivano molto vicini il Cielo sulle loro teste e linferno sotto i loro piedi. In tutto si vedeva un intervento diretto di Dio, nellarcobaleno come nella cometa, nel tuono o nel vento. E il diavolo imperversava apertamente sulla terra: si nascondeva dietro le siepi al crepuscolo, rideva perfidamente nelle tenebre notturne, afferrava negli artigli il peccatore morente, simpadroniva del bambino non ancora battezzato, torceva le membra dellepilettico. Accanto a ogni uomo un demonio continuamente lo spingeva a fare il male, mentre sopra di lui un angelo di grazia gli mostrava la via stretta che conduce alla vita.
Di conseguenza le parole atterrite del frate suonarono terribili ma non incredibili alle orecchie dellabate e delleconomo. La faccia rossa dellabate si fece pallida, ma egli afferr subito il Crocifisso che era sulla tavola e si alz coraggiosamente.
Conducimi l dove si trova il maligno! esclam. Mostrami il demonio che osa entrare nella casa di san Bernardo, e corri a chiamare il mio cappellano, che conduca con s lesorcista e porti le reliquie di san Giacomo che si trovano sotto laltare. Cos, e con un cuore umile e contrito, potremo affrontare tutte le potenze delle tenebre.
Ma leconomo aveva una mentalit molto pi terrena: afferr il fraticello per il polso, lasciandogli sulla pelle i segni delle dita, e esclam:
Ti sembra questo il modo di entrare nella stanza dellabate, senza bussare, senza un gesto di riverenza, senza neppure dire Pax vobiscum? E noi credevamo che tu fossi il nostro novizio migliore, il pi modesto, il pi devoto, il pi disciplinato! Cerca di calmarti adesso e di rispondere con chiarezza alle mie domande. In quale forma  apparso il maligno e quali danni ha fatto tra i confratelli? Lo hai visto con i tuoi occhi o ripeti cose sentite dire da altri? Parla, o vai subito a metterti sullinginocchiatoio della penitenza nella casa del capitolo!
Davanti al contegno cos risoluto del suo superiore, il novizio divenne pi calmo, sebbene le labbra sbiancate, gli occhi sbigottiti, il respiro affannoso rivelassero lagitazione interna.
Ecco cosa  accaduto, santo padre e reverendo fratello economo cominci con voce che si studiava di rendere ferma. Il vicepriore, fratello John e io eravamo stati, dallora sesta in poi, a raccogliere felci per la stalla delle mucche. Sulla via del ritorno, giunti nel Campo dei cinque solchi, mentre il vicepriore ci narrava alcuni episodi della vita del beato Gregorio, abbiamo sentito un fragore improvviso, come di un torrente in piena, e il maligno  balzato dal muro che chiude il campo, precipitandosi su di noi rapido come il vento. Fratello John  stato gettato nel fango e calpestato, poi il demonio ha afferrato fra i denti il vicepriore e lo ha trascinato di qua e di l per il Campo, scrollandolo come fosse un mucchio di cenci. Sbigottito a quella vista, io sono rimasto immobile; avevo avuto il tempo di recitare un Credo e tre Ave Maria quando il maligno ha lasciato cadere il vicepriore e mi  balzato addosso. Con laiuto di san Bernardo, sono riuscito ad arrampicarmi sul muro, ma non prima che il maligno mi avesse afferrato tra i denti una gamba, lacerandomi la tonaca.
E il novizio si volse per dare la prova di quel che diceva.
In quale forma  apparso Satana? chiese labate.
In forma di cavallo, santo padre, un grande cavallo sauro, mostruoso, con occhi di fuoco e denti da grifone.
Un cavallo sauro! ripet leconomo fissando il povero frate. Sciocco che sei! Che cosa avresti fatto se ti fossi trovato davvero faccia a faccia con il principe delle tenebre, se  bastato un cavallo ad atterrirti cos? Santo padre, quello di cui parla questuomo  il cavallo del nostro vassallo Aylward, al quale lho confiscato perch ci doveva cinquanta scellini e non aveva speranza di poterli pagare. Si dice che un cavallo simile non si trovi nemmeno nelle scuderie del re:  figlio di uno stallone spagnolo e di una giumenta araba della razza che il sultano Saladino faceva allevare per il proprio uso. Come vi dicevo, lho confiscato a Aylward a sconto del suo debito e ho ordinato che lo si tenesse impastoiato nel campo attiguo a quello dei cinque solchi, avendo sentito che  selvaggio e ha gi ucciso parecchi uomini.
 stato un brutto giorno per labbazia quello in cui avete introdotto nelle sue mura un simile mostro esclam labate. Se il vicepriore e fratello John sono davvero morti, quel cavallo  strumento del maligno, anche se non  il maligno in persona.
Cavallo o demonio, santo padre sbott il giovane frate che aveva portato la notizia lho sentito nitrire di gioia mentre calpestava fratello John. E dovevate vedere come scrollava il vicepriore: sembrava un gatto che scrolla un sorcio.
Andiamo, allora concluse labate. Vediamo con i nostri occhi che danno ha fatto.
I tre monaci si affrettarono a scendere la scalinata che portava al chiostro, ma erano appena usciti sotto il porticato quando i loro timori pi gravi si calmarono perch in quel momento fratello John e il vicepriore, zoppicando, come fossero senza forze, venivano avanti sorretti da alcuni monaci e seguiti da altri. Tuttavia, urla e grida provenienti dallesterno rivelavano che stava accadendo unaltra tragedia, e labate e leconomo si avviarono in quella direzione con tutta la velocit che la loro dignit consentiva.
Oltrepassate le porte, arrivati al muro di cui aveva parlato il frate, si trovarono di fronte uno strano spettacolo.
Affondato fino ai garretti nellerba verde e umida, videro uno splendido cavallo, il pi bello che scultore o guerriero avesse mai sognato. Il mantello era castano chiaro, la criniera e la coda pi scure. Alto, poderoso, rivelava tuttavia nel collo e nelle zampe la finezza dellanimale di razza. Era davvero bello a vedersi, le zampe davanti appena allargate e tese come si preparasse a un salto, la testa eretta, le orecchie tese, le narici frementi, gli occhi lampeggianti che sembravano spirare minaccia. Intorno a lui, a debita distanza, sei servi laici dellabbazia, ognuno con una cavezza in mano, attendevano il momento propizio per avvicinarsi a quellanimale selvaggio. Ma ogni tanto il cavallo si slanciava contro uno di loro, e allora il poveretto si affrettava ad arrampicarsi sul muro, urlando, mentre i suoi compagni si avvicinavano cautamente alla bestia da dietro, lanciando le cavezze nella speranza di prenderla al laccio, al collo o a una delle zampe. Poi toccava a un altro di loro cercare rifugio sul muro.
Quando giunsero i due monaci, il cavallo aveva appunto appena costretto uno dei suoi avversari a rifugiarsi sul muro. E poi era rimasto cos a lungo fermo in quellatteggiamento di minaccia e di sfida che abbiamo descritto, che gli altri avevano avuto il tempo di avvicinarglisi da dietro. Parecchie cavezze erano state lanciate, e una, strisciando lungo il muso, per poco non si era stretta attorno al collo dellanimale. In un baleno il cavallo si volse, e gli uomini fuggirono a precipizio; ma quello che aveva lanciato la cavezza rimase, incerto, non sapendo se fosse o no riuscito a prenderlo al laccio. Quel momento di incertezza gli fu fatale; con un urlo di angoscia, il disgraziato vide la mostruosa bestia rovinargli addosso, e in un momento fu atterrato e travolto. Si rialz urlando, ma di nuovo fu gettato a terra, e vi rimase, sanguinante, mentre il cavallo lo mordeva e lo scuoteva crudelmente.
Un urlo dorrore si lev dalla fila di teste tonsurate che guardavano oltre il bordo del muro; ma lurlo improvvisamente si spense, seguito da un grido di gioia e di ringraziamento al Cielo.
Sulla collina ai confini del prato un giovane era rimasto per qualche tempo a osservare la scena. Montava un puledro scarno, male in arnese, dalla lunga criniera incolta. Ma nel suo portamento, pieno di grazia e di scioltezza, nello sguardo dei grandi occhi azzurri e arditi, qualcosa rivelava la nobilt della nascita e laudacia del carattere. Sebbene di piccola statura, la sua persona era singolarmente elegante e aggraziata; il viso, bruno per il sole e per la vita allaria aperta, aveva lineamenti delicati e fieri. Dal berretto piatto uscivano alcuni riccioli di un biondo dorato, e una breve barbetta chiara copriva il mento risoluto. Una penna bianca, fermata sul berretto da una fibbia, rendeva meno cupo il vestito scuro. Accanto a lui erano sei cani da caccia.
Era rimasto per qualche tempo a guardare la scena, con un sorriso canzonatorio sulle labbra; ma quando vide la commedia trasformarsi in tragedia, parve decidersi a intervenire. Balz gi da cavallo, salt il muro e corse rapidamente verso il sauro. Il cavallo lo vide avvicinarsi, e, lasciato il nemico vinto, corse verso laltro che audacemente lo minacciava.
Ma questa volta il nemico non fugg. Tenendosi saldamente sulle gambe, volse la frusta che aveva in mano, e con limpugnatura, che era di metallo pesante, colp alla testa il cavallo quando gli fu vicino, mentre nello stesso tempo balzava di lato per evitare di essere travolto. Lo stallone si impenn, e, ricadendo, lo avrebbe calpestato se anche questa volta lavversario non fosse balzato di lato; e anche questa volta limpugnatura della frusta colp il cavallo sul muso, strappandogli un nitrito di dolore. Accadde cos a ogni attacco finch lanimale, dopo aver fissato a lungo con gli occhi iniettati di sangue linafferrabile nemico, si volse e galopp lungo il prato, la coda eretta, le orecchie tese, nitrendo rabbiosamente. Allora il giovane, senza neppure degnarlo di uno sguardo, si chin sulluomo riverso a terra, lo sollev con forza tra le braccia e lo port verso il muro dove molte braccia gi si sporgevano a riceverlo; poi, senza fretta, scavalc a sua volta il muro, guardando con un sorriso sdegnoso lo stallone che di nuovo si precipitava contro di lui.
Subito una decina di monaci lo circondarono, ringraziandolo e lodandolo, ma lui stava per allontanarsi senza rispondere quando lo ferm labate in persona.
Loring disse voi non siete amico della nostra abbazia, ma dobbiamo e vogliamo riconoscere che oggi vi siete comportato da buon cristiano e da uomo valoroso; dopo che a san Bernardo, nostro benedetto patrono, lo dobbiamo a voi se il nostro servo  ancora vivo.
Io non vi voglio male, abate esclam Nigel Loring sebbene lombra della vostra abbazia si sia distesa sulla dimora dei Loring. Quanto al pochissimo che ho potuto fare oggi, non chiedo ringraziamenti: non lho fatto n per voi n per il vostro monastero, ma soltanto perch ho voluto farlo.
Labate si fece rosso in volto a quelle parole sdegnose e si morse le labbra, indispettito. Ma fu leconomo a rispondere.
Sarebbe molto pi conveniente, signore, se parlaste al nostro santo abate in modo adatto al suo rango e al rispetto dovuto a un principe della chiesa.
Nigel volse gli arditi occhi azzurri su frate Samuel, lo guard sdegnosamente e infine ribatt, il viso fattosi cupo:
Se non fosse per labito che portate vi risponderei in altro modo. Vi riconosco: siete quel lupo famelico che si aggira sempre nei pressi della nostra casa, ansioso di toglierci il poco che ci  stato lasciato. Voglio darvi un avvertimento: con me potete fare e dire quello che volete, ma lasciate stare donna Ermyntrude, o con questa stessa frusta caccer la vostra muta dalla mia casa e la rincorrer per gli scarsi terreni che la vostra avidit ha lasciato ai miei padri.
Badate a quello che dite, Nigel Loring! esclam labate, un dito alzato in un gesto di ammonimento. Non temete dunque le leggi dInghilterra?
Temo le leggi giuste, e le osservo.
E non avete rispetto per la santa chiesa?
Rispetto profondamente tutto quello che in lei  santo; ma non rispetto quelli che calpestano i poveri e rubano le terre dei vicini.
Badate! molti sono incorsi nella scomunica per meno di questo. E tuttavia oggi non vogliamo giudicare la vostra condotta. Siete giovane, e le parole aspre vi vengono facilmente alle labbra. Come sta aggiunse rivolgendosi a un monaco che si avvicinava il povero James?
 gravemente ferito, santo padre, ma speriamo che sopravviva.
Fatelo portare allinfermeria. E ora, fratelli, che cosa dobbiamo fare di quella bestia terribile che nitrisce e ci guarda con occhi di fuoco, non mostrando pi rispetto per la santa chiesa di quanto ne mostri Nigel Loring?
C qui Aylward, santo padre rispose uno dei monaci. Il cavallo era suo, e certamente vorr ricondurlo alla sua fattoria.
Io? No di certo! ribatt il fittavolo che si era avvicinato sentendo fare il suo nome. Quella bestiaccia mi ha rincorso due volte e per poco non ha ammazzato mio figlio Samkin. Nessuno dei miei contadini voleva entrare nella stalla per la paura. Maledetto il giorno in cui lho comprato a Guildford, dove nessuno aveva il coraggio e la possibilit di domarlo. Quando il frate economo me lo ha confiscato a sconto di un mio debito di cinquanta scellini, ha concluso un contratto con me e ora deve rispettarlo. Potete dire quello che volete, ma lo stallone non entrer pi nella fattoria di Crooksbury, parola mia.
E neanche rimarr qui esclam labate. Fratello Samuel, voi avete introdotto qui il diavolo, tocca a voi liberarcene.
E lo far. I cinquanta scellini saranno detratti dal mio vitto, cos labbazia non ci rimetter nulla. Ora chiamate Wat con la sua balestra, e che porti parecchi quadrelli per ammazzare quella maledetta bestia. La pelle e gli zoccoli possono valere qualcosa.
Eccomi disse un uomo non pi giovane che portava sulla spalla una balestra. Lo spedisco in un momento.
Aveva messo un quadrello sullarma, e, presa attentamente la mira, stava per tirare, quando un colpo di frusta sulla mano gli fece cadere balestra e quadrello. Indispettito, si volse, ma indietreggi davanti al viso minaccioso di Nigel Loring.
Tienili per le donnole i tuoi quadrelli! esclam il giovane. Ma come, vuoi ammazzare un animale cos splendido che ha la sola colpa di non aver trovato ancora chi abbia il coraggio di domarlo? Vuoi uccidere un cavallo che un re sarebbe fiero di montare perch n monaci n servi n fittavoli hanno la forza di piegarlo?
Frate Samuel fu pronto a intervenire.
Signore disse vivacemente labate vi deve una ricompensa per quello che avete fatto oggi; se credete davvero che il cavallo sia, come dite, un animale di valore, prendetelo. Ve lo offro io, dal momento che pagher io i cinquanta scellini che  costato al monastero.
Labate gli tir la manica e si chin verso di lui per sussurrargli:
Pensate a quello che fate, fratello: il sangue di quelluomo ricadrebbe sulle nostre teste.
Nigel Loring  degno di quel cavallo, santo padre rispose leconomo con un sorriso maligno. Uno dei due domer laltro, e in tutti e due casi il mondo ne trarr un vantaggio. Ma se me lo proibite...
No, fratello: il cavallo  vostro perch lo avete pagato e potete disporne come pi vi piace.
Allora lo regalo a Nigel Loring; e possa essere con lui mansueto e rispettoso come Loring lo  stato con labate di Waverley.
Quelle parole frate Samuel aveva potuto pronunciarle impunemente a voce alta perch Nigel, appena aveva visto come si mettevano le cose, era corso lungo il muro fino al punto in cui aveva lasciato il suo puledro. Lo liber del morso e della briglia, poi, lasciandolo a pascolare, torn in fretta verso il gruppo dei frati.
Vi ringrazio del vostro dono, frate, pur comprendendo bene perch me lo fate disse a frate Samuel. Ma vi ringrazio, perch ho sempre desiderato possedere due cose sulla terra, due cose che la mia povera borsa non mi avrebbe mai permesso di acquistare: un cavallo degno del figlio di mio padre e un po donore nelle armi. Qual  il nome del cavallo, Aylward?
Pommers, signore. Ma vi avverto che nessuno pu montarlo. Molti hanno provato, ma i pi fortunati ne sono usciti con qualche costola rotta.
Grazie del tuo avvertimento. Pommers, tu mi appartieni ora, io sono il tuo padrone; questa sera stessa mi riconoscerai come tale, e io non dovr pi cercare un altro cavallo. Saremo luno contro laltro, Pommers, e che tu possa resistere il pi a lungo possibile, perch allora limpresa sar ancora pi bella e io avr maggiore speranza di farmi onore.
Mentre parlava Loring era salito sul muro, e l rimase per un istante immobile, tenendo in una mano la briglia e nellaltra la frusta, immagine di grazia virile e di coraggio. Con un feroce nitrito lo stallone corse verso di lui, e si impenn per raggiungerlo e morderlo; ma di nuovo un colpo assestato con limpugnatura della frusta lo fece ricadere sulle zampe. Allora, con incredibile agilit, cogliendo il momento propizio, Nigel gli balz in groppa. Per un minuto la bestia, inferocita, indomabile, galopp come impazzita, impennandosi, saltando, cercando in tutti i modi di togliersi di dosso quel ragazzo audace, che pareva saldato alla sua groppa e che, non potendo aiutarsi n con la sella n con la briglia, si limitava a tenersi saldo, stringendo le ginocchia con tutta la sua forza, afferrandosi con una mano alla lunga criniera; poi si rovesci a terra. Un grido di orrore sal dal petto dei monaci e degli altri spettatori della scena, ma Nigel, agile, calmo, era riuscito a balzare di lato prima che la gran mole del cavallo cadesse su di lui e lo schiacciasse. Poi colp con il piede lo stallone che si rotolava a terra, e mentre quello si rialzava, lo afferr alla criniera e gli balz nuovamente in groppa. Anche il tetro frate Samuel applaud a quella prodezza, mentre Pommers, come stupito di non essere riuscito a sbarazzarsi di quel peso importuno, riprendeva a caracollare sul prato sbuffando.
Ma presto lanimale sembr farsi ancora pi feroce. Si guard attorno con gli occhi iniettati di sangue, e, come deciso a vendicarsi di quellaudacissimo cavaliere anche a costo della morte, si precipit verso il fianco di un edificio che chiudeva da una parte il prato. Gli spettatori guardavano trattenendo il respiro. Che cosa avrebbe fatto Nigel? Fermare la bestia senza una briglia pareva impossibile; balzare a terra prima che lanimale andasse a sbattere contro il muro avrebbe significato una caduta rovinosa... Il meno agitato di tutti era proprio il giovane cavaliere. Rapido, calmo, risoluto, si tolse dalle spalle il corto mantello, poi, chinandosi sul collo dello stallone, glielo gett sulla testa.
Il risultato fu tanto immediato che per poco Nigel non venne sbalzato a terra. Improvvisamente accecato, Pommers si ferm di botto, poi scroll ripetutamente la bella testa fino a che il mantello cadde a terra. Ma quando le tenebre per lui si dissiparono, il cavallo aveva subto un nuovo oltraggio dal giovane cavaliere che lo dominava: Nigel aveva approfittato di quel momento per mettergli il morso e la briglia, con una rapidit, una abilit davvero prodigiose. Inferocito, il cavallo si precipit galoppando verso un cancello dal quale si entrava nel prato, lo sfond, corse allaperto. Rannicchiato sulla criniera, Nigel pass senza danno. Pommers correva come un capriolo, passando sotto i rami delle querce, saltando i fossati, cercando di quando in quando, con una furiosa scrollata, di liberarsi del cavaliere che continuava a stargli rannicchiato sopra, il viso nella folta criniera, i rami degli alberi che spesso gli strisciavano lungo la schiena, e che, con uno strattone al morso, gli strappava nitriti di rabbia e di dolore. Infine giunse a Hankley Down.
E l cominci quella fiera cavalcata di cui si parl per molti anni nel Surrey, che ispir una ballata il cui ritornello  ricordato ancora ai nostri giorni. Davanti al cavallo e al cavaliere era una nera distesa di felci che andava sino alla collina di fronte, il cui profilo si stagliava contro il cielo. Saltando i fossati, scendendo negli avvallamenti, superando i rilievi, Pommers galoppava tra le felci, galoppava e galoppava, tremando in tutte le membra, il cuore che sembrava scoppiargli dal furore. Ma, qualunque cosa facesse, luomo gli rimaneva in groppa, stringendogli tra le ginocchia i fianchi ansanti, lasciandogli fare tutto quello che voleva fuorch sbalzarlo a terra. Passarono dune, paludi, aspri pendii, e sempre il cavallo correva, senza rallentare la paurosa velocit. Gli abitanti del villaggio di Shottermill sentirono da lontano il suono dei suoi zoccoli poderosi, ma, prima che potessero uscire sulla porta delle case o guardare dalle finestre, cavallo e cavaliere erano gi passati come il lampo, perdendosi tra le felci della vallata di Halsemere. Percorsero come un tuono laspra e sassosa erta di Linchmere, passarono Fernhurst, e soltanto quando, superato in un volo il pendio di Henley Hill, videro le torri del castello di Midhurst, Pommers cominci ad abbassare la testa fieramente eretta durante quella corsa selvaggia di miglia e miglia, e il suo respiro si fece pi breve.
Ma per lui non erano finiti gli oltraggi; il suo cavaliere, quel piccolo uomo che avrebbe potuto schiacciare con un colpo di zoccolo, diede uno strattone al morso e lo costrinse a voltare di nuovo verso nord. Bianco di schiuma, tremante in tutte le membra, infangato fino al ventre, gli occhi che parevano schizzargli fuori dalla testa, lindomabile Pommers dovette obbedire. Il pendio dal quale era appena sceso era lunghissimo, ma il suo spirito indomito lo sostenne ancora una volta. Ridiscese laltro versante della collina, cerc di varcare la palude, affondandovi fino al ventre. Ma la fatica era troppa, non era possibile pretendere di pi. Si trasse a fatica dalla melma, e quando infine risal su un terreno solido, il suo galoppo si mut in uno stanco trotto.
Ormai, oltraggio peggiore di tutti gli altri per lindomabile Pommers, neppure il passo gli era dato scegliere. Fino a quel momento aveva galoppato di sua volont, ora era costretto a galoppare per volont di un altro; e una frustata sui fianchi lo fece impennare con un nitrito di dolore. Allora, dimenticando la stanchezza, dimenticando le membra indolenzite, dimenticando tutto salvo lintollerabile insulto, lo stallone riprese ancora una volta il suo galoppo furioso. Ma dopo due o tre miglia gli occhi gli si annebbiarono, le zampe gli tremarono come non potessero pi sostenerlo, e volle mettersi al passo; ed ecco di nuovo quella frusta crudele che lo faceva balzare dal dolore.
Non guard pi dove posava gli zoccoli, non guard pi quale direzione prendeva; voleva una cosa soltanto: liberarsi da quella creatura che lo torturava e della quale non riusciva a sbarazzarsi. Ripass per il villaggio di Thursley, il cuore che gli scoppiava nel petto, risal sulla vetta della collina. E giunto sulla collina, il suo spirito fu vinto, la forza lo lasci, e con un rantolo che sembrava un singhiozzo il grande stallone sauro cadde tra le felci. Nigel fu pronto a balzare a terra, e per qualche minuto giacquero entrambi luno accanto allaltro, luomo e il cavallo, esausti, ansando penosamente, mentre lultimo raggio di sole si spegneva e le prime stelle brillavano a oriente nel cielo viola.
Nigel fu il primo a riprendersi; inginocchiandosi accanto al cavallo ansante, gli pass con dolcezza la mano sulla criniera, poi sulla testa e sul muso ancora coperto di schiuma. I grandi occhi iniettati di sangue si volsero verso di lui: non esprimevano pi odio n furore, ma una sorta di preghiera, che il cavaliere comprese. Accarezz di nuovo lanimale, e questa volta gli rispose un lieve nitrito, poi il muso si strofin contro la mano che lo accarezzava. Era la fine della lotta, laccettazione di un nuovo stato di cose, una nobile sottomissione a un nobile vincitore.
Sei il mio cavallo, Pommers sussurr Nigel, appoggiando la guancia sulla testa dello stallone. Io ti conosco e tu conosci me; presto, con laiuto di san Paolo, insegneremo anche ad altri a conoscerci. Ora andiamo piano, andiamo insieme fino a quello stagno, perch non so davvero chi di noi due abbia pi bisogno di un sorso dacqua.
E cos, alcuni monaci dellabbazia, rientrando tardi dal loro lavoro, videro uno strano spettacolo di cui parlarono tanto che quella stessa sera la cosa giunse alle orecchie dellabate e delleconomo. Videro, mentre passavano nei pressi di Tilford, un grande cavallo sauro e un piccolo cavaliere biondo entrare, luno accanto allaltro, nel cortile del maniero: il giovane signore di Loring conduceva a casa, ormai docile come un agnello, il terribile stallone di Crooksbury.
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Capitolo 4.
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Il maniero di Tilford, dove gli ultimi due membri della antica e illustre casata dei Loring lottavano aspramente per mantenere almeno una apparenza di prosperit e per difendere i pochi acri di terreno rimasti dalle mani rapaci dei monaci e degli uomini di legge, era una antica, ampia costruzione su due piani, con la struttura di grossi tronchi e pietre rozzamente squadrate. Una scalinata esterna conduceva alle camere da letto del piano superiore; al pianterreno cerano soltanto due sale; la pi piccola serviva alla vecchia Ermyntrude per soggiornarvi; laltra, di non comuni dimensioni, era la grande sala in cui si riceveva e si consumavano i pasti. Le abitazioni dei pochi servi, la cucina e le scuderie trovavano posto in un gruppo di capanne dietro ledificio principale. L si trovavano le stanze di Charles, il paggio, di Peter, il vecchio falconiere, di Red Swire, un veterano che aveva seguito il nonno di Nigel nelle guerre contro gli scozzesi, di Weathercote, anziano menestrello ormai pieno di acciacchi, di John, il cuoco, e di pochi altri sopravvissuti a giorni migliori che rimanevano ancora attaccati alla vecchia casa come conchiglie alla carena di un vecchio bastimento in disarmo.
Una settimana circa dopo lavventura con Pommers, di sera, Nigel e la nonna sedevano nella grande sala, accanto al camino spento. La cena era finita, la tavola, e tutte le altre tavole pi piccole alle quali sedeva la servit, erano state rimosse, e la grande sala sembrava vuota; il pavimento di pietra era coperto da un fitto strato di giunchi, che serviva da tappeto e veniva rinnovato ogni sabato, quando si faceva la pulizia di tutta la casa; tra i giunchi erano sdraiati parecchi cani, e rosicchiavano gli ossi che gli erano stati gettati dalla tavola. In fondo alla sala si trovava una grande credenza piena di vasellame, e il resto del mobilio era composto quasi esclusivamente da alcune panche addossate alle pareti, un gran forziere cerchiato di ferro, un tavolino su cui posavano scacchiere per il gioco degli scacchi, e due seggioloni a spalliera alta. In un angolo, su due trespoli di vimini, erano appollaiati due falchi maestosi, tanto immobili che sarebbero parsi imbalsamati se non avessero battuto di quando in quando le palpebre dei feroci occhi gialli.
Ma, se i mobili erano scarsi, alle pareti non cera uno spazio vuoto. Sopra il camino gli scudi gentilizi di molte famiglie imparentate con i Loring circondavano quello stemma dalle cinque rose che i Loring avevano reso illustre in cento fatti darme. Intorno, cotte di maglia, elmi arrugginiti, archi, spade, lance, arnesi da pesca e da caccia, e tra questi anche qualche prosciutto affumicato, oche salate e altre carni conservate di quelle in uso a quei tempi.
Ermyntrude Loring, figlia, moglie e madre di guerrieri, era lei stessa una figura di grande fierezza. Alta e magra, i lineamenti duri, gli occhi neri e penetranti, sebbene avesse tutti i capelli bianchi e fosse incurvata dagli anni, incuteva ancora timore e rispetto. Riandava sempre con il pensiero a tempi pi bellicosi e nellInghilterra di quei giorni vedeva una nazione degenerata ed effeminata, lontana dalla cortesia cavalleresca e dal valore degli anni trascorsi. Lincipiente potere del popolo, le ricchezze crescenti della chiesa, il lusso e le comodit che avevano sostituito le aspre abitudini dei guerrieri suscitavano in lei una eguale ripugnanza; e poich non mancava di manifestarla in ogni possibile occasione, tutti, nel raggio di parecchie miglia, continuavano a temerla come se fosse sempre la loro signora.
Da una simile donna era stato educato Nigel Loring.
Seduta accanto al camino, Ermyntrude guardava ora il nipote che le sedeva dirimpetto, e unespressione di fierezza e di amore le addolciva i lineamenti aspri. Fischiettando, Nigel attaccava le piume alle sue frecce, ma improvvisamente alz gli occhi e vide lo sguardo di quei fieri occhi neri fisso su di lui; si protese verso la nonna e le accarezz la mano ossuta.
Che cosa  accaduto oggi che vi ha fatto piacere? chiese. Vi leggo unespressione di piacere negli occhi.
Mi  stato detto che ti sei guadagnato quel grande sauro che  ora nella nostra scuderia, Nigel.
Ma non vi ho detto che me lo hanno dato spontaneamente i frati? Non me lo sono guadagnato.
 infatti quello che mi hai detto, e non una parola di pi; ma il cavallo che hai portato qui  molto diverso dallo stallone che ti hanno dato i monaci. Perch non mi hai detto anche che sei stato tu a domarlo?
Pensavo che il racconto di una impresa cos modesta fosse indegno di voi.
Tuo padre era cos, Nigel, e tuo nonno: valorosi e modesti. Quando si trovavano fra altri cavalieri, e le anfore di vino facevano il giro della tavola, se ne stavano in silenzio ad ascoltare il racconto delle imprese degli altri. Ma se qualcuno parlava pi forte di quanto avrebbe dovuto o si vantava troppo, lo tiravano quietamente per la manica e gli sussurravano qualcosa allorecchio: chiedevano se potevano sperare nellonore di scambiare qualche colpo con lui, per dargli modo di accrescere la sua gloria. Se il cavaliere era un millantatore e non voleva saperne di accettare la sfida, loro non ribattevano, e nessuno ne sapeva nulla; se invece si trattava veramente di un uomo valoroso, uscivano a combattere, e tuo padre e tuo nonno conquistavano quasi sempre un nuovo trionfo, del quale per non parlavano mai.
Nigel guard la nonna, con gli occhi accesi.
Che grande gioia  per me sentirvi parlare cos di mio padre. Raccontatemi ancora, vi prego, della sua morte gloriosa.
 morto come aveva vissuto, da cavaliere. Fu alla grande battaglia navale al largo delle coste normanne. Tuo padre comandava la retroguardia sulla nave del re. Lanno precedente i francesi, quando, attraversato lo stretto, bruciarono Southampton, avevano preso una grande nave inglese, il Cristoforo; e quel giorno la nave era allavanguardia della loro flotta. Furono soprattutto gli inglesi ad attaccare quella nave, abbordandola da pi parti. Loredano, un valoroso cavaliere genovese che comandava il Cristoforo, si batteva cos disperatamente, che le altre navi, come di comune accordo, si erano fermate per osservare quel terribile combattimento. Infine Loredano e tuo padre si trovarono luno di fronte allaltro. Anche il re rimase a guardare, ammirato, perch Loredano era un cavaliere famosissimo, e non pochi invidiavano tuo padre che si era trovato di fronte un avversario cos nobile. A un tratto tuo padre gli vibr un tale colpo con lazza che gli fece voltare lelmo, e cos laltro non poteva pi vedere attraverso le fenditure; allora gett via lo spadone e dichiar di arrendersi. Ma tuo padre prese lelmo tra le mani, lo raddrizz, e quando il genovese pot nuovamente vedere, gli restitu la spada, pregandolo di riposarsi un poco per poi riprendere il combattimento, perch sapeva di poter trarre grande onore e profitto dallo scontro con un cavaliere tanto valoroso. Sedettero entrambi e riposarono un poco; ma quando stavano per riprendere il combattimento, una pietra scagliata da una catapulta colp tuo padre e lo uccise.
Ma anche Loredano mor, a quanto ho sentito, non  vero?
Lo uccisero, purtroppo, gli arcieri, che amavano molto tuo padre e non potevano vedere le cose come ora le vediamo noi.
Fu un vero peccato! esclam Nigel. Perch doveva trattarsi di un cavaliere valoroso, che si comportava secondo le regole della cavalleria.
C stato un tempo, quando io ero giovane, che un uomo del popolo non avrebbe mai osato mettere le mani su un cavaliere. Gli uomini di sangue nobile combattevano tra loro, e gli altri, gli arcieri e i soldati, si accapigliavano a loro volta tra loro, senza interferire. Ora invece sembra che siano tutti uguali; e soltanto qualcuno, come te, mio bel figliolo, mi ricorda quei tempi.
Nigel si chin di nuovo verso la vecchia dama e le strinse affettuosamente le mani.
Sono come voi mi avete fatto disse.
 vero, Nigel. Ho vegliato su di te come il giardiniere veglia sulla sua pianta pi preziosa, perch soltanto in te sono riposte ormai tutte le speranze della nostra famiglia, e presto, molto presto, tu sarai il solo a rappresentarla nel mondo.
No, signora, non dovete parlare cos!
Sono molto vecchia, Nigel, e sento su di me lombra della morte. E del resto desidero andarmene, perch tutti quelli che ho conosciuto gi non sono pi qui. Quanto a te... Ebbene, sar un giorno benedetto per te, quello, perch sono stata io a tenerti lontano dal mondo che il tuo fiero spirito cavalleresco desidera.
No, sono stato tanto felice con voi a Tilford!
Siamo poveri, Nigel riprese la vecchia dama senza badare a quella protesta che sapeva dettata soltanto da gentilezza danimo molto poveri, e non so proprio dove prenderemo il danaro necessario per il tuo equipaggiamento di guerra. Ma possiamo contare su sir John Chandos che si  battuto valorosamente in Francia e che  molto vicino al re; era grande amico di tuo padre  sono stati scudieri insieme  e sono certa che, se ti mandassi a corte con un messaggio per lui, farebbe per te tutto il possibile.
Nigel arross mentre ribatteva vivamente:
No, signora, tocca a me trovare il necessario per il mio equipaggiamento, tanto pi che ho gi il cavallo. Andrei in combattimento piuttosto senza armatura che con unarmatura regalata da un altro.
Immaginavo che avresti risposto cos annu tristemente Ermyntrude. Eppure non vedo in quale altro modo sia possibile provvedere. Al tempo di mio padre le cose erano diverse: unarmatura a maglia dacciaio si acquistava a basso prezzo, e non cera citt dInghilterra che non ne fabbricasse. Poi, poco per volta, quanto pi gli uomini diventavano ansiosi per la propria incolumit, hanno cominciato ad aggiungere qua una piastra, l una giuntura, e ormai tutte le armature vengono da Milano o da Toledo: un cavaliere deve avere metallo nella borsa se vuole rivestirsi di metallo.
Nigel alz gli occhi a guardare una vecchia armatura a maglia dacciaio appesa alla parete, larmatura del padre.
La lancia di frassino  in buono stato osserv e anche lo scudo di quercia rivestito dacciaio. Sir Roger Fitz-Alan un giorno li ha esaminati e ha detto che non aveva mai visto niente di meglio; larmatura per...
Ermyntrude scosse la testa ridendo:
Hai il coraggio di tuo padre, Nigel, ma non la sua corporatura; lui era molto pi largo di spalle e pi alto di te: non ce nera uno pi forte e pi alto di lui tra tutti i cavalieri al seguito del re. No, la sua armatura, non soltanto ha una forma ormai in disuso, ma potrebbe servirti a ben poco. Quando verr il momento, farai bene a vendere questa vecchia casa e i pochi acri di terreno rimasti, e ad andare in guerra nella speranza di ristabilire con il tuo valore la fortuna dei Loring.
Non so se riusciremo ancora a tenere lontani i monaci e gli esecutori della legge ribatt Nigel scuro in viso. Proprio oggi  venuto un sergente di giustizia da Guildford a portare chiss quali carte, con lintimazione di pagare allabbazia alcuni diritti che risalgono a prima della morte di mio padre.
E dove sono queste carte?
Probabilmente tra le felci di Hankley, perch le ho fatte volar via come nemmeno un falcone ha mai volato.
Sei pazzo ad aver fatto una cosa simile, Nigel! E il sergente?
Red Swire e George lo hanno gettato nella palude di Thursley.
Poveri noi! In tempi come questi cose del genere non si possono fare, temo, anche se mio padre o mio marito, lo riconosco, avrebbero rimandato quella canaglia a Guildford senza le orecchie. Ma oggi la chiesa e la legge sono troppo forti per noi.  stato un gesto pericoloso, Nigel, perch labate di Waverley non  uomo da lasciar malmenare i suoi, e si serve dello scudo della chiesa per difenderli.
Labate non ci farebbe alcun male, se non fosse per quel lupo delleconomo, che ha messo gli occhi sulle nostre terre e non vuole lasciare la preda. Ma faccia pure quello che vuole, io non ho paura di lui.
Ha alle spalle una tale forza, Nigel, che anche luomo pi coraggioso deve temerlo. La chiesa pu scomunicare: quale arma abbiamo noi da contrapporre a questa? Ti consiglierei di andare dallabate e di parlargli con gentilezza.
Fare quello che voi mi ordinate  un dovere per me, signora, non meno che una gioia; ma morirei prima di andare a chiedere come un favore quello che  un nostro diritto. Ogni volta che esco di qui o mi affaccio alla finestra, guardo le terre e i prati e le foreste che sono state nostre fin da quando Guglielmo il Conquistatore le diede a quel Loring che era suo scudiero a Senlac, e che ora ci sono state tolte con linganno e la frode; non si dir mai che io abbia salvato quel poco che rimane dei nostri possedimenti sottomettendomi a quelli stessi che ci hanno impoverito. Facciano quello che vogliono; quanto a me, io resister finch mi sar possibile.
La vecchia dama scosse tristemente la testa.
Parli come deve parlare un Loring, figlio mio sospir ma temo che ci accadr del male. Tuttavia, non parliamone pi, se non possiamo farci nulla. Dov il tuo liuto, Nigel? Vorrei che mi suonassi qualcosa.
A quei tempi un uomo di nascita nobile sapeva sempre suonare e cantare darmi e damori, anche se non sempre sapeva leggere e scrivere. Nigel, obbedendo allinvito della nonna, and dunque a prendere il liuto dalla parete. Lo accord, e stava per cominciare, quando da fuori venne un chiasso che lo fece rimanere con la mano sulle corde, in ascolto. Uno dei cani rizz le orecchie e latr, gli altri corsero alla porta, ringhiando. Poi si sent un cozzare di armi, un colpo sordo, vibrato, sembrava, con una mazza o con lelsa di una spada, e infine una voce aspra intim che si aprisse, in nome del re. La vecchia dama e Nigel si alzarono. Il giovane afferr la spada, ma lei lo trattenne mettendogli una mano sul braccio.
No, figlio mio!, esclam. Non hai sentito lintimazione in nome del re? Gi, Talbot, a cuccia, Bayard! E tu, Nigel, apri la porta e lascia entrare il messaggero del re.
Nigel obbed e and a tirare i catenacci. I pesanti battenti di legno si spalancarono, e la luce della sala illumin le cuffie di acciaio di alcuni arcieri, facendo scintillare le spade snudate. Poi una decina di uomini in armi irruppe nella sala. Li precedevano frate Samuel, lo scarno economo di Waverley, e un uomo anziano, robusto di membra, vestito di un giustacuore di velluto rosso e calzoni dello stesso colore macchiati di fango e di argilla. Entrando, alz la mano nella quale teneva una pergamena da cui pendeva un sigillo enorme.
Io, ufficiale del re e sergente di giustizia di Waverley disse a gran voce intimo a Nigel Loring di comparire!
Sono io Nigel Loring rispose quietamente il giovane.
 lui infatti annu leconomo. Arcieri, fate quanto vi  stato ordinato.
Subito gli arcieri si gettarono su Nigel come una muta di cani su un cinghiale. Il giovane si dibatt disperatamente, cercando di afferrare la spada che era sul grande forziere cerchiato di ferro. Con la forza convulsa che viene dallo spirito pi che dai muscoli, riusc a trascinare in quella direzione gli assalitori; ma frate Samuel fu pronto a togliere larma, e gli arcieri, per quanto Nigel si dibattesse, lo gettarono a terra e lo legarono.
Tenetelo forte! gridava il sergente. Non lasciatevelo sfuggire. E cacciate questi cagnacci che mi ringhiano alle calcagna! Via, via, in nome del re! Watkin, tieni lontane queste bestie, che non rispettano la maest del re pi del loro padrone!
Uno degli arcieri allontan a calci i cani, ma quelli non erano i soli pronti a digrignare i denti in difesa dellultimo dei Loring. Alla porta si affacciarono i pochi uomini che ancora rimanevano a Nigel. Cera stato un tempo in cui dieci cavalieri, quaranta armigeri e duecento arcieri erano pronti a seguire lo stendardo delle cinque rose. Ora, in difesa dellultimo dei Loring che giaceva a terra legato, si presentarono soltanto Charles, il paggio, armato di un bastone, il cuoco John, con il pi lungo dei suoi spiedi, Red Swire con unascia da guerra che faceva roteare sulla testa incanutita, e il menestrello Weathercote armato di un giavellotto. Male assortiti, quei difensori erano tuttavia animati dal fuoco dei Loring, e si sarebbero gettati sugli arcieri, se Ermyntrude non fosse stata pronta a mettersi tra i due gruppi di armati.
Indietro, Swire! ordin risolutamente indietro, Weathercote, e tu, Charles, metti il guinzaglio a Talbot e trattieni Bayard. Poi, rivolta agli arcieri, che indietreggiarono davanti al suo sguardo fiammeggiante di collera: E chi siete voi, che osate servirvi del nome del re per mettere le mani su un uomo che ha pi nobilt in una goccia di sangue di quanta possiate averne voi in tutto il vostro corpo di schiavi?.
Piano, piano, mia signora esclam il sergente di giustizia, il cui viso riprendeva il colore naturale ora che si trovava ad affrontare soltanto una donna. Sappiate che c una legge in Inghilterra, e i rappresentanti della legge hanno il diritto di parlare in nome del re; io sono tra questi. Ci sono poi dei turbolenti che osano gettare un uomo come me in una palude, e tra questi c quel vecchio con lascia, che ho gi visto oggi. Ci sono infine quelli che distruggono e gettano al vento le carte della legge, e questi hanno come capo quel giovane. Perci vi consiglio, signora, di non mettervi contro di noi, ma di rendervi conto che siamo servitori del re e veniamo in suo nome.
E che cosa volete da noi, per irrompere cos e a questora in casa nostra?
Il sergente di giustizia si schiar la voce, poi, alla luce delle torce, lesse solennemente un lungo documento redatto in anglo-normanno, in uno stile cos pomposo e involuto che il pi pomposo e involuto degli atti giuridici contemporanei sembrerebbe al suo confronto un esempio di semplicit. Il viso di Nigel e quello della nonna espressero autentica disperazione ascoltando quel lungo elenco di rivendicazioni che, in base a una interminabile serie di diritti, si concludeva con la minaccia di confiscare, in caso di mancato pagamento, tutto il poco che ancora possedevano.
Nigel, strettamente legato, era stato fatto sedere sul forziere. Le spalle addossate alla parete, assisteva con rabbia impotente a quella che poteva essere la rovina finale della sua casa; ma a un certo punto non seppe pi trattenersi e interruppe il sergente con una veemenza che lo fece sobbalzare.
Renderete conto di quello che avete fatto questa sera! grid. Per quanto poveri, abbiamo amici potenti che non ci lasceranno opprimere cos, e io stesso andr a perorare la mia causa davanti al re, a Windsor. Lui, che ha visto morire al suo fianco mio padre, sapr che cosa si trama in suo nome contro di me. E poi questi sono problemi che vanno risolti per vie legali: come potrete spiegare laggressione che io ho subito?
Il vostro debito sarebbe infatti di competenza di un tribunale civile annu frate Samuel. Ma c un delitto commesso contro i rappresentanti della legge, un atto ispirato dal demonio, che ricade sotto la giurisdizione della corte abbaziale di Waverley, perch avete osato colpire il sergente di giustizia e i documenti che lui portava.
 la verit conferm il sergente. Non conosco delitto pi grave.
Perci riprese implacabilmente il frate  volont del nostro santo padre abate che siate rinchiuso questa sera nelle celle dellabbazia e siate condotto domani davanti alla sua corte di giustizia, nella casa del capitolo, affinch riceviate degna pena di questa e delle altre violenze commesse a danno dei servi della santa chiesa. E ora basta! Conducete via il prigioniero.
Nigel venne sollevato da quattro robusti arcieri. Ermyntrude stava per accorrere in suo aiuto, ma frate Samuel la respinse.
Indietro, tu con il tuo orgoglio! Lascia che la giustizia abbia il suo corso, e impara a inchinarti con cuore umile e contrito davanti al potere della chiesa! Non ti ha dunque insegnato nulla la vita, a te che sei stata fra i potenti della terra e che presto non avrai un rifugio in cui passare i tuoi ultimi giorni? Indietro, dico, che io non scagli su di te una maledizione!
Ma la vecchia dama non indietreggi; parve anzi improvvisamente invasa dalla collera, e alz le braccia scarne agitandole sul viso del frate.
Ascolta invece la maledizione che io lancio contro di te e i tuoi! esclam. Quello che tu hai fatto alla nobile casa dei Loring possa Dio farlo a te e ai tuoi, finch il vostro potere venga spazzato via dalla terra inglese e della grande abbazia di Waverley non rimanga che un mucchio di sassi! E sar cos, lo vedo! Dallo sguattero allabate, dalle cantine alla torre, possano Waverley e tutti quanti vi dimorano andare in rovina da questa sera stessa!
Per quanto agguerrito, frate Samuel indietreggi davanti a quelle fiere parole, a quella fiera figura maledicente; gli arcieri erano gi usciti con Nigel, e anche lui si affrett a uscire, sbattendo la porta dietro di s.
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Capitolo 5.
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La legge di quei tempi, esposta in un anglo-normanno quasi incomprensibile, era unarma terribile nelle mani di quanti sapevano farne uso. In unepoca in cui pochi sapevano leggere e scrivere quelle frasi arcane, quella forma involuta, quelle pergamene rese autorevoli dai sigilli agghiacciavano di terrore anche chi sapeva affrontare senza timore qualsiasi pericolo concreto.
Cos anche Nigel, pure nella sua temerariet, si sent quasi vinto la notte in cui rimase rinchiuso nelle prigioni dellabbazia, e pass lunghe ore a riflettere sulla completa rovina che minacciava la sua casa e che tutto il suo coraggio non poteva evitare. Aveva minacciato di ricorrere al re; ma sapeva bene che i re hanno la memoria labile, e che era passato molto tempo da quando il sovrano aveva sentito parlare della casa dei Loring. Non poteva quindi sperare in un aiuto terreno. E preg allora, con la religiosit semplice e pratica di quei tempi, i suoi santi patroni: san Paolo, le cui avventure per terra e per mare aveva sempre ammirato; san Giorgio, che aveva affrontato vittoriosamente il drago; san Tommaso, che era lui stesso un gentiluomo e avrebbe dunque potuto comprendere le esigenze di chi aveva nelle vene sangue aristocratico. Poi, confortato al pensiero che quei tre grandi santi non lo avrebbero abbandonato, si addorment del profondo sonno della giovinezza, fino a quando uno dei fratelli laici dellabbazia entr a portargli il pane e la birra che dovevano servirgli come pasto.
La corte abbaziale si riun nella sala del capitolo allora canonica terza, cio alle nove di mattina. La cerimonia era sempre molto solenne, anche quando si trattava di giudicare un contadino accusato di piccoli furti o un mercante che aveva frodato sul peso. Ora poi che si trattava di un nobile, ancora pi le cose dovevano venir fatte con tutte le forme legali ed ecclesiastiche, senza tralasciare alcun particolare prescritto. Al canto gregoriano e ai lenti rintocchi della campana abbaziale, i monaci, a due a due, fecero tre volte il giro della sala; poi intonarono il Benedicite e il Veni, Creator, prima di andare a sedersi ognuno al posto che gli era assegnato, mentre ai due lati della sedia dellabate prendevano posto lelemosiniere, il cappellano, il lettore, il priore e il vicepriore.
Entrarono infine leconomo, i cui aspri lineamenti, sebbene egli tenesse la testa modestamente china sul petto, tradivano una sensazione di trionfo, e labate John. Questultimo, in mano il breviario, il rosario alla cintola, si inginocchi, solenne e maestoso, mormorando delle preghiere, e i monaci, a un cenno del priore, si prostrarono sul pavimento mentre le loro voci profonde riecheggiavano sotto la volta come le acque del mare in una caverna; poi tutti ripresero i loro posti. Entrarono scrivani vestiti di nero che portavano penna, calamaio e pergamene, entr anche il sergente di giustizia, e infine Nigel venne condotto da arcieri che gli si stringevano attorno come temessero da parte sua un gesto disperato. Furono pronunciate molte formule misteriose che avevano qualcosa di magico, e ludienza cominci.
Fu leconomo il primo ad avvicinarsi alla tavola di quercia riservata ai testimoni, esponendo aridamente, quasi macchinalmente, i diritti che labbazia vantava nei confronti della casa di Loring. Alcune generazioni prima, per qualche prestito in danaro o per favori spirituali ricevuti, un Loring aveva riconosciuto allabbazia diritti di natura feudale sui suoi possedimenti, come dimostrava la pergamena dai pesanti sigilli di piombo che il frate agitava nella mano scarna. Fra tali diritti vi era anche quello di escuage, vale a dire lobbligo di fornire in caso di guerra un certo numero di armati, obbligo dal quale era possibile esimersi con il pagamento di una tassa annua. Ora, n quella tassa era stata pagata, n gli armati erano stati forniti, cos che lammontare della tassa, accumulatasi con gli anni, era ora maggiore del valore del maniero di Tilford e delle terre annesse. Cerano poi altre somme dovute per altre ragioni, tutte debitamente attestate dal sergente di giustizia.
Nigel ascoltava quel terribile elenco come un giovane cinghiale che affronta intrepidamente i suoi nemici, pur sapendo che per lui non c via di scampo. Il viso pieno di coraggio, i grandi occhi azzurri dallo sguardo risoluto, la testa fieramente eretta, rappresentava degnamente la famiglia illustre che aveva un tempo signoreggiato sul paese; ai raggi del sole che passavano attraverso le vetrate multicolori, il suo vecchio giustacuore un tempo di grande ricchezza ed eleganza sembrava simboleggiare la sorte di quella grande famiglia ormai decaduta.
Leconomo aveva concluso la sua esposizione e il sergente di giustizia stava per deporre a sua volta, quando qualcuno venne in soccorso di Nigel, qualcuno da cui mai si sarebbe aspettato aiuto. Forse perch frate Samuel aveva parlato con troppa acrimonia, forse per una diplomatica ripugnanza a spingere le cose agli estremi, e infine per uno spontaneo impulso di bont, labate alz la mano bianca e grassoccia in un gesto autorevole e fece comprendere che per lui non cera altro da aggiungere a quanto gi esposto.
Il nostro fratello economo ha fatto il suo dovere disse reclamando quanto  dovuto allabbazia, la cui ricchezza terrena  affidata alla sua amministrazione; tanto pi che noi stessi non siamo se non i fiduciari di quanti verranno dopo di noi. Ma se a lui  affidata lamministrazione, a me  affidato un compito ben pi importante: mantenere pura e immune da biasimo la reputazione di quanti seguono la regola di san Bernardo. Ora, sin da quando il nostro fondatore and a Clairvaux dove visse da eremita, i miei predecessori e io stesso ci siamo studiati di dare a tutti gli uomini esempio di mansuetudine e di umilt. Per questo le nostre abbazie sono edificate in luoghi piani, per questo non hanno torri superbe e non vi entrano metalli preziosi, per questo mangiamo in piatti di legno e beviamo in boccali di ferro. Non spetta dunque a un ordine come il nostro voler giudicare in una causa che lo riguarda e appropriarsi cos dei beni del proprio vicino. Se la nostra causa  giusta, come io credo sia, sar bene venga discussa alle assise del re, a Guildford. Decreto dunque che la corte abbaziale rinunci a questo processo, rimettendolo a un tribunale pi competente.
Nigel ringrazi in cuor suo i tre santi patroni che lo avevano assistito cos bene, quindi rispose:
Abate John, non avrei mai creduto che un uomo della mia famiglia dovesse ringraziare un cistercense di Waverley. Eppure oggi avete parlato da vero uomo. Se la corte abbaziale avesse giudicato in questa causa, sarebbe stato come giocare con dadi truccati.
Gli ottanta frati ascoltarono, tra risentiti e sorridenti, quelle parole franche rivolte a un uomo che loro consideravano quasi un dio in terra. Gli arcieri si allontanarono da Nigel a significare che da quel momento era libero, e il giovane stava per allontanarsi quando si sent la voce aspra del sergente di giustizia rompere il silenzio improvviso.
Vi piaccia considerare, santo padre abate esclam che se questa vostra decisione  secundum legem per quanto riguarda la questione civile tra questuomo e labbazia, io, sergente di giustizia, sono stato crudelmente e criminalmente maltrattato. S: le mie carte sono state distrutte, la mia autorit offesa, la mia persona gettata in un pantano, o palude che dir si voglia, e in conseguenza di tutto questo ho perduto lo scudo dargento simbolo del mio ufficio e ho subito il danno di un giustacuore di velluto irreparabilmente rovinato. Per questo io, Joseph, sergente di giustizia...
Basta, per carit! esclam labate. Lasciate da parte tante parole e dite semplicemente che cosa chiedete.
Padre santo, nella mia qualit non soltanto di ufficiale del re, ma anche di servo della santa chiesa, sono stato aggredito, maltrattato, malmenato nellesercizio delle mie funzioni e nelladempimento del mio dovere, mentre le mie carte, redatte in nome del re, sono state strappate, lacerate, gettate al vento. Per questo io chiedo che la corte abbaziale faccia giustizia di questuomo che mi ha aggredito, maltrattato e malmenato nella giurisdizione dellabbazia.
Che avete da dire a questo, fratello Samuel? chiese labate, perplesso.
Dico, santo padre, che se  in nostra facolt agire con mansuetudine e carit per quanto riguarda noi stessi, quando si tratta di offese fatte a un ufficiale del re mancheremmo al nostro dovere se non gli dessimo la soddisfazione e la protezione che chiede. Vorrei anche ricordarvi che questo non  il primo atto di violenza commesso dallaccusato che, anche in altre occasioni, ha colpito i servi dellabbazia, schernito la nostra autorit, e persino messo dei lucci nello Stagno dellabate.
Le floride guance dellabate si fecero rosse per la collera al ricordo di quelloffesa inqualificabile, e i suoi occhi presero unespressione dura nel volgersi a Nigel.
Ditemi, Nigel Loring chiese seccamente siete stato voi a mettere dei lucci nello stagno?
In un gesto fiero, Nigel si raddrizz e rispose:
Prima che io risponda alla vostra domanda, padre abate, rispondete voi a una mia domanda. Come si sono comportati i monaci di Waverley verso di noi perch io debba evitare di recargli offesa quando mi se ne offre loccasione?
Vi fu nella sala un lieve mormorio, di meraviglia per tanta franchezza, di collera per tanto ardire. Labate si accomod meglio nella sua sedia, come se avesse ormai preso una decisione, e annunci:
Decreto che si tratti davanti a questa corte delle offese fatte al sergente. Sar fatta giustizia, e loffensore, nobile o plebeo, sar punito.
Il sergente fu richiamato. Il suo racconto, per quanto diluito in interminabili ripetizioni e infarcito di termini legali, era sin troppo chiaro nella sua essenza. Fu chiamato allora Red Swire, e il veterano, pallido di collera, confess francamente di aver maltrattato lufficiale del re, ma dichiar che Nigel non ne sapeva nulla, perch lui aveva agito di sua iniziativa. Tuttavia, Nigel, interrogato, riconobbe di avere lacerato e sparso al vento gli augusti documenti presentatigli, e, troppo fiero per mentire, non offr alcuna giustificazione per quel gesto ribelle. La fronte dellabate si incup, e leconomo guard laccusato con un sorriso ironico sulle labbra sottili. Infine, in un gran silenzio, labate emise la sua sentenza.
Nigel Loring disse solennemente avreste dovuto voi, che siete di stirpe nobile, dare lesempio agli altri. Invece, il maniero di Tilford  stato sempre un focolaio di ribellione e di lotta; e ora, non contento di esservi comportato da nemico con noi, i monaci cistercensi di Waverley, avete voluto mostrare il vostro disprezzo per lautorit del re lacerando i documenti scritti in suo nome e maltrattando per mano di un vostro vassallo il suo messo. Per colpe simili sarebbe in mio potere colpirvi con le terribili armi spirituali di cui la chiesa dispone; tuttavia, non voglio essere duro con voi, considerando la vostra giovinezza e ricordando che appena una settimana fa avete generosamente salvato la vita a un servo dellabbazia che si trovava in grave pericolo. Per questo intendo servirmi di mezzi temporali per domare il vostro spirito temerario e quel carattere violento che ha gi causato tanto scandalo nei vostri rapporti con labbazia. Pane e acqua per sei settimane, da oggi al giorno di san Benedetto, con una quotidiana esortazione da parte del nostro cappellano, frate Ambrose, potranno forse insegnarvi la mansuetudine e addolcire il vostro cuore indurito.
A quella sentenza ignominiosa che condannava lorgoglioso erede dei Loring a una pena che avrebbe potuto colpire il pi meschino dei ladri, Nigel si fece di porpora. Si guard attorno con occhi che dicevano meglio di qualsiasi parola che egli non era disposto a sottostare a tanta infamia. Due volte fece per parlare, due volte la collera e la vergogna glielo impedirono. Infine proruppe:
Non sono un tuo suddito, abate! La casa di Loring dipende dal re, soltanto dal re, e io nego nel modo pi assoluto che tu e la tua corte possiate pronunciare sentenza contro di me! Punisci questi tuoi monaci, se ti piace, ma non osare di alzare la mano contro di me che non ti temo, perch sono un uomo libero, pari a qualunque uomo in Inghilterra, eccettuato soltanto il re!
Per un momento labate sembr cos sbalordito da quelle parole pronunciate con voce fiera e forte, che sembr vacillare nella sua risoluzione; ma subito intervenne leconomo, agitando in aria un documento.
 vero ribatt che i Loring dipendevano soltanto dal sovrano; ma c qui un atto con il sigillo di sir Eustace Loring nel quale sir Eustace si dichiara vassallo dellabbazia e riconosce di tenere dallabbazia le sue terre.
Scrisse quellatto perch era buono esclam Nigel e non sospettava che in tal modo gli si tendesse un tranello!
No, no usc a dire il sergente se mi permettete di intervenire in una questione legale, padre santo, dir a questuomo che non hanno alcuna importanza le ragioni per le quali si sottoscrive un atto, purch latto sia accettato nelle debite forme e munito del sigillo.
Senza contare incalz leconomo che ormai la sentenza  stata pronunciata e ne andrebbe dellonore dellabbazia se non fosse eseguita.
Frate Samuel intervenne seccamente labate mi sembra che dimostriate uno zelo eccessivo; noi siamo in grado di tenere alto lonore dellabbazia anche senza il vostro aiuto e il vostro consiglio. Quanto a voi, sergente, esprimerete la vostra opinione quando ve la chiederemo, non prima, o rischierete di cadere voi stesso sotto le sanzioni della legge. Nigel Loring, il vostro processo  stato discusso e la sentenza pronunciata; non ho altro da aggiungere.
Fece un cenno, e uno degli arcieri mise la mano sulla spalla del prigioniero. A quel ruvido contatto sembr che tutta la ribellione e la collera che ribollivano nellanimo di Nigel esplodessero. Quale, di tutti i suoi antenati gloriosi, si sarebbe assoggettato a una simile ignominia? Non avrebbero forse preferito la morte? Toccava dunque a lui essere il primo a lasciar umiliare cos la sua famiglia e calpestarne le tradizioni? Con un movimento improvviso, si sottrasse alla stretta dellarciere, chinandosi e sfuggendogli da sotto il braccio, e gli prese la daga che quello portava alla cintura. Un attimo dopo si era rifugiato nel vano della finestra pi vicina e affrontava lassemblea, monaci e arcieri, pallido in viso, gli occhi lampeggianti di collera, la mano che impugnava la daga.
Sul mio onore! esclam. Non avrei mai pensato di potermi acquistare fama di soldato sotto il tetto di unabbazia; ma forse mi sar dato compiere qui qualche modesta impresa prima che riusciate a condurmi nella vostra prigione!
La sala era in subbuglio. Mai, nella lunga e tranquilla storia dellabbazia, era accaduta tra le sue mura una scena simile. Gli stessi monaci sembrarono per un istante contagiati da quel pericoloso spirito di ribellione, perch si alzarono dai loro stalli e si raggrupparono intorno al prigioniero, sia pure a debita distanza, parlando concitatamente tutti insieme. Era uno scandalo, e cilicio, disciplina e digiuno sarebbero stati applicati a lungo per cancellare dallabbazia una macchia cos grave. Lo stesso abate, lasciando la sua sedia, irritato, corse tra i suoi monaci, ma si ritrov sballottato e confuso tra loro, come un cane da pastore in un gregge spaventato.
Soltanto leconomo non perdeva il sangue freddo. Si era rifugiato dietro gli arcieri, che guardavano indecisi e non senza un certo compiacimento la temerariet di quel giovane ribelle, e li incitava.
Prendetelo, dategli addosso, afferratelo! Gli lasceremo dunque sfidare impunemente lautorit della corte? Dovr dirsi che un solo uomo ha tenuto a bada sei arcieri? Dategli addosso tutti insieme, afferratelo! Perch indietreggi, Baddlesmere?
Luomo a cui si era rivolto, un arciere barbuto, alto, robusto, vestito di verde come i suoi compagni, si avvicin lentamente a Nigel, impugnando la daga. In cuor suo parteggiava anche lui per il giovane, sia perch quella corte ecclesiastica era impopolare nel paese, sia perch non cera chi non deplorasse la decadenza dei Loring e non augurasse tutto il bene possibile allultimo esponente della famiglia.
Andiamo, signore disse con voce conciliante adesso avete fatto abbastanza. Arrendetevi.
Arrendermi? Allora vieni a prendermi tu, amico rispose Nigel con un sorriso minaccioso.
Larciere si fece avanti. Vi fu un cozzare di acciai, una daga lampeggi fulminea, e il povero Baddlesmere indietreggi vacillando, ferito allavambraccio, il sangue che gli scorreva sulle mani.
Sul mio onore! ringhi. Tanto valeva mettere il braccio nella tana di una volpe per tirarla fuori con i suoi cuccioli!
Non vi avvicinate! ammon Nigel. Non voglio farvi del male, ma non voglio neppure che mi si mettano le mani addosso!
La sua voce quieta suonava cos minacciosa, lo sguardo dei suoi occhi azzurri era cos fiero, che gli arcieri esitavano, non sapendo che cosa decidere. Labate si era fatto largo tra la piccola folla, e ora, rosso in viso per loffesa fatta alla sua dignit, stava accanto agli arcieri.
Questuomo si  messo contro la legge! tuon. Ha versato sangue in una corte di giustizia, e non c perdono per una colpa simile. Chi di spada ferisce di spada perisce. Hugh, metti una freccia al tuo arco!
Luomo al quale si rivolgeva, uno dei servi dellabbazia, obbed silenziosamente, sebbene, a quel che sembrava, a malincuore. Labate riprese:
Tendi larco e prendi di mira questuomo. Nigel Loring, la chiesa non vuole versare sangue; ma poich nulla vale contro i violenti se non la violenza, questo peccato ricada sulla vostra anima. Gettate via quella daga, ve lo ordino per lultima volta!
E potr andarmene liberamente dallabbazia? chiese quietamente Nigel.
Quando avrete espiato la pena che vi  stata inflitta e vi sarete purgato del vostro peccato.
Allora preferisco morire qui, se  necessario, anzich arrendermi.
Una fiamma minacciosa si accese negli occhi dellabate. Discendeva da guerrieri normanni, e nella sua voce vibrava lasprezza del soldato, non la mitezza del monaco, quando ribatt:
Vi do un minuto, non di pi. Hugh, quando dir "Tira!", tu passerai questuomo da parte a parte.
Larco teso, la freccia incoccata, il servo rimase immobile, senza distogliere gli occhi dal suo bersaglio vivente. Tutti tacevano, sembravano trattenere il respiro nellattesa. Lentamente il minuto pass, mentre in cuor suo Nigel rivolgeva una fervida preghiera ai suoi tre santi patroni, non perch gli salvassero la vita, ma perch lo guidassero verso la salvezza dopo la morte ormai imminente. Per un istante pens di slanciarsi avanti e di difendersi contro i nemici morendo gloriosamente; ma si trattenne pensando che in tal caso sarebbe stato irrimediabilmente perduto. Tuttavia, poich il tempo concessogli passava inesorabilmente e Hugh sembrava deciso a obbedire al terribile ordine dellabate, fin per decidersi. Meglio morire combattendo che venire trafitto come un cervo che non osa avventarsi contro i cacciatori. Si raccolse un momento, si chin, stava per spiccare un balzo, quando la corda dellarco fu improvvisamente allentata e la freccia cadde a terra. Hugh si volse furioso per vedere chi gli avesse giocato quel tiro; nello stesso momento uno degli arcieri, un giovane dai capelli ricci, dal viso stanco e sorridente, dal torace vigoroso, balz avanti tenendo in mano la daga sguainata e and a mettersi accanto a Nigel.
E ora a noi compagni! esclam. Samkin Aylward non intende stare a guardare mentre un uomo cos coraggioso viene ucciso a colpi di freccia come un daino. Cinque contro uno  una gran brutta faccenda; meglio quattro contro due. Per le ossa delle mie dieci dita! Nigel Loring e io usciremo di qui insieme, non importa se con le nostre gambe o su una barella!
La presenza di quel temibile alleato, che godeva di grande reputazione fra i compagni, sembr diminuire ancora lardore degli attaccanti, e dello stesso Hugh, che pure imprecava ancora sottovoce per il colpo datogli al braccio da Samkin. Samkin non era armato soltanto della daga, ma anche del suo arco, e tutti sapevano che dalla foresta di Woolmer al Weald non cera arciere migliore di lui, in grado di colpire un cervo a duecento passi.
Via, Ramstone riprese ora il giovane arciere rivolto a uno dei suoi compagni lascia in pace la corda del tuo arco, altrimenti ti metter a riposo la mano per due mesi. Le daghe, s, se volete, compagni; ma che nessuno tocchi larco, o tirer io per primo.
Labate e leconomo sembravano inferociti da quel nuovo ostacolo.
Aylward, questo sar un brutto giorno per tuo padre, il fittavolo del nostro podere di Crooksbury! esclam leconomo. Maledir il giorno in cui ha generato il figlio che lo avrebbe messo sul lastrico.
Mio padre  un uomo libero ribatt prontamente Samkin. Se si trovasse qui farebbe molto pi di quanto fa suo figlio. Dunque, compagni, non vi muovete? Coraggio, attaccate, non vedete che vi stiamo aspettando?
Incoraggiati da promesse di premio, incalzati da minacce di pene se avessero indietreggiato, i quattro arcieri stavano per lanciarsi contro i due giovani, quando un inatteso intervento cambi radicalmente la situazione.
Sulla porta della sala, mentre si svolgeva quella scena insolita, si era radunata una piccola folla di fratelli laici e di servi, che era rimasta, sbigottita, a seguire levolversi del dramma. Improvvisamente si avvert una certa agitazione in fondo al gruppo, e di colpo, dopo avere violentemente allontanato quelli pi vicini alla porta, si fece largo una strana figura che richiam subito lattenzione dellabate e dei suoi monaci, e quella degli arcieri, un uomo che giungeva con laria di un padrone accorso al chiasso della sua gente.
Aveva superato di poco la mezza et; i capelli erano di un biondo pallido, i baffi lunghi, spioventi, aveva una corta barbetta e un viso lungo nel quale spiccava un gran naso aquilino. Alto di statura, ma esile, dinoccolato, dava tuttavia una sensazione di forza, di membra salde come lacciaio. La pelle era abbronzata fino al colore del cuoio. Una delle palpebre ricadeva sullorbita vuota; ma laltro occhio, vivissimo e penetrante, guardava linsolita scena con unespressione ironica e a un tempo indagatrice, dalla quale traspariva una natura imperiosa. Era riccamente vestito di un giustacuore color porpora e di un mantello; tra i merletti che ricadevano sul petto si vedeva brillare una pesante catena doro. La cintura e gli speroni doro denotavano in lui un cavaliere. Sul pugno sinistro teneva un falchetto incappucciato, e dalla spalla destra gli pendeva un liuto.
Excusez-moi, mes amis cominci pronunciando quelle parole in francese. Temevo di disturbarvi nelle preghiere e nelle meditazioni, ma vedo che usate daghe come breviari e arcieri come accoliti. A quanto pare sono giunto intempestivamente; vorrete tuttavia perdonarmi, perch la mia missione  tale che non posso rinviarla.
Signore, io sono labate di Waverley. Se il messaggio di cui siete incaricato  di interesse pubblico, potete parlare qui; se  di natura riservata, vi accorder udienza in biblioteca. Labate parlava con voce solenne. Siete palesemente di sangue nobile, e un cavaliere; non dubito quindi che non vorreste interrompere lesercizio delle nostre prerogative per qualcosa di poco conto. Dobbiamo far eseguire una sentenza della nostra corte di giustizia; sono cose necessarie, ma che costituiscono un dovere sgradito per uomini di pace quali siamo io e i miei fratelli. 
Parbleu, padre abate! esclam lo straniero. Basta dare unocchiata a voi tutti per capire che si tratta di una faccenda che non  di vostro gusto e che vi riuscir ancora pi sgradita quando vi avr detto che, se quel giovane nel vano della finestra verr ancora molestato dai vostri arcieri, io non esiter a difenderlo, come credo meriti, a giudicare dalla fierezza del suo contegno.
A quelle parole il sorriso dellabate si mut in unespressione accigliata.
Fareste meglio ribatt seccamente a riferire il messaggio che dite di portare, invece di sostenere un accusato che si ribella al giudizio di un tribunale.
Il messaggio non  per voi, padre abate, ma per qualcuno che non conosco. Sono stato a casa sua, e mi hanno detto che lo avrei trovato qui allabbazia. Luomo che cerco  Nigel Loring.
Sono io quello che voi cercate esclam Loring stupito.
Lo immaginavo. Ho conosciuto vostro padre, sir Eustace Loring, e, sebbene siate soltanto la met di quel che lui era, vi leggo la sua impronta sul viso.
Voi non sapete come stiano le cose, cavaliere intervenne labate. Se siete devoto al re, non interferite, perch questo giovane temerario ha violato gravemente la legge.
E voi lo avete citato in giudizio! rise lo sconosciuto. E come se le cornacchie volessero giudicare un falco. Ma vedo che emettere la sentenza vi  stato pi facile che farla eseguire. Abate, abate, ricordate quali sono i vostri poteri; vi sono stati dati per giudicare un contadino ribelle o un servo ubriacone, non per chiamare davanti alla vostra corte un uomo che ha nelle vene il sangue pi nobile dInghilterra e per lanciargli contro la vostra muta di arcieri!
Labate non era abituato a sentire parole simili pronunciate in tono di acerbo rimprovero, e certamente non nella sua abbazia e davanti ai suoi monaci.
Badate, cavaliere replic aspramente potreste imparare a vostre spese fino a dove arrivano i poteri di una corte abbaziale, se davvero pu essere cavaliere chi parla con cos poca cortesia. Prima di proseguire, vorreste dirmi chi siete?
Lo sconosciuto rise di nuovo.
Siete davvero uomo di pace, padre abate! Altrimenti mi avreste riconosciuto da questo e accenn con un gesto orgoglioso lo stemma ricamato sul giustacuore e sul mantello. Mi basta mostrare questo stemma, sullo scudo o sul pennone o sul giustacuore, in Francia e in Scozia, per non parlare dellInghilterra, perch tutti riconoscano il monte rosso di sir John Chandos.
Stupito, Nigel guard il nuovo venuto come avrebbe potuto guardare una visione. Era dunque quello sir John Chandos, amico e compagno darmi del re, il fiore della cavalleria inglese, leroe di cento audaci imprese, luomo noto da un capo allaltro dEuropa! A quel nome gli arcieri indietreggiarono, in un atteggiamento a un tempo di vergogna e di ossequio, mentre i monaci si avvicinavano per vedere da vicino quel celebre guerriero. Anche labate cambi tono, e un sorriso gli spian il volto contratto dalla collera.
Sir John, noi siamo davvero uomini di pace, e poco versati nellarte araldica. Ma le mura della nostra abbazia non sono tanto spesse che la fama di un cavaliere cos valoroso non sia giunta fino a noi. Se volete interessarvi di questo giovane malconsigliato, non sta a noi ostacolare le vostre buone intenzioni o negarvi qualsiasi grazia vorrete chiederci per lui. Sono lieto che gli si mostri amico qualcuno che pu dargli un esempio cos alto di cortesia e di valore.
Vi ringrazio delle vostre parole, padre abate rispose Chandos con noncuranza. Io sono davvero amico di questo giovane, ma Nigel Loring ha un amico assai pi potente di me, un amico buono con quelli che ama e terribile con quelli che gli dispiacciono. Viene da lui il messaggio che porto.
E dunque ditemi, vi prego, sir John, quale sia il messaggio e chi lo mandi esclam Nigel.
Il messaggio, mon ami,  che il vostro amico viene in questa zona e vorrebbe alloggiare una notte nel maniero di Tilford, per dimostrare lamicizia e il rispetto che ha per la vostra famiglia.
E sar il benvenuto. Ma spero si tratti di qualcuno che pu accontentarsi di un trattamento da soldato in una casa umile, perch, poveri come siamo, non potremmo offrirgli di meglio.
Si tratta infatti di un soldato rise Chandos e posso assicurarvi che spesso ha dormito peggio di come potr dormire a Tilford.
Eppure io ho ben pochi amici, cavaliere riprese Nigel, perplesso. Chi pu essere questo cortese gentiluomo che vuole onorare la nostra casa?
Si chiama Edward.
Ah, forse sir Edward Mortimer del Kent, o sir Edward Brocas del quale spesso mi ha parlato mia nonna?
No, viene chiamato soltanto Edward; ma il suo cognome  Plantageneto. Chi viene a chiedere ospitalit al maniero dei Loring  il vostro signore e il mio, Edoardo terzo, re dInghilterra.
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Capitolo 6.
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Le parole di sir John Chandos giunsero a Nigel come in sogno, bellissime e incredibili. E come in sogno vide labate divenuto improvvisamente tutto sorrisi, leconomo ossequioso, gli arcieri che si facevano rispettosamente da parte davanti a lui e allinviato del re e poi li aiutavano a fendere la piccola folla che si era radunata davanti alla casa del capitolo. Un minuto dopo si trovavano nel sereno chiostro dellabbazia. Laria della mattina era fresca e profumata, e ancora pi fresca e profumata sembrava a Nigel ora che era sfuggito a quel triste dilemma: disonore o morte.
Avevano gi varcato la porta esterna, e si avviavano per la strada giallastra, fiancheggiata da prati ancora scintillanti di rugiada, quando Nigel si sent tirare per la manica. Si volt e vide il viso onesto e sincero dellarciere che si era unito a lui per difenderlo.
Ebbene, signore, che cosa mi dite? chiese Samkin Aylward.
Che cosa posso dirti, amico, se non che ti ringrazio con tutto il cuore? Non avresti potuto comportarti meglio con me se fossi stato mio fratello.
Ma questo non basta, signore!
Nigel arross, lanciando unocchiata di sfuggita a Chandos che assisteva sorridendo a quel colloquio, quindi rispose:
Se avessi badato a quello che  stato detto prima davanti alla corte, sapresti che in questo momento non ho molti di quelli che si chiamano beni temporali. La morte nera e i monaci hanno divorato quasi tutto quello che io e mia nonna possedevamo. Ricompenserei volentieri con una manciata doro i tuoi servizi, perch credo sia questo che tu desideri, ma non mi  possibile, e posso solo ripeterti i miei ringraziamenti: dovrai accontentartene, Samkin.
Non voglio il vostro oro ribatt bruscamente larciere. Samkin Aylward non si potrebbe comprare nemmeno riempiendogli doro la borsa. Io potrei servire soltanto un uomo secondo il mio cuore; ma vi ho visto cavalcare il sauro che era di mio padre, vi ho visto tenere testa allabate di Waverley, e vi dico che s, mi piacerebbe servirvi. Conosco i vostri uomini a Tilford; non dubito che ai tempi di vostro nonno fossero soldati coraggiosi, ma chi di loro adesso riuscirebbe a tirare larco? Ho lasciato il servizio dellabbazia a causa vostra: dove potrei trovare un altro lavoro?
Non ti sarebbe difficile intervenne sir John. Un arciere abile e coraggioso  sempre il benvenuto alle frontiere di Francia. Ce ne sono duecento come te, amico, che mi seguono, e non chiederei di meglio che di vederti tra loro.
Vi ringrazio della vostra offerta, cavaliere rispose in tono deferente Samkin e siate certo che seguirei il vostro stendardo con gioia, pi che qualsiasi altro in Inghilterra, perch ho sentito dire che va sempre in prima linea, e ho sentito dire anche che per quelli che se ne stanno dietro rimane ben poco bottino. Per, se Nigel Loring mi volesse, preferirei combattere sotto lo stendardo delle cinque rose, perch sono nato a Eastburne,  vero, ma sono cresciuto qui e ho imparato qui a tirare darco; come uomo libero e figlio di un libero agricoltore, preferirei servire il mio vicino anzich uno straniero.
Ti ho gi detto che non avrei modo di compensarti ribatt Nigel arrossendo di nuovo.
Se vorrete portarmi alla guerra con voi, sapr trovare il modo di compensarmi da solo; non vi chiedo altro che un angolo alla vostra tavola e un posto sul pavimento per dormire. Se non accetterete, allabbazia non troverei altro compenso che una frusta e dei ceppi. Da questo momento Samkin Aylward  vostro, e che il diavolo se lo porti allinferno se vi dar mai motivo di pentirvene!
E Samkin alz la mano alla cuffia dacciaio in un gesto di saluto, si rimise in spalla il grande arco e segu a debita distanza il suo nuovo padrone, che ormai non avrebbe potuto rifiutare unofferta fatta con tanta spontaneit.
Parbleu! Vedo di essere venuto al momento giusto prese a dire sir John Chandos a Nigel quando ricominciarono a camminare. Arrivando da Windsor al vostro maniero avevo trovato soltanto la vecchia dama che mi ha raccontato quel che vi era accaduto. Allora mi sono avviato allabbazia, e non sono arrivato troppo presto, ma foi. Ma ecco donna Ermyntrude, se non mi inganno...
La figura maestosa della vecchia gentildonna, alta, magra, curva sul bastone a cui si appoggiava, era apparsa infatti sulla porta del maniero e veniva verso di loro. Vedendo il nipote insieme a sir John Chandos, Ermyntrude rise per la gioia, ma il sorriso si mut in una smorfia di scherno mentre la vecchia signora faceva con il bastone un gesto di minaccia in direzione dellabbazia. Quindi precedette i due uomini nella grande sala dove era stato preparato per lospite quanto di meglio si era potuto trovare. Nelle vene di Ermyntrude Loring, attraverso i matrimoni tra i de Grey, i Multon, i Valence, i Montague e altre famiglie nobili, scorreva sangue dei Chandos, e il pasto era terminato prima che la vecchia dama avesse descritto tutte le complesse ramificazioni del suo albero genealogico che la imparentavano con i Chandos.
Quando infine la tavola fu sparecchiata e i due uomini rimasero soli con lei, Chandos le rifer il messaggio del re.
Re Edoardo non ha mai dimenticato, signora, il valore di vostro figlio Eustace. La prossima settimana il re dovr andare a Southampton e io lo precedo per gli alloggiamenti: mi ha ordinato di dirvi che sarebbe lieto di passare una notte sotto il vostro tetto.
Ermyntrude arross di piacere; ma subito impallid, colpita da un pensiero triste.
Questo  un grande onore per la casa dei Loring rispose con una certa esitazione ma il nostro tetto  umile e, come voi stesso avete visto, la nostra tavola molto modesta. Il re non sa che noi siamo cos poveri: temo che ai suoi occhi potremo apparire rozzi e meschini.
Chandos si affrett a rassicurarla; tranne pochi gentiluomini, disse, il seguito del re avrebbe proseguito per il castello di Farnham, e non ci sarebbero state dame tra gli ospiti del maniero di Tilford. Sebbene fosse il re, poi, Edoardo era abituato ai rigori della vita soldatesca e non cercava troppe comodit; in ogni caso, poich tale era la volont del re, bisognava fare del proprio meglio. Infine, con la massima delicatezza, sir John offr la sua borsa, ma Ermyntrude doveva aver gi preso una decisione, perch rispose:
No, cugino, vi ringrazio, ma non  necessario. Far per il re tutti i preparativi che mi saranno possibili; e il re sapr che la casa dei Loring, se non pu accoglierlo degnamente, gli dar sempre il sangue e la vita dei suoi.
Chandos doveva proseguire per Farnham e oltre come battistrada del re, ma espresse il desiderio di fare un bagno prima di ripartire. Venne portata nella sua camera una tinozza e Nigel and a preparargli il bagno. Sir John lo invit a tenergli compagnia.
Il giovane sedette sul grande letto a colonne, e poich sir John sembrava in vena di chiacchiere, prese a fargli molte domande sulla guerra, ascoltando con lattenzione con cui gli antichi ascoltavano loracolo. Chandos si divertiva a quelle domande, e gli sembrava, vedendo Nigel cos avido di sapere e cos attento nellascoltare, di rivivere la sua ardente giovinezza.
Meglio per noi se ci  dato affrontare nemici valorosi! esclam a un certo punto Nigel con entusiasmo, perch sir John esaltava il valore dei cavalieri francesi. Almeno ci rimane la possibilit di farci onore e di guadagnare fama.
Sir John, che si stava asciugando dietro una tenda, sorrise a quelle parole.
Figliolo mio rispose avete un modo di esprimervi che mi ricorda i cavalieri che ho conosciuto quando ero bambino. Allora cerano ancora i cavalieri erranti, e parlavano come parlate voi. Giovane come siete, appartenete a unaltra epoca, Nigel. Chi vi ha messo in cuore questi sentimenti e vi ha insegnato a esprimervi cos?
Non ho avuto che un maestro, sir John, mia nonna Ermyntrude.
Parbleu! Bisogna riconoscere che ha allevato un buon falcone, pronto a lanciarsi sulla preda. Vorrei essere io a vederlo volare per la prima volta. Che ne direste, Nigel, di venire con me alla guerra come mio scudiero?
Gli occhi del giovane si riempirono di lacrime mentre egli stringeva vigorosamente la mano che il cavaliere gli porgeva da dietro la tenda.
E che cosa potrei aspettarmi di meglio al mondo? rispose con voce commossa. Ho timore a lasciare sola mia nonna, perch lei non ha che me nella sua vecchiaia; ma se  possibile rimediare in qualche modo alla cosa...
Il re pu rimediare, figliolo; non dite nulla finch non sar qui. Ma se volete venire con me...
Se voglio? E che altro potrebbe desiderare un uomo? C un giovane di nascita nobile in tutta lInghilterra che non sarebbe orgoglioso di seguire lo stendardo di sir John Chandos? E dove andrete ora, dite? In Scozia, in Irlanda, in Francia?... Ma ahim si interruppe di colpo avevo dimenticato!...
Il suo viso estatico si incup. Aveva improvvisamente ricordato che non aveva armatura e che non gli era possibile comprarne una. Ed ecco che per un sordido, meschino ostacolo materiale, sfumavano le sue pi belle speranze. Lo scudiero di sir John Chandos doveva essere bene equipaggiato, e tutte le rendite di Tilford sarebbero bastate a stento a comprare unarmatura a piastre, di quelle che i guerrieri usavano a quel tempo.
Sir John Chandos, che frattanto si era rivestito, aveva compreso subito la ragione di quel passaggio improvviso dallentusiasmo allo scoraggiamento.
Naturalmente si affrett a dire se combatterete sotto il mio vessillo, toccher a me provvedere per le vostre armi. No, non dovete rifiutare, Nigel, mi dareste un dispiacere.
Ma il giovane scosse tristemente la testa.
Purtroppo non  possibile. Donna Ermyntrude venderebbe questa vecchia casa e anche lultimo pezzo di terreno anzich permettermi di accettare la vostra generosa offerta, cavaliere. Per non dispero ancora. La settimana scorsa ho avuto uno splendido cavallo da guerra che non mi  costato neppure un soldo; chi sa che non mi riesca di procurarmi nello stesso modo anche unarmatura.
Come lo avete avuto il cavallo?
Me lo hanno dato i monaci di Waverley.
 davvero straordinario! Da quanto ho visto, pensavo che fossero pronti a darvi una cosa soltanto, la loro maledizione.
Per loro il cavallo era inutile, cos lo hanno dato a me.
Allora non ci rimane che trovare qualcuno per cui sia inutile unarmatura a piastre e che voglia regalarvela. Ma io spero ancora che cambierete idea e che la vecchia gentildonna, avendomi dimostrato che siamo parenti, mi permetter di equipaggiarvi per la guerra.
Vi ringrazio, cavaliere, e vi assicuro che se dovessi rivolgermi a qualcuno mi rivolgerei a voi. Ma forse ci sono altre vie che potrei tentare prima.
Bene. Ma in un modo o nellaltro rimane inteso che mi seguirete alla guerra come scudiero; e sono certo che non tarderete molto a conquistarvi gli speroni doro di cavaliere. Ora vado a congedarmi da donna Ermyntrude per riprendere il viaggio verso Farnham. Ci vedremo per ancora, nel giorno in cui sar qui il re.
Sir John Chandos part verso il tramonto, attraversando a cavallo quel villaggio pacifico al suono del suo liuto, poich amava molto la musica ed era celebre per i suoi canti. Nessuno dei viandanti che lo incontrarono pens certo che quello strano personaggio cieco da un occhio, che cavalcava cantando allegramente, fosse il guerriero pi valoroso dEuropa.
Soltanto una volta, mentre entrava a Farnham, un vecchio armigero corse verso di lui e gli si afferr alla sella salutandolo con entusiasmo. Chandos gli rivolse una parola gentile, gli diede una moneta doro e prosegu verso il castello.
Nigel e la nonna, intanto, rimasti soli con il loro problema da risolvere, si guardavano perplessi.
La cantina  quasi vuota sospir il giovane. Sono rimasti due barili di birra e uno di vino delle Canarie. Come  possibile offrire soltanto questo al re e alla sua corte?
Ci vuole del bordeaux, figliolo sospir a sua volta la nonna. Con il bordeaux, con il vitello pezzato, con unoca e qualche gallina potremo preparare un pranzo sufficiente. Ma quanti cavalieri saranno con il re?
Non meno di dieci o dodici. Ma poich la vecchia dama si torceva le mani disperata, subito aggiunse: Via, non prendetevela tanto a cuore! baster dire una parola, e il re andr a passare la notte a Waverley, dove lui e i suoi cavalieri troveranno tutto quello che possono desiderare.
No, mai! esclam Ermyntrude. Sarebbe una disgrazia e una vergogna per noi se il re dovesse passare davanti alla nostra porta senza fermarsi come ha espresso il desiderio di fare. Provveder io. Non avrei mai creduto di dover fare quello che ora sto per fare, ma sono certa che lui stesso me lo consiglierebbe se fosse vivo, e che anche ora mi approva.
Mentre parlava, Ermyntrude si alz e and verso il forziere cerchiato di ferro; poi, prendendo una delle chiavi che le pendevano dalla cintura, lo apr. Il cigolio dei cardini arrugginiti rivelava quanto raramente lei avesse guardato in quel sacrario. Dapprima apparvero una veste di seta trapunta di stelle doro, una cuffia a filigrana dargento e un rotolo di merletti veneziani. Sotto il rotolo si trovavano alcuni pacchetti legati con nastri di seta che la vecchia signora sembrava toccare con tenerezza; racchiudevano un guanto da cacciatore, una scarpetta da bambino, un nodo damore fatto di nastri sbiaditi e unimmagine di san Tommaso. Infine, dal fondo, lei prese tre oggetti avvolti in una pezza di seta, che depose sulla tavola. Nigel vide un braccialetto doro grezzo ornato di rubini, un piatto e una coppa doro.
Mi hai sentito parlare di questi oggetti, Nigel disse ma prima dora non li hai mai visti. Non ho mai aperto il forziere in questi ultimi anni; per la povert in cui ci troviamo, temevo di cedere alla tentazione di convertire gli oggetti in danaro. Ma ora si tratta dellonore della famiglia, e bisogna sacrificarli. La coppa  quella che mio marito, Nele Loring, port dalle guerre di Francia, quando lui e i suoi compagni tennero il campo dalla mattina fino ai vespri contro il meglio della cavalleria francese; il piatto gli fu donato dal conte di Pembroke in ricordo del suo valore sui campi di Falkirk.
E il braccialetto, cara signora?
Non riderai, Nigel?
No di certo! Perch dovrei?
Il braccialetto fu il premio dato a me come regina di bellezza, e mi fu consegnato, davanti alle pi grandi dame dInghilterra, da sir Nele un mese prima delle nostre nozze. Regina di bellezza, io, Nigel, vecchia e curva come ora mi vedi! Cinque valorosi cavalieri caddero davanti alla lancia di sir Nele, al quale contendevano il braccialetto per le loro dame, e ora, nei miei ultimi anni...
No, cara, cara signora, non ce ne separeremo!
S, invece, Nigel: lui stesso lo avrebbe fatto, se fosse vivo, e mi sembra come se ora mi sussurrasse allorecchio, consigliandomi di farlo. Tieni, Nigel, prendilo, prima che mi manchi il coraggio... Domattina andrai a Guildford, da Thorold, lorefice, e ne avrai tanto danaro quanto baster a pagare il necessario per la visita di re Edoardo.
Mentre pronunciava quelle parole, Ermyntrude si volse per nascondere al nipote il tremito delle labbra avvizzite; e il coperchio del forziere, sbattendo, copr il singhiozzo che suo malgrado le sfugg.
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Capitolo 7.
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Nigel si sentiva di umore allegro la mattina in cui si rec a Guildford in sella al grande sauro a vendere quelli che erano stati i tesori di Ermyntrude; la mattina era bella, e in cuore gli cantavano la primavera e la giovinezza. Lo seguiva Samkin Aylward, il giovane arciere che si era costituito sua guardia del corpo, in sella al puledro del quale Nigel si era servito fino a poco tempo prima. Anche Samkin era allegro e cavalcava fischiettando. Non cera contadino che non lo salutasse con un cenno della testa, non cera donna che non avesse un sorriso per lui, tanto pi che Samkin guardava a occhi spalancati ogni gonnella che incontrava, e si voltava poi a seguirla con lo sguardo.
Soltanto una volta Samkin ricevette un saluto molto meno cordiale, quando incontr un uomo alto, dai capelli bianchi e dal colorito acceso, che veniva dalla palude.
Buongiorno, padre mio grid Samkin appena lo vide. Come vanno le cose a Crooksbury? E che notizie mi date della mucca nera, dei boccali venuti da Alton e di Mary, la lattaia?
Proprio tu me lo chiedi, furfante? ribatt il vecchio. Hai irritato i monaci di Waverley  eppure lo sapevi che sono loro fittavolo  che adesso mi manderanno via dal podere.  vero che laffitto non scade prima di tre anni, e almeno per questi tre anni dal podere non mi muovo, dicano e facciano quello che vogliono; ma non avrei mai pensato di dovermene andare da casa per colpa tua. Se ti azzardassi a venire a Crooksbury, anche grande e grosso come sei, ti spolvererei con una frusta quel bel giustacuore verde.
Potrete farlo domani mattina, perch ci verr domani mattina a Crooksbury. Per quello che io ho fatto a Waverley  quello che avreste fatto voi, se vi foste trovato al mio posto. Guardatemi negli occhi, vecchia testa calda che non siete altro, e ditemi se ve ne sareste rimasto a guardare mentre lultimo dei Loring, proprio quello che adesso se ne va con la testa e il cuore tra le nuvole, stava per essere ammazzato per ordine di quel grosso monaco. Se mi rispondete di s, non vi riconosco pi come padre.
Se le cose stanno davvero cos, non hai fatto male. Ma  triste per me lasciare il podere, dopo averci lavorato per tanti anni.
Via, ci sono ancora tre anni, e in tre anni possono succedere tante cose! Presto me ne andr alla guerra, e quando avr aperto uno o due forzieri francesi, potrete comprarvi tutta la terra che volete e fare marameo allabate, alleconomo e ai loro balivi. Non sono certo meno valoroso di Tom Withstaff di Churt, che  tornato dopo sei mesi con le tasche piene di monete, a braccetto di due belle ragazze francesi.
Dio ci guardi dalle donne! Ma sono certo che se in Francia ci sono soldi da fare, tu non ne farai meno di chiunque altro. E ora vattene, ragazzo, presto, il tuo signore si allontana.
Samkin salut con la mano guantata e, spronando il puledro, raggiunse in fretta Nigel che teneva il cavallo al piccolo trotto.
Arciere lo chiam poco dopo Nigel non hai sentito parlare anche tu di un bandito che gira da queste parti?
Infatti, signore, un servo di sir Peter Mandeville, fuggito nella foresta; lo chiamano il "Selvaggio di Puttenham".
E come mai non lo hanno cercato o catturato? Se davvero  un ladro e un omicida, sarebbe unimpresa onorevole liberarne il paese.
I sergenti darme di Guildford sono usciti contro di lui due volte per prenderlo; ma quello  una volpe che ha parecchie tane e non  facile scovarlo.
Credimi, se quello che devo fare non fosse tanto urgente, andrei io stesso a cercarlo. Dov il suo rifugio?
Oltre Puttenham c una palude, vi si trovano parecchie grotte:  l che si rifugiano il bandito e i suoi.
I suoi! Dunque  a capo di una banda?
Ci sono parecchie persone con lui.
Questa sembra davvero unimpresa onorevole, che varrebbe la pena di tentare. Quando il re sar ripartito, mi metter in cerca dei banditi di Puttenham; in questo viaggio credo ci sia poca probabilit di incontrarli.
Spesso piombano sui pellegrini che percorrono la strada di Winchester e li spogliano di tutto. La cosa peggiore  che i contadini dei dintorni li amano, perch non li aggrediscono, e spesso li ricompensano largamente dellaiuto che gli chiedono.
 facile essere generosi del danaro rubato ribatt Nigel. Quanto a noi, sono certo che non li vedremo: non si azzarderanno ad assalire due uomini armati, e cos non avremo loccasione di compiere questa impresa.
Avevano ormai oltrepassato la zona paludosa, ed erano sulla strada maestra percorsa dai pellegrini che dallInghilterra occidentale andavano a Canterbury. La strada passava da Winchester, poi per la bella vallata di Itchen fino a raggiungere Farnham, e l si biforcava; un ramo correva lungo la collina dello Hogs Back; laltro piegava verso sud e giungeva alla collina dove sorgeva la chiesa con il reliquiario di san Tommaso Becket, un vecchio edificio allora in rovina, ma che era stato in altri tempi splendido, meta di innumerevoli pellegrinaggi. Nigel e Samkin Aylward, diretti a Guildford, presero appunto questo ramo della strada.
In quel momento nessuno andava nella loro stessa direzione; ma incontrarono un gruppo numeroso di pellegrini che tornavano dal santuario portando al berretto unimmagine di san Tommaso o una conchiglia o unampolla di acqua benedetta; molti si erano caricati le spalle di oggetti acquistati in citt. Avevano un aspetto trasandato, i vestiti insudiciati dal fango e dalla polvere, gli uomini a piedi, le donne a dorso dasino, tutti apparentemente stanchi e ansiosi di tornare a casa. I due viaggiatori passarono poi davanti a qualche mendicante o a qualche vecchio menestrello, seduti lungo il bordo della strada in attesa di ricevere una moneta dai passanti. Il sole scottava gi, la brezza sollevava la polvere; i due si rallegrarono vedendo una taverna, e scesero da cavallo per entrare a bere un boccale di birra. Ma quando se ne andarono lostessa salut freddamente Nigel, perch non le aveva prestato alcuna attenzione, e diede uno schiaffo a Samkin perch gliene aveva prestata troppa.
Oltre il villaggio di Puttenham la strada passava per un bosco di querce e faggi, il terreno un intrico di cespugli e di felci. Nigel e larciere vi incontrarono una pattuglia di sergenti darme, uomini alti, forti, ben montati, con giustacuori e berretti di cuoio, armati di lancia e spada. Vedendo avvicinarsi i due viaggiatori, si fermarono per chiedere se avessero fatto brutti incontri durante il viaggio; ricevuta una risposta negativa, quello che sembrava comandare la pattuglia aggiunse:
State attenti: il Selvaggio e sua moglie sono qui nei pressi. Non pi tardi di ieri hanno ucciso un mercante che veniva da ovest per prendergli cento corone.
Sua moglie, avete detto? chiese Nigel.
S, sua moglie, che lo aiuta sempre e lo ha salvato molte volte; perch lui ha la forza, ma lei ha la presenza di spirito e lastuzia. Spero proprio che una di queste mattine vedremo le loro teste rotolare insieme sullerba.
E i sergenti darme continuarono il loro cammino verso Farnham. Quanto a Nigel e a Samkin, avevano appena voltato la curva della strada quando si fermarono di nuovo, attratti da un triste spettacolo.
Seduta sul ciglio erboso della strada, una donna, che sembrava alta ed era senza dubbio graziosa, si torceva le mani dalla disperazione, piangendo amaramente. Scorgendo quella bellezza in pianto, Nigel, dopo essere stato un momento a contemplarla, si avvicin.
Che cosa vi addolora cos? chiese con dolcezza. Se c qualcosa in cui posso esservi utile, vi prego, consideratemi al vostro servizio. Chi ha potuto essere tanto duro di cuore da recarvi offesa?
La donna si alz e volse verso Nigel il viso ancora bagnato di lacrime, ma gi illuminato dalla speranza.
Oh, signore, salvate mio padre! esclam giungendo le mani in un gesto di implorazione. Avete forse incontrato una pattuglia di sergenti darme? Non ho avuto il tempo di chiedere il loro aiuto, e temo che ormai non possano pi sentirmi.
S, li abbiamo incontrati, ma hanno proseguito per la loro strada. Non possiamo esservi di aiuto noi?
Affrettatevi allora, vi supplico, affrettatevi! Da un momento allaltro potrebbero uccidere il mio povero padre. I banditi lo hanno trascinato nel bosco, e ho sentito la sua voce farsi sempre pi fioca. Affrettatevi, vi prego!
Nigel balz a terra e gett le redini a Samkin, poi chiese alla bella donna in lacrime:
Quanti erano i banditi?
Due, ma molto forti.
Allora vengo anchio con voi, signore esclam Samkin.
Impossibile: il bosco  troppo fitto perch possano passarci i cavalli, e non voglio lasciarli soli sulla strada.
Se volete, li custodir io, signore intervenne la donna.
Vi ringrazio, ma non  facile trattenere Pommers. Rimani qui, Samkin, finch non torno... No, no, fai come ti dico!
E Nigel, il piacere dellavventura che gli scintillava negli occhi azzurri, sguain la spada entrando nella foresta.
Cammin e cammin sempre pi rapidamente, saltando piccoli fossi, facendosi strada tra i fitti cespugli, agile come un daino, guardandosi sempre attorno, tendendo lorecchio per sentire una voce, un suono qualsiasi che gli rivelasse presenze umane. Cammin a lungo, pensando sempre alla donna in lacrime, al padre preso dai banditi; e soltanto quando si sent il fiato mozzo e i piedi feriti dallasprezza del terreno si ferm, dicendosi che ormai non avrebbe trovato pi quelli che cercava e che era tempo di tornare sulla strada per proseguire verso Guildford, dove lo attendeva un compito importante e urgente.
Samkin, quanto a lui, aveva cercato di consolare a modo suo la donna che singhiozzava con il viso appoggiato sulla sella di Pommers.
Andiamo, bellezza mia, non piangete le diceva o farete piangere anche me. Occhi belli come i vostri non devono piangere.
Ahim! era il migliore dei padri, cos buono, cos amorevole... Se laveste conosciuto gli avreste voluto bene anche voi.
Via, calmatevi, non gli accadr nulla. Vedrete che tra poco il mio signore ve lo ricondurr sano e salvo.
No, no, sento che non lo rivedr mai pi. Oh, sorreggetemi, vi prego, mi sento svenire. Ahim, ahim!
Samkin Aylward pass prontamente il braccio attorno alla vita della donna, che sembrava sul punto di svenire, e lei si abbandon, appoggiandogli una mano sulla spalla. Samkin non provava certo imbarazzo in circostanze come questa; ma a un tratto vide il viso pallido della donna illuminarsi, e una gioia malvagia brillarle negli occhi che non guardavano lui. Messo in guardia, la allontan bruscamente e balz di lato, appena in tempo per evitare un colpo di clava che gli avrebbe altrimenti fracassato il cranio. Si volse, vide, come in un baleno, un uomo pi alto e pi grosso di lui che scopriva i denti in un ghigno feroce, un viso crudele, dalla barba incolta, dagli occhi ferini. Mancato il colpo, laggressore rialz la clava per vibrarne un altro; ma ormai Samkin era in guardia e gli si avvinghi per schivare anche il secondo colpo.
Samkin possedeva una forza eccezionale; tuttavia lo sconosciuto sembrava ancora pi forte. Le braccia avvinghiate al corpo del suo avversario, larciere si affannava ad atterrarlo, ma inutilmente: era gi molto che non venisse lui stesso gettato a terra. Ansanti per lo sforzo, i due uomini avanzavano, indietreggiavano senza che nessuno dei due sopraffacesse laltro o riuscisse a svincolarsi. Due volte il bandito per poco non atterr lavversario; due volte lagilit e labilit di Samkin gli consentirono di resistere, rendendo di nuovo pari le possibilit di vittoria dei due avversari. Infine Samkin, con un improvviso e violento strattone, riusc ad atterrare il bandito, e subito gli fu addosso, mettendogli un ginocchio sul petto e la punta della daga alla gola.
Per le ossa delle mie dieci dita! ansim. Fai un solo movimento, e ti scanno come un capretto.
Il bandito non si mosse, per la punta della daga che gli pungeva la gola e perch era stordito dalla caduta. Samkin si guard attorno: la donna era scomparsa. Allora cominci a temere per Nigel, pensando potesse essere caduto anche lui in un agguato mortale. Incerto sul da farsi, mentre rifletteva se non sarebbe stato meglio spacciare senza tante storie il bandito per poter correre in aiuto del padrone, lo vide uscire dal bosco.
Chi  quelluomo sul quale te ne stai appollaiato, Samkin? esclam Nigel vedendo quello strano gruppo. E dov la dama che ci ha fatto lonore di chiedere il nostro aiuto? Non sono riuscito purtroppo a trovare suo padre.
Meglio per voi, signore ribatt Samkin perch suo padre secondo me deve essere il diavolo in persona. Scommetto che quella donna  la moglie del Selvaggio di Puttenham, questo bel tipo che sta sotto di me e che ha cercato di uccidermi con un colpo di clava, da quel rinnegato che .
Il bandito, che aveva aperto gli occhi, guardava cupamente ora il suo avversario ora il nuovo venuto; poi disse con una voce aspra e profonda:
Sei davvero fortunato, arciere: mi sono battuto con pi di un uomo, ma non ricordo di essere mai stato vinto.
Lo credo bene: hai la forza di un orso. Ma  stata una vigliaccheria cercare di uccidermi a tradimento mentre tua moglie mi distraeva. Ed  una gran brutta cosa tendere agguati ai passanti facendo appello alla loro generosit. Quanto a me, non ci cascher pi; e se incontrer qualcuno che avr davvero bisogno di aiuto, peggio per lui: gli toccher pagare per i tuoi peccati.
Quando uno ha contro di s il mondo intero deve servirsi di qualsiasi arma ribatt cupamente il bandito.
Tu meriti di essere impiccato intervenne Nigel. Se non altro perch hai spinto quella donna, che  bella e di modi cortesi, a fare una simile vita. Leghiamolo per i polsi al pomo della mia sella e portiamolo a Guildford, Samkin.
Subito larciere prese dalla tasca del giustacuore una corda di arco e leg i polsi del prigioniero; stava assicurandolo alla sella di Pommers, quando Nigel mand un grido. 
Sventurato me! esclam. Dov la bisaccia che era attaccata alla mia sella?
Palesemente era stata tagliata con una lama affilata, perch rimanevano i mozziconi delle due cinghie. Nigel e Samkin si guardarono sbalorditi, il cuore stretto dallangoscia.
Il braccialetto di nonna Ermyntrude! gemeva Nigel strappandosi i capelli dalla disperazione. La coppa di mio nonno! Preferirei morire dieci volte piuttosto che perderli! Come posso dirglielo ora? Non ho il coraggio di tornare a Tilford senza averli ritrovati. Oh, Samkin, Samkin, come hai potuto lasciarteli portar via?
Perplesso, larciere si era gettato indietro la cuffia dacciaio e si grattava la testa.
Non so proprio come sia successo, signore. Non mi avevate detto che cerano oggetti di valore nella bisaccia, o sarei stato pi attento. Non  stato certo questo furfante a fare il colpo, perch da quando  comparso non gli ho mai levato gli occhi di dosso... Ah, ci sono! Deve essere stata la donna, che  fuggita via mentre noi ci battevamo.
La donna! Ah, la raggiungerei fosse anche in capo al mondo, se soltanto sapessi che strada ha preso! Ma come posso ritrovarla in questo bosco? Tanto varrebbe cercare un ago in un mucchio di fieno. Oh, mio buon san Giorgio, tu che hai vinto il drago, ti scongiuro per questa tua straordinaria e onorevolissima impresa, aiutami! E anche tu, grande san Giuliano, patrono di tutti i viaggiatori, fammi ritrovare la mia bisaccia e accender due candele davanti al tuo altare a Godalming... Darei tutto per riaverla, tutto!
Dareste tutto, signore? intervenne il bandito. Promettete di lasciarmi libero, e vi far riavere la bisaccia se davvero  stata mia moglie a prenderla.
No, questo non posso farlo. Ne andrebbe del mio onore, perch la perdita che ho sofferto riguarda soltanto la mia persona, ma sarebbe un grave danno per tutti se ti lasciassi libero. Commetterei un tradimento se ti lasciassi perpetrare altri delitti unicamente per ricuperare quello che mi appartiene.
Ebbene, non mi lascerete libero riprese il bandito. Promettete soltanto che avr salva la vita e riavrete la vostra bisaccia.
Neppure questo posso prometterti: toccher allo sceriffo di Guildford giudicarti.
Intercederete almeno in mio favore?
Questo s posso promettertelo, se mi farai riavere la mia bisaccia, per quanto non sappia quanto ti giover la mia intercessione. Ma le tue parole sono vane: non possiamo certo lasciarti andare nella foresta a cercare tua moglie sperando che tu ritorni indietro.
Non  necessario che vada io, signore; posso farvi riavere la bisaccia senza muovermi di qui. Promettete sul vostro onore e su quanto avete di pi caro che chiederete la mia grazia?
Lo prometto.
E che lascerete andare mia moglie senza farle del male?
Lo prometto.
Il bandito allora gett indietro la testa e mand un grido acuto e prolungato, simile allululato di un lupo. Vi fu un momento di silenzio, poi dalla foresta venne un altro grido simile, che non sembrava molto lontano. Di nuovo il Selvaggio mand il suo segnale, di nuovo la sua compagna gli rispose. Infine la donna usc dalla foresta e venne verso di loro, pallida, aggraziata nel viso e nei movimenti. Non guard Nigel n Samkin, ma corse verso il marito esclamando:
Non ti avranno fatto del male, mio dolce, caro signore! Ti ho aspettato presso il vecchio frassino, e tremavo dangoscia non vedendoti venire.
Sono stato infine catturato, moglie mia.
Maledetto questo giorno, maledetto, maledetto! Mio bel cavaliere, e voi, buon arciere, lasciatelo libero, vi supplico, non me lo togliete!
Parleranno in mio favore a Guildford spieg il bandito. Questo gentiluomo me lo ha promesso. E tu ora restituiscigli la bisaccia che hai preso.
La donna prese subito la bisaccia che aveva nascosto nellampia tasca della veste e la porse a Nigel.
Eccola, signore disse. Mi sanguinava il cuore a togliervela, perch avevate dato prova di avere piet di me nella mia angoscia... Ma ora sono davvero preda dellangoscia, e di una angoscia crudele, come vedete. Non volete avere di nuovo piet di me? Liberate mio marito, restituitemelo, bel cavaliere! Ve ne supplico in ginocchio, vedete!
Ho dato la mia parola rispose Nigel, che si era affrettato a prendere la bisaccia lieto di avere ricuperato il suo tesoro e far tutto il possibile perch vostro marito abbia salva la vita; ma la decisione non spetta a me. Rialzatevi, vi prego: non posso promettervi di pi.
Devo dunque accontentarmi di quello che avete promesso disse la donna rialzandosi, pi tranquilla ora. Anche io non posso fare di pi, perch vi ho pregato e supplicato di avere piet di noi. Prima di ritornare nel bosco, per, voglio darvi un avvertimento: badate a non perdere una seconda volta questa bisaccia che sembra vi stia tanto a cuore. Avete capito come ho fatto a togliervela, arciere? No? Eppure  stato semplice;  meglio che ve lo spieghi, perch possiate essere pi cauto unaltra volta. Avevo questo coltello nella manica, un coltello molto affilato e tagliente, come vedete, sebbene molto piccolo; me lo sono fatto scivolare in mano, cos... poi mi sono appoggiata con la faccia contro la sella, fingendo di piangere, cos... e ho tagliato le cinghie, cos...
In un attimo, accompagnando le parole con il gesto, aveva tagliato la corda che legava il marito al pomo della sella. Luomo, rapido come il fulmine, si curv e, passando sotto la pancia del cavallo, corse verso il bosco, seguito dalla moglie; ma nella sua fuga aveva colpito Pommers, e il sauro ora si impennava, nitrendo, e Nigel e Samkin faticarono parecchio a trattenerlo. Quando infine Pommers si calm, non cera pi traccia del Selvaggio di Puttenham e della sua devota moglie. Invano Samkin, tenendo pronto larco con una freccia incoccata, corse qua e l cercando tra gli alberi: i due erano scomparsi come per incanto. Ritorn infine accanto al padrone, rimase un istante a guardarlo con unespressione sconfitta, infine brontol, avviandosi verso il suo puledro:
Speriamo di essere migliori soldati che carcerieri, signore; altrimenti non ritorneremo a casa una volta andati in Francia.
Il viso accigliato di Nigel si spian, illuminandosi in un sorriso. 
Almeno abbiamo ricuperato quello che avevamo perduto disse. Ora metto la bisaccia qui davanti a me, legata al pomo della sella, e non ne distoglier lo sguardo per nessuna ragione fino a quando non saremo a Guildford.
Ripresero la strada finch si trovarono nella via principale di Guildford. Una fila di botteghe la fiancheggiava fino al castello, e tra le botteghe, a due passi dalla chiesa della Trinit, si trovava quella dellorefice Thorold, un ricco borghese che era anche borgomastro della citt.
Lorefice osserv a lungo, amorosamente, gli oggetti che Nigel gli porgeva, poi riflett per qualche minuto, lisciandosi la lunga barba, incerto se offrire al giovane Loring, che conosceva di vista e di fama, cinquanta o sessanta nobili, sapendo benissimo che quei preziosi oggetti avrebbe potuto rivenderli a duecento. Se offriva troppo, guadagnava meno; se offriva troppo poco, Nigel poteva essere tentato di andare a Londra a vendere gli oggetti, che erano rari e di grande valore. Poi osserv che Loring era malvestito e lo osservava ansiosamente: forse aveva bisogno urgente di danaro. Del resto, la povert dei Loring era ormai nota a tutti. Decise dunque di sondarlo.
Sono oggetti vecchi e ormai fuori moda cominci a dire. Delle gemme non posso dire neppure se siano o no di buona qualit, perch sono grezze... Per, se non ne chiedete troppo, posso prenderli e tenerli qui aspettando di poterli vendere o di fondere loro... Vediamo, quanto chiedete? Lo faccio per favorirvi, badate, la mia bottega  fatta per vendere, non per acquistare.
Nigel chin la testa, incerto. In quel particolare duello n la forza n il coraggio potevano aiutarlo. Era il nuovo potere che vinceva lantico, il commerciante che conquistava il guerriero. Infine rispose, esitando:
Non so quanto chiedere. Non sta a me, n a chiunque porti un nome illustre, mercanteggiare e patteggiare. Voi sapete meglio di me quanto valgano questi oggetti:  il vostro mestiere. Donna Ermyntrude ha bisogno di danaro per la visita del re: datemi quello che  giusto e ce ne accontenteremo.
Lorefice sorrise: laffare si delineava semplicissimo e ancora pi vantaggioso di quanto avesse sperato. Aveva pensato di offrire cinquanta nobili, cio pi di trecento scellini; ma ora sarebbe stato peccato darne pi di venticinque. Fingendo di esitare, rispose:
Non so proprio che cosa potr farmene dopo averli comprati... Ma se si tratta di qualcosa che pu riguardare il re non mi dispiacer perdere venti nobili.
Nigel si sent il cuore pesante. Venti nobili! Con una somma simile non avrebbero potuto comprare nemmeno la met di quel che serviva. Evidentemente Ermyntrude aveva valutato troppo quegli oggetti, forse perch a lei erano tanto cari. Ma non poteva certo ritornare a casa a mani vuote; se venti nobili erano il prezzo giusto, come assicurava quellonestuomo dellorefice, bisognava prenderli e ringraziarlo della sua generosit.
Voi vi intendete di queste cose molto pi di me sospir perci sono disposto ad accettare...
Centocinquanta nobili gli sussurr la voce di Samkin Aylward, e Nigel ripet macchinalmente, felice di aver trovato un aiuto in quellarduo dilemma:
Sono disposto ad accettare centocinquanta nobili.
Lorefice trasal. Quel giovane non era dunque un sempliciotto che si intendeva soltanto di armi, come aveva creduto; quel viso franco e leale, quegli occhi ingenui erano un tranello per chi non stava in guardia. Riflett ancora un momento, poi riprese, facendo saltellare nel cavo della mano le chiavi del forziere:
Le vostre sono soltanto parole, signore, e non approdano a nulla. Ma non voglio mostrarmi troppo duro con voi, e vi dico il mio ultimo prezzo: cinquanta nobili. Prendere o lasciare.
Pi altri cento sussurr la voce di Samkin; e Nigel ripet, arrossendo fino alle orecchie: Pi altri cento.
Basta, basta, ve li dar i vostri cento nobili! esclam Thorold fingendo di avere capito male. Scorticatemi, strappatemi la carne, gettatemi sul lastrico se vi piace. Ma non voglio si possa dire che io vi ho impedito di fare onore al re.
Sarebbe una vergogna che io vi trattassi cos male ribatt Nigel. Mi avete parlato con sincerit e non sar io a farvene una colpa. Perci accetto volentieri i cento...
Centocinquanta sussurr Samkin, e Nigel complet:
...i centocinquanta nobili.
Vengo dal Nord, io esclam lorefice e qui noi del Nord siamo considerati mercanti abili! Ma vorrei avere a che fare con una sinagoga piena di ebrei anzich con voi, mio bel signore, con tutti i vostri modi cortesi. Non vi accontentate proprio di meno di centocinquanta nobili? E sia! Ma cos mi portate via il guadagno di un mese di lavoro. Che brutta mattinata  stata questa! Vorrei che non foste mai capitato nella mia bottega.
Cos, brontolando e lamentandosi, mastro Thorold cont sul banco le centocinquanta monete doro, e Nigel, che non credeva ai suoi occhi, le raccolse nella bisaccia di cuoio.
Un momento dopo era per strada, rosso in viso, e ringraziava con calore larciere.
Ahim, signore! sospir Samkin mi accorgo che quelluomo ci ha derubato. Se avessimo tenuto duro, avremmo potuto ottenere altri venti nobili.
E come puoi saperlo, Samkin?
Me ne sono accorto dai suoi occhi, signore. So leggere ben poco nelle pergamene, ma leggo benissimo negli occhi della gente; e fin dal primo momento ho avuto la certezza che vi avrebbe dato quello che infatti vi ha dato.
I due viaggiatori pranzarono nellhospitium del monastero di Guildford, poi girarono per la strada principale della citt. Nigel compr molte cose necessarie al maniero di Tilford, e infine si ferm davanti alla bottega di un armaiolo, guardando, incantato, le armature a piastra, le corazze cesellate, gli elmi, le golette, come un bambino davanti a una bottega di dolciumi.
Wat, larmaiolo, lo vide mentre stava alla fornace, dove temprava la lama di una spada, e gli si rivolse cordialmente:
Ebbene, signore, che cosa potrei vendervi stamattina? Giuro per Tubalcain, il padre di tutti quelli che lavorano il metallo, che potete girare Guildford da un capo allaltro senza trovare unarmatura come quella che  appesa l, davanti a voi.
E quanto ne chiedete, Wat?
A chiunque altro duecentocinquanta nobili, ma per voi solo duecento.
E perch dovreste vendere a me pi a buon mercato che agli altri?
Perch ho servito sempre vostro padre, e sarei molto contento di poter servire anche voi. Vi garantisco che dalla mia bottega non  mai uscita unarmatura migliore di quella, e che molte spade ci perderanno contro il filo prima di intaccarne una sola piastra. Ai tempi di sir Eustace Loring, le armature erano a maglia, e per conto mio le armature a maglia valevano pi di quelle a piastra; ma un giovane cavaliere come voi deve seguire la moda, come le dame della corte, e se bisogna usare la piastra e non la maglia, il prezzo viene triplicato.
E voi credete proprio che le armature a maglia siano buone quanto queste?
Altro che!
Allora statemi a sentire, Wat. In questo momento non posso comprare unarmatura a piastra, ma ho molto bisogno di unarmatura perch devo compiere qualche modesta impresa. A casa, a Tilford, ho unarmatura a maglia, che voi stesso dovete aver venduto a mio padre. Non potreste modificarla in modo da renderla adatta a me?
Larmaiolo guard il giovane e si mise a ridere.
Voi volete scherzare, signore esclam. Le armature che fornivo a vostro padre erano fatte per un uomo di statura superiore a quella normale, e voi al contrario siete piuttosto piccolo.
No che non scherzo! Si tratterebbe di adattarla perch serva soltanto a qualche scontro; poi provvederei in un altro modo.
Larmaiolo si appoggi allincudine e rimase qualche momento a riflettere, mentre Nigel lo guardava ansiosamente, poi riprese:
Vi presterei molto volentieri unarmatura a piastra per permettervi di compiere le imprese di cui parlate; ma so che, se foste disarcionato, cavallo e armatura spetterebbero al vincitore, e non posso rischiare di perdere duecento nobili: sono soltanto un poveruomo con una famiglia a cui pensare. Ditemi, piuttosto, larmatura a maglia di cui parlate  in buone condizioni?
Ottime, credetemi; soltanto al collo ha qualche maglia rovinata.
Dunque, vediamo... Accorciare bracciali e gambali si pu, ma il busto... il busto non si pu restringere; non c armaiolo in grado di fare una cosa simile.
Eppure  la mia ultima speranza. Andiamo, Wat, se avete sempre servito mio padre, cercate di aiutarmi in questa circostanza, ve ne prego!
Con un gesto risoluto, larmaiolo gett a terra il pesante martello e si avvicin a Nigel.
Sentite, signore, quello che posso fare lo far, e non soltanto nel ricordo di vostro padre, che rispettavo e amavo, ma perch voi, male armato, avete saputo giostrare e vincere contro gli uomini migliori del paese. Vi assicuro che a san Martino, a vedervi cos male equipaggiato, mi piangeva il cuore; eppure sir Oliver, con la sua bella armatura di Milano, non  riuscito a vincervi. Vediamo, quando tornate a Tilford?
Subito.
Jenkin, vai a cercarmi il puledro esclam Wat rivolto al garzone di bottega. E possa la mia mano perdere tutta la sua abilit se non vi mando a combattere con larmatura di vostro padre, signore. Domani devo essere qui in bottega, ma oggi lavorer per voi senza compenso, per dimostrarvi quanto rispetto ho per la vostra famiglia. Se non vi dispiace, vi accompagno a Tilford, e stasera vedremo che cosa avr saputo fare Wat.
E cos, quel pomeriggio, si lavor molto al vecchio maniero di Tilford. Mentre Ermyntrude ornava come meglio poteva la grande sala e riempiva la dispensa con quello che il nipote aveva portato da Guildford, Nigel e larmaiolo si davano da fare attorno allarmatura a maglia. Di tanto in tanto Wat scrollava sconsolatamente la testa, come se il compito fosse disperato; ma a un certo punto, a unidea di Nigel, si spinse allindietro contro lo schienale della sedia e scoppi in una risata tale, che Ermyntrude lo guard con aria severa, come a chiedergli la ragione di quella rumorosa allegria plebea. Ma questo non imped allarmaiolo di prendere i suoi utensili, continuando a ridere fra s, e di praticare due buchi nellarmatura.
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Capitolo 8.
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Il re e il suo seguito si erano liberati della folla che li aveva seguiti da Guildford lungo la Via dei Pellegrini, e ora, poich gli arcieri a cavallo avevano allontanato anche i pi tenaci, procedevano a loro agio attraverso la boscaglia ondulata.
A capo del lungo, splendido corteo che avanzava senza troppo ordine, era il re, che sperava di poter cacciare avendo con s i falconi. Edoardo III era a quel tempo un uomo nel pieno vigore degli anni, un cacciatore appassionato, un soldato valoroso e cavalleresco. Era inoltre, per quegli anni, un uomo colto, perch parlava bene il latino, il francese, il tedesco, lo spagnolo, e conosceva perfino un po di inglese.
Tutto questo lo si sapeva da tempo; ma soltanto da poco il re aveva rivelato altre e pi temibili caratteristiche: unirrequieta ambizione che gli faceva desiderare il trono del vicino, e un profondo intuito in fatto di commercio che lo aveva indotto a trapiantare in Inghilterra tessitori fiamminghi, gettando cos il seme di quello che doveva essere per secoli il pi importante commercio inglese. Tutte queste caratteristiche gli si leggevano in viso. La fronte, allombra di un berretto di velluto cremisi, era alta e nobile, i grandi occhi scuri vivaci e fieri, il mento risoluto; i baffi neri non nascondevano la forma della bocca, fiera, capace di rivelare bont, ma anche di stringersi in unespressione di spietata ferocia. La pelle era scurita dal sole, perch il re passava la maggior parte del tempo allaperto, a caccia o nei campi di battaglia. Montava lo splendido destriero con superba disinvoltura, e vestiva di nero, con una cintura doro come unico ornamento. Attorno a lui svolazzava il suo falcone prediletto, come cercando la preda; laltro falcone lo teneva sul pugno Raoul, il capo falconiere.
Alla destra del re, un po indietro rispetto a lui, cavalcava un giovane sui ventanni, alto, snello, bruno, dal naso aquilino, gli occhi neri e penetranti che ora brillavano vivacemente, ora si addolcivano di tenerezza quando il re gli parlava. Il viso era imberbe, ma aveva una gravit e una maest di espressione tali da rivelare come il giovane, nonostante let, fosse gi impegnato in affari di grande importanza. Si trattava infatti dellerede al trono, Edoardo principe di Galles, quel Principe Nero il cui nome era gi temuto in Francia, che aveva, poco pi che ragazzo, schiacciato la potenza francese a Crcy.
A sinistra del re, tanto vicino a lui da dover essere in grande intimit con il sovrano, era un cavaliere allincirca della sua et, dal viso largo, dalle mascelle prominenti, dal naso schiacciato: indizi tutti di una natura bellicosa; aveva il colorito acceso, e tutto in lui rivelava luomo pronto alla collera, di temperamento sanguigno. Non alto di statura, aveva spalle larghe che facevano pensare a una forza straordinaria. Era tuttavia cortese nel parlare, tranquillo di modi. A differenza del re e del principe, indossava unarmatura completa e aveva la spada alla cintura e alla sella la mazza di ferro, segno che accompagnava il re in qualit di capitano della sua guardia; lo seguivano infatti altri dieci o dodici cavalieri armati. Edoardo non avrebbe potuto avere al suo fianco un soldato pi ardito e valoroso: era sir Walter Manny, lillustre cavaliere dellHainault divenuto cittadino inglese, considerato pari nel valore allo stesso sir John Chandos.
Dietro il gruppo dei cavalieri, che dovevano cavalcare sempre uniti, senza allontanarsi o separarsi, venivano una trentina di arcieri a cavallo, poi scudieri, falconieri, valletti e guardacaccia: questi ultimi avevano al guinzaglio le mute di cani.
In quei giorni, il re doveva affrontare molti e gravi problemi. Cera tregua con la Francia, ma era una tregua continuamente rotta da piccoli fatti darme, sorprese, scorrerie, imboscate tese da una parte e dallaltra: tutto faceva prevedere che presto si sarebbe tornati a una guerra aperta. Occorreva molto danaro, e non era facile spremerne dal popolo in un momento come quello in cui la morte nera aveva rovinato il paese. Le terre coltivate erano ormai per la maggior parte ridotte a pascoli, e i contadini, in barba agli editti, rifiutavano di lavorare per meno di otto soldi al giorno, salario enorme per quei tempi. Infine, gli scozzesi si mostravano minacciosi, lIrlanda parzialmente conquistata era causa di perenni difficolt e inquietudini, e gli alleati inglesi del Brabante e delle Fiandre reclamavano gli arretrati dei sussidi pattuiti.
Tuttavia, sembrava che Edoardo quel giorno volesse dimenticare tutte le sue gravi preoccupazioni per divertirsi spensieratamente come uno studente in vacanza. I servi battevano la boscaglia: il re sperava di potersi dare da un momento allaltro al suo passatempo preferito, la caccia.
Una pica, una pica! esclam a un tratto un falconiere.
No, no, quella non  una preda degna dei tuoi artigli, mia bella regina dagli occhi di fiamma! Il re alz gli occhi al girifalco che gli volava sulla testa in attesa del fischio che costituiva il segnale di lanciarsi sulla preda. I terzuoli, falconieri, i terzuoli! Presto, presto, vi dico. Non vedete che quella vola verso la foresta?... Oh, bravo quel falco pellegrino, lha vista!... Ahi, ahi, ormai  inutile, la pica  perduta: si  confusa tra gli alberi.
Il falco pellegrino, infatti, dopo avere per un poco sorvolato la vicina foresta, ritornava indietro al fischio del suo falconiere. Il re rise e prosegu. Di tanto in tanto si levavano uccelli di vario genere, ognuno inseguito da qualche falco, secondo la diversa specie; ma quella piccola caccia non era tale da poter soddisfare Edoardo, che cavalcava lentamente, guardandosi attorno per cercare una preda degna del suo girifalco preferito.
Fu cos che a un tratto tir a s le redini, fermando di colpo il cavallo, ed esclam, accennando in alto:
Un airone, un airone di passaggio!
Luccello che il re aveva indicato in quel momento era soltanto un puntino nero lontano allorizzonte, verso sud. Al grido di Edoardo accorse dal seguito un ecclesiastico, il vescovo suo cappellano, esperto dei problemi della caccia forse pi che di quelli della chiesa.
Dov lairone, nobile signore? chiese; poi, seguendo lindicazione del re, esclam: S,  davvero un airone; fate alzare il girifalco, sire. Presto, presto!.
Lairone si avvicinava sempre pi, ma volava altissimo, con il suo volo lento e maestoso. Il re mand un fischio acuto, e il girifalco, bene addestrato, si guard intorno con gli occhi acutissimi, come a cercare su quale preda dovesse avventarsi; poi, individuato lairone, sal rapidamente a raggiungerlo.
Brava, Margot! bella volata! grid allegramente il re, battendo le mani, mentre i falconieri mandavano alte grida per incoraggiare il girifalco, come era consuetudine fare nella caccia col falcone.
Se avesse continuato la sua curva ascendente, Margot si sarebbe trovata presto sulla linea di volo della sua preda; ma lairone, accortosi del pericolo, subito sal ancora pi in alto, volando in spirali cos strette, che agli spettatori sembrava di vederlo volare perpendicolarmente.
Sale, sale! gridava il re. Ah, ma per quanto sia veloce, Margot lo raggiunger. Vescovo, scommetto dieci monete doro contro una che lairone  mio.
Accetto, sire. Io non posso prendere danaro vinto con una scommessa, ma lo destiner a una tovaglia daltare che debba essere riparata.
Dovete averne molte, di tovaglie daltare, se tutto il danaro che vi ho visto guadagnare con una scommessa lo spendete per rammendarle. Ah, ecco quella briccona di Margot che cambia direzione!
Locchio esercitato del vescovo aveva gi visto uno stormo di cornacchie avanzare nel cielo, ed egli sapeva bene che le cornacchie sono per i falconi una tentazione troppo forte perch possano resistervi. Forse per questo era stato cos pronto ad accettare la scommessa. Un istante dopo, infatti, lincostante Margot non si occupava pi dellairone, e volava in cerchio sullo stormo di cornacchie allontanandosi con loro verso ovest, mentre sembrava scegliere la pi grossa per piombarle addosso.
Siamo ancora in tempo, sire esclam Raoul, il capo falconiere. Ordinate che si levi il cappuccio a un altro falcone.
Oppure chiese il vescovo volete che vi dimostri come un falco pellegrino possa riuscire l dove un girifalco fallisce? Scommetto dieci monete doro contro una sul falco pellegrino.
Fatelo dunque! esclam il re, scuro in viso. Se foste versato in patristica come lo siete in fatto di falconi, potreste aspirare al soglio di san Pietro. Fatelo alzare, il vostro falco pellegrino, e vedremo se siete un millantatore o no.
Pi piccolo del girifalco del re, il falco pellegrino del vescovo non era meno rapido e bello. Appena il padrone gli diede il consueto segnale, vol velocissimo in una larga spirale ascendente che in un attimo lo fece sembrare un semplice punto nero nel cielo. Per quanto si poteva vedere, per, lairone, accortosi anche del nuovo nemico, sinnalzava ancora. Sempre pi in alto, i due uccelli volavano sempre pi in alto, mentre i cavalieri si affannavano a seguirli con lo sguardo.
Sale, sale, lo ha superato! esclamava il vescovo.
No,  ancora molto al disotto lo sment il re.
Sullanima mia, nobile padre, monsignore ha ragione intervenne il principe di Galles. Il falcone  al disopra, guardate! Ora gli piomba addosso.
Lo prende, lo prende! gridarono una decina di voci, mentre i due punti neri in alto sembravano fondersi in uno solo.
Subito non vi fu dubbio che i due uccelli cadevano vertiginosamente. Gi il punto che entrambi formavano era divenuto perfettamente visibile. Poi lairone riusc a sbarazzarsi del nemico e vol via, pesantemente; ma il falcone, con un rapido battere dali che fece cadere qualche piuma, risal alto sulla preda e riprese a sorvolarla in cerchio aspettando il momento di piombarle nuovamente sopra. Il vescovo sorrise; ormai la sua vittoria pareva sicura.
I vostri danari saranno spesi bene, sire disse. Quello che si perde con la chiesa lo si guadagna.
Ma il vescovo era destinato a venir privato delle monete doro necessarie alle costose riparazioni di una tovaglia daltare. Il girifalco del re aveva preso la sua cornacchia, ma, forse trovandola una preda troppo modesta, laveva lasciata cadere ricordandosi improvvisamente del nobile airone che si poteva vedere ancora in volo sulla boscaglia. Come volesse riparare al suo errore, la regale Margot, con una curva ascendente, sal rapidissima sullairone, e in quel momento vide il suo rivale, il miserabile falco pellegrino che le contendeva la preda, e gli piomb addosso.
Si afferrano tra loro! Ah! esclam il re con un grande scoppio di risa. Mi dispiace, mio povero vescovo, ma per questa volta lascerete le vostre tovaglie daltare cos come sono, o dovrete farle rammendare voi.
I due falconi cadevano insieme, con le piume arruffate, beccandosi a vicenda e lacerandosi con gli artigli possenti. I falconieri accorsero, li divisero, e cominciarono a medicarne le ferite, mentre lairone, cos sorprendentemente salvo dopo la sua pericolosa avventura, continuava a volare, svanendo infine allorizzonte. Allora il corteo, che si era sparpagliato nelleccitazione della caccia, si ricompose; e il viaggio prosegu.
A un tratto si vide venire un cavaliere, e il re e il principe, quando si fu avvicinato, lo salutarono gioiosamente, agitando la mano in segno di benvenuto.
Il nostro caro Chandos! esclam il re. Credimi, John, questa settimana ho sentito molto la mancanza dei tuoi canti. Mi rallegra vedere che hai con te il liuto. Di dove vieni?
Da Tilford, sire, dove sono passato nella speranza di incontrarmi con Vostra Maest.
Tra poco infatti arriveremo a Tilford. Vieni, mettiti fra me e il principe, cos ci sembrer di essere ancora in Francia, quando ci avviavamo, lieti e contenti, alla battaglia. Che notizie ci porti?
Lunico occhio di Chandos brill, come se egli si divertisse a un pensiero inespresso.
Avete cacciato, mio signore? chiese.
Misera caccia, Chandos. Abbiamo lanciato due falchi contro lo stesso airone: si sono avventati luno contro laltro e lairone  fuggito. Ma che hai da sorridere cos?
Sorrido perch spero di farvi divertire prima dellarrivo a Tilford.
Una caccia col falcone? Una caccia coi cani?
Un divertimento ancora pi nobile, sire.
Ma che enigma  questo? Spiegati.
No, sire, non posso; se vi rivelassi il mio piccolo segreto, sciuperei il divertimento. Vi dico soltanto che tra qui e Tilford vi accadr di vedere qualcosa di molto piacevole. Soltanto, mio caro signore, vorrei pregarvi di affrettare il passo, per non farci cogliere dalloscurit.
Incuriosito, il re spron il cavallo, e tutto il corteo prosegu accelerando il passo per la boscaglia.
Giunsero presto a unaltura dalla quale si scendeva per una china piuttosto ripida, ai cui piedi scorreva un fiume tortuoso attraversato da un vecchio ponte a schiena dasino, oltre il quale si vedevano alcuni cascinali e, poco oltre, un vecchio maniero annerito dal tempo.
Ecco Tilford disse Chandos e quello  il maniero dei Loring.
Il re, che si era atteso uno spettacolo inconsueto, parve deluso.
 questo il divertimento che ci hai promesso, Chandos? esclam. Come farai a mantenere la tua promessa?
La manterr, mio signore, vedrete.
Come scendevano gi per la china, scorgevano sempre pi distintamente una figura che attendeva sul punto pi alto del ponte. Si vide infine che era un cavaliere chiuso nellarmatura, immobile, la lancia in resta, su un grande sauro. Allora Chandos tocc leggermente il re sul braccio e disse, indicando quello sconosciuto cavaliere:
Sire, ecco il divertimento che vi avevo promesso.
...
.
...
Capitolo 9.
...
.
...
Il re guard per qualche momento, in silenzio, la figura immobile che sembrava essere quella di un uomo alto e grosso; guard la piccola folla di contadini che si era raccolta presso il ponte, poi si volse a Chandos, che sorrideva, e chiese:
Di che cosa si tratta, John?
Sire, ricordate sir Eustace Loring?
Certo. Non lho mai dimenticato, cos come non ho dimenticato la sua morte eroica. Ebbene?
Ai suoi tempi era un vero cavaliere errante.
Proprio cos, Chandos, e non ne ho mai conosciuti di pi valorosi.
Quello  suo figlio Nigel, un falchetto da guerra se mai ce ne sono stati, ansioso di giocare di becco e di artiglio. E questa  la sua vera prova. Come vedete, se ne sta sul ponte, come si faceva al tempo dei nostri padri, pronto a misurarsi contro chiunque voglia passare.
Di tutti gli inglesi di quei tempi, nessuno poteva dirsi un vero cavaliere errante pi di re Edoardo. Quella strana situazione gli riusciva dunque gradita.
Non  ancora cavaliere? chiese.
No, sire,  un semplice scudiero.
Allora dovr battersi molto bene, oggi, se vuole dimostrare di essere degno di suo padre. Mi chiedo per se un giovane scudiero che non ha ancor fatto le sue prova possa misurarsi contro i migliori cavalieri dInghilterra.
Non credo ci siano ostacoli rispose Chandos; poi trasse dal giustacuore una pergamena. Ha affidato a me il cartello di sfida: ho il vostro permesso per leggerlo, sire?
S, Chandos. Nessuno tra noi  esperto pi di te di leggi e consuetudini cavalleresche. Del resto sei tu che conosci quel giovane, e puoi sapere fino a che punto sia degno dellalto onore che chiede. Proclama pure la sua sfida.
I cavalieri e gli scudieri della scorta, quasi tutti veterani delle guerre di Francia, erano rimasti, tra interessati e sorpresi, a guardare la strana figura che impediva il passo. A un ordine di sir Walter Manny si raggrupparono intorno al re e a sir John; e questi lesse solennemente la pergamena.
"A tous seigneurs, chevaliers et escuyers. Messaggio dello scudiero Nigel Loring di Tilford, figlio di sir Eustace Loring di onorata memoria. Nigel Loring aspetta in armi sul ponte di Tilford e dice:
"Per il grande desiderio che io, umilissimo e indegno scudiero, ho di compiere qualche modesto fatto darme, porto a conoscenza di tutti i nobili gentiluomini che accompagnano il mio regale signore che li aspetto sul ponte di Tilford, nella speranza che alcuni tra loro vogliano accettare di compiere qualche fatto darme sulla mia persona, o che io possa aiutarli a realizzare qualche voto che abbiano fatto. Dico questo non perch abbia stima di me stesso, ma soltanto per desiderio di ammirare il nobile comportamento di tanti illustri cavalieri e la loro abilit nel maneggio delle armi. Per questo, con laiuto del grande san Giorgio, terr il ponte di Tilford con lance aguzze contro chiunque voglia degnarsi di venire contro di me, finch vi sar luce sufficiente per vedere."
Ebbene, signori, che ne dite? chiese il re ridendo.
La sfida  formulata secondo le regole osserv il principe. Il pi esperto araldo non avrebbe potuto formularla meglio.  stato lui a scriverla?
Loring ha una vecchia nonna espertissima in materia cavalleresca rispose Chandos. Non dubito sia stata donna Ermyntrude a consigliarlo. Ma se voleste consentirmelo, sire, e anche voi, principe, desidererei dirvi qualcosa in disparte.
Il re e il principe di Galles si allontanarono di qualche passo e Chandos parl a bassa voce; infine proruppero tutti e tre in una risata.
Sul mio onore! esclam il re, tornando a farsi serio. Nessun inglese dovrebbe ridursi a questo. Spetta a me provvedere, e lo far. Ebbene, signori, che cosa decidete? Lo scudiero aspetta ancora la vostra risposta.
I cavalieri si erano consultati sottovoce tra loro; per tutti parl sir Walter Manny.
Con il permesso di Vostra Maest, noi pensiamo che questo scudiero abbia passato il segno pretendendo di misurarsi con cavalieri dagli speroni doro prima di aver dato prova di s. Gli faremo anche troppo onore mandandogli contro uno scudiero, e io avrei scelto il mio, John Widdicombe, se piace a Vostra Maest.
S,  giusto quello che dici annu il re. Chandos, vai a dire a quel coraggioso campione che cosa abbiamo deciso di fare. Digli anche che  nostra volont che non si combatta sul ponte, perch luno o laltro dei contendenti, o tutti e due, cadrebbero cos in acqua, ma davanti al ponte, in pianura. Digli infine che per un assalto come questo basta una lancia smussata, ma che potranno essere scambiati due o tre colpi con la spada o la mazza se entrambi i cavalieri non saranno stati disarcionati dalla lancia. Uno squillo del corno di Raoul dar il segnale della fine dellassalto.
Imprese come questa, in cui un uomo di sangue nobile che aspirava a rendere illustre il suo nome rimaneva talvolta per giorni e giorni a un crocicchio, a un guado, a un ponte, in attesa di un antagonista degno, erano consuete ai tempi dei cavalieri erranti, e molti tra i presenti non lo ignoravano perch i lai e i canti dei trovatori riecheggiavano di tali imprese. Ma erano ormai cadute in disuso, e ora i cortigiani aspettavano con attenta curiosit e, mentre sir John Chandos ritornava verso Nigel, ne commentavano a bassa voce il singolare aspetto.
Lo sfidante appariva infatti molto alto, ma le braccia e le gambe erano pi corte di quanto ci si sarebbe aspettato in un uomo di quella statura, mentre la testa chiusa nellelmo era incassata fra le spalle e leggermente china in avanti, come se il cavaliere fosse assorto in gravi pensieri.
Dovrebbe chiamarsi il "Cavaliere dal cuore dolente" disse sorridendo sir Walter Manny. Quali dispiaceri pu avere, per tenere cos la testa china sul petto?
Forse ha il collo debole intervenne il re.
Ma non la voce osserv il principe, sentendo la risposta di Nigel a Chandos. Risuona come un corno da caccia!
Mentre sir John Chandos tornava verso il re, Nigel lasciava la vecchia lancia di frassino che era stata del padre e ne prendeva unaltra, di quelle smussate dette da torneo, che gli porgeva il robusto arciere che pareva servirgli da scudiero. Poi si avvi in fondo al ponte, dove si distendeva un prato erboso, mentre lo scudiero di Manny, che era stato armato dai compagni, spronava il cavallo e andava a mettersi in posizione di fronte allavversario.
Il re alz la mano, si sent squillare il corno del capo falconiere, e i due antagonisti si lanciarono furiosamente uno contro laltro. Gli zoccoli dei cavalli sollevavano spruzzi dacqua dal terreno quasi paludoso, e i due cavalieri sembravano studiarsi mentre si avvicinavano.
John Widdicombe era senza dubbio un uomo di valore, ma aveva trovato qualcuno che lo superava. Davanti a quel turbine che era il grande sauro, davanti al cavaliere che pareva stargli incastrato in groppa, le ginocchia non gli ressero; se fosse stato colpito dal fulmine, non sarebbe stato scagliato dalla sella pi forte o pi lontano. Nella caduta rotol due volte, mentre i vari pezzi dellarmatura risuonavano come tamburi, e infine giacque supino e immobile.
Per un momento il re rimase in silenzio davanti a quella caduta terribile, poi, vedendo che Widdicombe si rialzava vacillando, applaud con forza gridando:
Bellassalto, sul mio onore! Le cinque rose si fanno rispettare in pace come le ho viste farsi rispettare in guerra. Ebbene, che cosa intendi fare ora, Manny? Hai un altro scudiero da contrapporre a quel demonio, o devi andare tu stesso a liberare la strada per noi?
Il viso collerico di sir Walter si era fatto paonazzo per la sconfitta del suo rappresentante. Fece segno a un cavaliere, il cui viso scarno, dallespressione fiera, appariva dalla visiera dellelmo come una testa daquila da una gabbia di acciaio.
Sir Hubert disse mi ricordo del giorno in cui disarcionaste il francese a Caen. Volete essere ora il nostro campione?
Quando combattei con il francese, mi servii di armi non smussate ribatt seccamente sir Hubert. Sono un soldato e mi batto da soldato; disprezzo questi giochi inventati soltanto per far divertire donne senza cervello.
Una risposta ben poco cavalleresca! esclam il re. Se ti avesse sentito la regina, ti avrebbe intimato di comparire davanti a una corte damore, formata da donne, per rispondere delle tue colpe. Andiamo, sir Hubert, per compiacermi battiti con una lancia smussata.
Tanto varrebbe battermi con una penna di pavone, sire; ma se tale  la vostra volont, obbedir. Dammi uno di quei bastoni, scudiero, e vedr che cosa potr fare.
Ma sir Hubert de Burgh non era destinato quel giorno a mettere alla prova la sua abilit o la sua fortuna. Il baio che montava era nuovo ai tornei come il suo padrone, ma non ne aveva il coraggio; quando si vide davanti la lancia in resta, la figura scintillante del cavaliere, e il terribile sauro che gli si precipitava contro, simpenn, scart verso destra, e galopp furiosamente gi per la riva del fiume. Fra gli scrosci di risa dei contadini e dei cortigiani, lo sventurato sir Hubert tir invano a s le redini, poi balz gi di sella e rotol lungo la riva scoscesa, rimanendo infine, come incastrato nel terreno umido, sebbene tentasse disperatamente di rialzarsi. Nigel, che aveva subito fermato Pommers, salut con la lancia lavversario caduto e ritorn alla testa del ponte, in attesa.
Le dame direbbero che questo  il castigo del cielo per le parole empie di sir Hubert osserv il re, che non poteva trattenere le risa.
Speriamo che il suo cavallo si azzoppi prima che sir Hubert vada alla guerra aggiunse il Principe Nero. Il nemico potrebbe fraintendere e scambiare lirrequietezza del cavallo per debolezza del cavaliere.
Per riprese il re se il povero sir Hubert non si  guadagnato gloria nel torneo, si  fatto onore come cavaliere. Avete visto come  balzato gi di sella?  stata una fortuna per lui; altrimenti sarebbe caduto nel fiume. Ma laccesso al ponte  ancora sbarrato. E ora, sir Walter? Non verr dunque mai disarcionato quel ragazzo, o dovr il re in persona mettere mano alla lancia per poter passare? Sul mio onore, non mi dispiacerebbe misurarmi con quello scudiero!
No, no, sire, gli  gi stato fatto troppo onore! esclam Manny, guardando rabbiosamente sir Hubert che ancora non riusciva a districarsi. Che questo ragazzo appena uscito di casa possa dire di avere in pochi minuti disarcionato il mio scudiero e visto la schiena di uno dei pi coraggiosi cavalieri dInghilterra  pi di quanto sia necessario a fargli girare quella testa sciocca. Robert, prendimi una lancia. Voglio vedere se ci riesco io.
Venne portata una lancia, e sir Walter la esamin come un buon artigiano esamina un arnese prima di servirsene; la soppes nella mano, la scosse due o tre volte, guard attentamente per vedere se vi fossero scalfitture, e infine, certo ormai che fosse in buone condizioni e giusta di peso, la mise in resta tenendone lestremit sotto il braccio. Poi, raccogliendo nella sinistra la briglia per poter guidare con sicurezza il cavallo e proteggendosi con lo scudo, cavalc verso il ponte.
Povero Nigel! Giovane e senza esperienza, niente poteva aiutarlo contro labilit e la forza di un guerriero simile. In futuro n sir John Chandos, n sir Walter Manny avrebbero potuto disarcionarlo; ma ora, quando pure avesse indossato unarmatura meno ingombrante, avrebbe avuto pochissime probabilit di resistere. La sua caduta era vicina, ma il suo cuore era pervaso di gioia per lonore che gli veniva fatto...
Di nuovo, con un rombare di tuono, due destrieri si slanciarono luno contro laltro; di nuovo due cavalieri si scontrarono con un gran fragore di armi che cozzavano contro le armature. Ma fu Nigel questa volta, preso in pieno sullelmo dalla lancia smussata, a rovinare gi dal cavallo, andando a cadere sullerba.
Poi si vide uno spettacolo terribile. Sir Walter alz le braccia al cielo come sopraffatto dallorrore, e la lancia gli cadde di mano, perch gli era venuta meno la forza per reggerla. Da tutti i lati contadini e cavalieri accorrevano, gridando, imprecando, invocando i santi. Soltanto il re, il principe e Chandos non si mossero. Il vescovo era atterrito. Sullerba giaceva soltanto il tronco del cavaliere disarcionato, e la testa chiusa nellelmo era rotolata a una decina di passi.
Sul mio onore! esclam Manny balzando a terra, appena si fu ripreso dallo spavento. Darei fino alla mia ultima moneta doro perch questo non fosse accaduto! Ma come  potuto accadere? Venite, monsignore, perch questa  certamente opera del maligno, e c sotto qualche stregoneria.
Pallidissimo, tremante, il vescovo smont a sua volta e and a inginocchiarsi accanto al cavaliere decapitato, mentre tutti continuavano a guardare inorriditi. Poi disse con voce tremante:
Temo che i conforti della santa chiesa giungano ormai troppo tardi. Che fine terribile e improvvisa per questo giovane sventurato! Pochi attimi prima era nel fiore della giovinezza, e ora ha la testa spiccata dal busto... Vogliano Dio e tutti i santi proteggermi e difendermi da ogni male!
Questultima invocazione, pronunciata con un fervore e unenergia che il vescovo non metteva di consueto nelle sue orazioni, era dovuta al grido di spavento di uno degli scudieri che, avendo preso da terra lelmo, lo aveva subito gettato via con orrore, gridando:
 vuoto,  vuoto! Non pesa pi di una piuma!
Sullanima mia,  proprio vero! esclam Manny. Contro chi mi sono battuto allora, monsignore? Con un essere di questo mondo o dellaltro?
Il vescovo, che era rimontato a cavallo, certo per considerare meglio la cosa, balbett:
Il maligno  qui, questo  certo, e dunque il mio posto  laggi, accanto al re. Quel cavallo color dello zolfo  davvero diabolico: giurerei di averlo visto mandare fuoco e fiamme dalle narici. Proprio il cavallo adatto a portare unarmatura che combatte senza che vi sia nessuno dentro!
Via, ora correte troppo, monsignore intervenne uno dei cavalieri. Potrebbe essere cos come dite senza che ci sia in questo nulla di demoniaco, ma semplicemente abilit umana. Quando andai a combattere nella Germania meridionale, vidi a Norimberga una strana figura costruita da un armaiolo che poteva andare a cavallo e tenere in mano la spada. Se  questo il caso...
Ringrazio tutti per la grande cortesia lo interruppe una voce sonora, che veniva dal cavaliere decapitato.
A quelle parole anche il coraggioso Manny balz in sella. Altri corsero lontano inorriditi, e soltanto alcuni dei pi temerari rimasero. Frattanto la voce proseguiva:
Voglio soprattutto rendere grazie a sir Walter Manny, il nobilissimo cavaliere che si  degnato di dimenticare la sua grandezza per affrontare un umilissimo scudiero.
Sullanima mia, se questo  il diavolo, bisogna dire che il diavolo parla molto cortesemente esclam Manny. Voglio estrarlo dalla sua armatura, a costo di essere portato via allinferno.
E smont da cavallo e, tornando ad avvicinarsi al misterioso cavaliere decapitato, cacci risolutamente la mano nella goletta, afferrando e traendo a s qualche ciocca dei capelli di Nigel; il gemito che segu lo convinse che era proprio un uomo a essere rinchiuso in quel guscio. Nello stesso momento not i fori praticati nella corazza, dai quali Nigel aveva potuto vedere, e proruppe in una risata omerica. Il re, il principe e Chandos, che erano rimasti a osservare la scena troppo divertiti per intervenire o interrompere lo spettacolo, si tenevano i fianchi dal ridere adesso che il trucco era stato scoperto.
Tiratelo fuori di l grid infine il re, sempre ridendo. Mi sono battuto in tanti tornei, ma mai ho rischiato come ora di cadere da cavallo! Temevo che la caduta gli avesse fatto perdere i sensi perch rimaneva immobile... e subito riprendeva a ridere.
Nigel infatti era rimasto stordito dalla caduta; e, nellaccorgersi di aver perduto lelmo, non aveva compreso n la ragione di tanto spavento n il motivo di quelle risa. Ora, liberato dallarmatura che lo chiudeva come un pisello nel guscio, se ne stava a guardare ammiccando alla luce del sole al tramonto, e arrossiva al pensiero che gli espedienti a cui lo aveva costretto la sua povert lo esponessero alle beffe di quei cortigiani. Ma il re volle confortarlo subito.
Nigel Loring disse avvicinandoglisi hai dimostrato oggi di saper usare le armi di tuo padre, che era un uomo valoroso, e di saper portare degnamente il suo nome, perch hai quella nobilt danimo che lo aveva reso giustamente illustre. Ma sono certo che tuo padre non avrebbe tollerato che uomini affamati venissero trattenuti davanti al suo maniero, e non dubito che neppure tu lo voglia. Quindi guidaci a casa tua, te ne prego, e se il pranzo sar buono quanto il preludio avremo un vero banchetto.
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Capitolo 10.
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Sarebbe stato rovinoso per il buon nome del maniero di Tilford e di Ermyntrude Loring se tutto il seguito del re avesse dovuto soggiornare a Tilford; ma la previdenza e la sensibilit di sir John Chandos avevano scongiurato il pericolo; molti gentiluomini furono ospitati allabbazia o al castello di Farnham, dove li accolse con gioia sir Roger Fitz-Alan, e gli unici ospiti dei Loring furono, con il re, il Principe Nero, Manny, lo stesso sir John Chandos, sir Hubert de Burgh e il vescovo.
Ma per piccolo che fosse il gruppo degli ospiti e modesto il maniero, il re non rinunci a quello splendore cerimoniale che era una delle sue caratteristiche. Le mule furono scaricate, vennero preparati bagni caldi nelle camere, gli ospiti si vestirono di vesti di seta e si ornarono di catene doro. Quando lo squillare delle trombe di due armigeri chiam gli ospiti a tavola, si vide a Tilford lo spettacolo pi rutilante, pi splendente di bellezza e fantasia che mai avessero visto quelle vecchie mura da quando erano state costruite.
Alla destra del re, vestito, come sempre, di velluto nero con la cintura doro, era il principe; alla sua sinistra il vescovo. Ermyntrude dirigeva il servizio, attenta a ogni particolare, curando che piatti e anfore venissero presentati al momento opportuno, sempre pronta a incoraggiare i servi stanchi, a ordinare, a decidere, sempre in movimento, cos che il battere del suo bastone sul pavimento si sentiva ovunque ce ne fosse bisogno.
Alle spalle del re, vestito come meglio aveva potuto ma troppo modestamente a paragone degli splendidi abiti degli ospiti e degli altri scudieri, Nigel in persona serviva i suoi regali ospiti, senza pensare al dolore che sentiva in tutto il corpo in seguito alla caduta e sopportando pazientemente le burle. Lavventura dellelmo vuoto non era stata dimenticata, e di tanto in tanto anche il re si divertiva a punzecchiare amabilmente lo sventurato Nigel.
Sul mio onore esclam a un certo punto voltandosi a guardarlo e tenendo delicatamente fra due dita della mano sinistra una coscia di pollo lo spettacolo  stato troppo bello per questo teatro di campagna; bisogna che tu venga con me a Windsor, Nigel, portando quella grossa armatura nella quale ti eri rannicchiato. A Windsor terrai il campo contro i miei cavalieri avendo come visiera il petto della corazza; e se qualcuno, pensando di colpirti alla testa, non ti coglier per errore in pieno petto, non vedo proprio che male ti potrebbe capitare. Parola mia, non ho mai visto una noce cos piccola in un guscio cos grosso!
Il principe, che guardava Nigel sorridendo, lo vide arrossire, imbarazzato per quella povert che gli pesava tanto, e volle aiutarlo.
Un artefice simile disse con gentilezza sarebbe degno di arnesi migliori.
E deve essere il suo signore a procurarglieli aggiunse il re. Nigel, larmaiolo di corte far in modo che, la prossima volta che ti viene fatto saltare lelmo, dentro ci sia anche la tua testa.
Rosso fino alla radice dei capelli, Nigel balbett qualche parola di ringraziamento. Ma sir John Chandos intervenne, dicendo, con unespressione maliziosa nellunico occhio:
Io credo, sire, che in questo caso non sar necessario ricorrere alla vostra bont.  antica legge cavalleresca che, se uno dei due contendenti, quando entrambi si sono gi mossi per lassalto, non importa se per un caso che non dipende dalla sua volont o per qualsiasi altra ragione, non riesce a colpire laltro, la sua armatura divenga propriet di chi  rimasto in lizza. Di conseguenza, io penso, sir Hubert de Burgh, che la vostra bella corazza milanese e il vostro elmo di Bordeaux, che indossavate quando stavate per affrontare Nigel Loring, debbano rimanere a lui in ricordo della nostra breve visita al suo maniero.
La proposta fu accolta da un coro generale di approvazione a cui si univano molte risate. Soltanto sir Hubert, rosso in viso, fiss Chandos con rabbia e rispose seccamente:
Ho gi detto che non mi intendevo affatto di sciocchezze quali tornei e giostre e quindi non so nulla, sir John, delle leggi alle quali fate riferimento. Ma voi sapete bene che, se cercaste un combattimento con la spada o la lancia nel quale uno dei due avversari debba rimanere sul terreno, non dovreste andare molto lontano per cercarlo.
Sir John sorrise. A cavallo disse temo proprio di s. Ma se si trattasse di un combattimento a piedi, non dubito che abbiate ragione, e so che non vedrei la vostra schiena, come labbiamo vista stasera. Ma poich il cavallo vi ha giocato un brutto tiro, dite pure quello che volete, la vostra armatura appartiene a Nigel Loring, e la reclamo in suo nome.
Sir John, voi parlate troppo e io comincio a esserne stanco ribatt sir Hubert facendosi sempre pi rosso in viso. Se intendete reclamare la mia armatura, venite voi stesso a prenderla; potrete farlo questa sera stessa, dopo il pasto, se  una sera di luna.
Basta, basta, signori, non voglio che andiate oltre intervenne il re, sorridendo. Chandos, e tu, Hubert, riempitevi ognuno una coppa di vino di Guascogna e bevete luno alla salute dellaltro, come buoni e leali compagni che si vergognerebbero a battersi contro la volont del loro sovrano. Avr troppo bisogno di guerrieri valorosi in Francia, perch possa pensare di perdere uno di voi. Quanto alla questione dellarmatura, Chandos dice la verit, e la legge cavalleresca gli d ragione; ma in questo caso mi sembra inapplicabile, perch si  trattato soltanto di uno scambio di colpi in seguito a una sfida amichevole. Piuttosto, nel caso del tuo scudiero, Manny, non c dubbio che abbia perduto larmatura, perch  stato disarcionato in piena forma.
 una brutta notizia questa per lui rispose sir Walter perch  povero, e, a quanto so, non gli  stato facile equipaggiarsi. Ma sar fatto come voi volete, sire. Voi, signore aggiunse rivolto a Nigel se vorrete venire da me domattina, vi consegner larmatura di John Widdicombe.
E io, con il permesso del re, gliela restituir rispose Nigel, turbato. Preferirei non andare mai in guerra anzich privare un uomo valoroso della sua unica armatura.
Bravo, Nigel! esclam allora il re. Ora parli davvero come avrebbe parlato tuo padre. Mi vai proprio a genio, ragazzo! E voi, signori, lasciate che sia io a risolvere il problema.
Vi fu un breve silenzio, poi il re chiese, colto da un pensiero improvviso:
Non si  ancora presentato sir Aymery il Guascone?
Dal suo arrivo al maniero di Tilford era almeno la decima volta che Edoardo chiedeva di Aymery, se era arrivato, se aveva mandato qualche messaggio, se se ne sapeva qualcosa. Ora i cortigiani si guardarono tra loro, meravigliati vedendo che il re tornava sempre col pensiero a quello stesso argomento. Sir Aymery, soldato di ventura che si era guadagnato gli speroni di cavaliere per il suo valore, era noto a tutti perch il re lo aveva di recente nominato siniscalco di Calais. Evidentemente era stato convocato; e quellordine improvviso, e limpazienza del sovrano potevano significare soltanto una ripresa di ostilit con la Francia, come era nei desideri di tutti i cavalieri inglesi. Sir John Chandos stava per rispondere al re quando allesterno si sent uno scalpitare di cavalli, poi una voce aspra alla quale risposero gli arcieri di guardia davanti alla porta del maniero.
Mio signore,  arrivato qualcuno disse timidamente Nigel. Qual  la vostra volont?
Non pu essere che Aymery, perch solo a lui ho lasciato ordine di venire a raggiungermi qui. Fallo entrare, ti prego, e lascia che sieda alla tua tavola.
Nigel and subito alla porta, facendo lume con una torcia tolta a uno dei braccioli infissi nella parete. Cinque o sei uomini armati erano ancora a cavallo; un altro era gi smontato, e fu questultimo che si avvicin a Nigel, sussurrando: 
Sono sir Aymery di Guascogna. Ditemi, ve ne supplico,  qui il re?
Era un uomo di bassa statura, scuro di carnagione, robusto, con lineamenti aguzzi e due irrequieti occhi neri. Nigel lo guard, meravigliato dalle sue parole, e rispose:
 a tavola, signore, e vi ordina di entrare.
Un momento, vi prego, un momento, e lasciate che vi dica una parola in confidenza. Sapete perch il re mi ha mandato a chiamare?
No. Lo stupore di Nigel si faceva pi grande, perch il tono con cui luomo aveva parlato rivelava una profonda inquietudine.
Peccato! Avrei voluto che lo sapeste... 
Dovete soltanto entrare, signore, e senza dubbio saprete quello che desiderate sapere dalla bocca stessa del re.
Sir Aymery sembr chiamare a raccolta il coraggio, come chi si prepara a fare un salto nellacqua ghiacciata, poi, risolutamente, entr. Il re tese graziosamente la mano; e tuttavia al guascone sembr che sorridesse soltanto con le labbra e che la sua espressione fosse dura.
Benvenuto! esclam Edoardo. Sia benvenuto il nostro fedele siniscalco. Vieni, siedi a tavola, ti ho mandato a chiamare per sapere da te che cosa accade sullaltra sponda del canale e per ringraziarti di quel che hai fatto per la nostra cara citt di Calais. Presto, una sedia per sir Aymery, e gli sia dato da mangiare e da bere perch ha viaggiato a lungo per il servizio del re.
E per tutta la durata del banchetto abilmente predisposto da Ermyntrude, il re continu a parlare gaiamente con il siniscalco come con tutti gli altri commensali. Quando lultimo piatto fu portato via e le anfore cominciarono di nuovo a circolare, il vecchio Weathercote, il menestrello rimasto nella casa dei Loring, entr timidamente con il suo liuto nella speranza che gli fosse concesso suonare davanti alla maest del re. Ma il sovrano aveva altri progetti e, volgendosi a Nigel, ordin:
Ti prego, allontana i tuoi servi, cos che possiamo rimanere soli. Voglio inoltre che a ogni porta siano messi di sentinella due uomini darmi: dobbiamo parlare di cose segrete e nessuno deve entrare o avvicinarsi per ascoltare.
Nigel and subito a dare gli ordini, e il re continu, rivolto al guascone:
E ora, sir Aymery, questi gentiluomini, e io, tuo signore, vorremmo sapere da te lo stato delle cose in Francia.
Il viso del siniscalco sembrava calmo, ma i suoi occhi si volgevano irrequieti dalluno allaltro dei presenti.
Per quanto io ne so, sire rispose tutto  tranquillo alla frontiere di Francia.
Non hai sentito dire, dunque, che i francesi si sono riuniti con lintenzione di rompere la tregua e di fare scorrerie contro i nostri domini?
No, sire, non ho sentito nulla di simile.
Mi liberi da una grave inquietudine, Aymery. Se tu non hai sentito nulla, non pu esservi niente di vero in queste chiacchiere. Si diceva, lo crederesti? che il rapace cavaliere de Chargny fosse a Saint-Omer, pronto a rapirmi quel prezioso gioiello che  Calais.
Venga pure, se vuole, sire: trover il gioiello al sicuro in un forziere e con una buona guardia a difenderlo.
E sei tu che guardi il gioiello, non  cos, Aymery?
S, mio signore.
E sei un guardiano fedele, nel quale posso riporre completa fiducia? Non ti lasceresti certo strappare quello che mi  tanto prezioso, proprio tu che ho scelto fra tutti per custodirlo?
Sire, perch dirmi queste cose che toccano tanto da vicino il mio onore? ribatt audacemente il guascone. Voi sapete che potrebbero togliermi Calais soltanto dopo avermi tolto la vita.
Dunque, tu non sai proprio nulla del tentativo di de Chargny?
Nulla, mio signore.
Infame traditore! grid allora il re, alzandosi improvvisamente e battendo sulla tavola il pugno con tanta forza che le coppe tintinnarono. Prendetelo, arcieri, prendetelo subito e tenetelo stretto, che non tenti qualche gesto disperato. E tu, spergiuro, osi dirmi in viso che non sai nulla di de Chargny e dei suoi progetti? Parla, miserabile!
Davanti a Dio, non ne so nulla, sire rispose il siniscalco con voce strozzata; ma era divenuto livido e non osava alzare gli occhi al viso del re.
Edoardo scoppi a ridere, un riso stridulo pi terribile della collera, poi prese dal giustacuore una pergamena e prosegu, rivolto ai commensali:
Siate voi giudici in questa causa, tu, figliolo mio, e voi tutti, Chandos, Manny, Hubert. Anche voi, monsignore. Con i miei poteri sovrani vi costituisco tutti in tribunale perch facciate giustizia di questuomo; e, sul mio onore, non uscir da questa sala prima che giustizia sia stata fatta. Prima di tutto vi legger questa lettera:  indirizzata a sir Aymery, detto il Guascone, al castello di Calais... Non sei forse tu, miserabile?
 il mio nome, sire, ma questa lettera non mi  mai giunta.
Lo credo bene; se lavessi avuta tu, il tuo tradimento non sarebbe stato svelato. Questa lettera, signori,  firmata "Isadore de Chargny". Ebbene, che cosa dice il mio nemico Isadore de Chargny al mio fedele servitore Aymery? Ascoltate: "Non siamo venuti allultima luna perch non avevamo ancora forze sufficienti, n ci era stato possibile raccogliere le ventimila corone per voi. Ma alla prossima luna nuova, nellora in cui le tenebre saranno pi fitte, verremo e vi pagheremo la somma stabilita, alla piccola postierla, quella vicina alla macchia di frassini". Ebbene, traditore, che cosa puoi dire?
Questa lettera deve essere falsa! gemette il siniscalco.
Vorreste mostrarmela, sire? chiese Chandos. De Chargny  stato mio prigioniero, e ho visto molte sue lettere prima che venisse pagato il riscatto... S, posso affermare che questa lettera  stata scritta proprio da lui, sarei pronto a giurarlo.
In questo caso, de Chargny pu averla scritta soltanto per disonorarmi! esclam sir Aymery.
No, no intervenne il principe. Conosciamo tutti de Chargny e ci siamo battuti contro di lui; se  rissoso e millantatore,  un cavaliere di tanto coraggio che  difficile trovarne uno migliore in Francia. Un uomo come lui non si abbasserebbe a scrivere una lettera al solo scopo di disonorare un cavaliere. Io, quanto meno, non potrei crederlo.
Un mormorio tra i commensali dimostr che tutti condividevano lopinione del principe. Il guascone se ne accorse, e si guard attorno come per cercare una via di scampo; ma le porte erano sbarrate e custodite da due armigeri secondo lordine del re.
La lettera prosegu questultimo  stata data da de Chargny a un certo padre Beauvais, un prete di Saint-Omer, perch la portasse a Calais. Il prete, invece, fiutando la possibilit di una ricompensa, lha consegnata a uno che  mio servitore fedele; e cos la lettera  giunta a me. Allora ho mandato a chiamare il traditore. Poi il prete  tornato da de Chargny facendogli credere di aver consegnato il messaggio alluomo a cui era diretto. Ebbene, miserabile, continui a negare?
Io non so nulla ripet ostinatamente il guascone, bagnandosi con la lingua le labbra aride.
Un cupo rossore sal alla fronte del re, e gli occhi gli fiammeggiarono di collera.
Non una parola di pi grid con forza. Se fossimo nella Torre di Londra basterebbero pochi tratti di corda a strappare una confessione a questo miserabile... Ma che bisogno abbiamo che confessi? Voi tutti, signori, avete visto, avete sentito. Che cosa ne dici, tu, figlio mio?
 colpevole, sire.
E tu, Chandos? Walter, Hubert? E voi, monsignore? Dunque, siete tutti concordi: questuomo  colpevole di tradimento avendo voluto cedere al nemico la fortezza che gli era stata affidata. E la pena?
Non pu essere che la morte rispose il principe; e tutti gli altri giudici, uno a uno, annuirono.
Aymery il Guascone, hai ascoltato la tua condanna riprese il re, rimettendosi a sedere e guardando il disgraziato, che sembrava colpito da un fulmine. Poi, rivolgendosi a uno degli arcieri che erano di guardia alle porte, prosegu: Tu, quello con la barba nera, vieni avanti e sguaina la spada. No, non temere, traditore, non voglio insudiciare questa casa nobile con il tuo sangue. Arciere, strappagli con la spada gli speroni doro: sono stato io a darglieli, sono io a toglierglieli... Cos! E ora, ogni legame  rotto fra te e il nobilissimo ordine di cui gli speroni doro sono il simbolo. Voi ora conducetelo lontano nella boscaglia e mozzategli la testa. Poi lasciate l il suo cadavere, come monito a tutti i traditori!
Il guascone, che era scivolato in ginocchio sin dal momento in cui aveva ascoltato la sua condanna, mand un grido di disperazione mentre due arcieri lo afferravano alle spalle; poi, sciogliendosi dalla loro stretta, si prostr davanti al re, abbracciandogli i piedi.
Risparmiatemi, vi supplico, signore! Risparmiatemi! supplicava con voce rotta. Per la passione di Ges, risparmiatemi! Fatemi grazia, perdonatemi, ve ne scongiuro! Ricordatevi, mio caro signore, di tutti gli anni in cui vi ho servito fedelmente, dei servigi che vi ho reso! Non sono stato io a trovare quel guado nella Senna, due giorni prima della grande battaglia? Non ho diretto io lattacco alla presa di Calais? Ho moglie e quattro figli nel mio paese, ed  stato il loro pensiero che mi ha trascinato a dimenticare il mio dovere, perch quel maledetto danaro mi avrebbe consentito di rinunciare alle guerre e di rivederli. Misericordia, mio signore, misericordia!
Gli inglesi erano rudi a quel tempo, non crudeli. Il re ascoltava quella supplica appassionata col viso impassibile, ma gli altri distoglievano gli occhi, a disagio. Infine Chandos disse:
Permettete che io vi preghi di calmare un poco la vostra giusta collera, sire; permettetelo a me, vostro servitore fedele.
Non parlare, Chandos! ordin brevemente il re. Deve essere fatto quello che ho detto.
Signore, caro e onorato signore soggiunse Manny ve ne prego, non agite in questo con troppa precipitazione. Ordinate che lo si tenga prigioniero e ben custodito fino a domattina: potrebbero intanto prevalere altre decisioni.
La mia decisione  presa. Arcieri, portatelo via!
Ma il condannato si afferr alle gambe del re con tanta disperata forza che non fu possibile strapparlo; e intanto supplicava:
Ascoltatemi un momento, un momento solo, ve ne supplico! Concedetemi un minuto, e poi farete quello che vorrete.
Il re si appoggi allo schienale della sedia e rispose seccamente:
Parla, purch tu la faccia finita.
Risparmiatemi, mio signore, nel vostro stesso interesse, perch io posso preparare per voi unimpresa che vi allieter il cuore. Ricordate, sire, che de Chargny e i suoi compagni ignorano che i loro piani sono falliti: se io mander loro un messaggio, senza dubbio verranno alla postierla come hanno detto. Allora, se avremo messo in agguato uomini abili, potremo fare molti prigionieri e avere poi tanto danaro per il riscatto che i vostri forzieri si riempiranno. Con de Chargny e i suoi non meno di centomila corone...
Edoardo respinse col piede il guascone con tanta forza da farlo rotolare lontano; ma anche allora, mentre giaceva a terra come un serpente ferito, quel disgraziato non toglieva gli occhi dal re.
Traditore, doppiamente traditore! riprese il re con indicibile disprezzo. Volevi vendere Calais a de Chargny e ora vorresti vendere de Chargny a me. Come puoi pensare che io, o qualsiasi cavaliere degno di questo nome, abbia lanimo tanto meschino da pensare al danaro dei riscatti quando c invece onore da guadagnare? Hai confermato la tua condanna con le tue stesse parole. Portatelo via! Via!
Un istante, ve ne prego, padre mio! intervenne vivamente il principe. Frenate ancora un poco la vostra collera: le parole di questuomo meritano considerazione pi di quanto egli stesso creda. Ha offeso la nobilt del vostro animo parlando di riscatti, ma guardate alla sua offerta dal punto di vista dellonore, e ditemi dove potremmo trovare unoccasione pi favorevole di guadagnare fama e onore. E lasciate, vi prego, che sia io a prendere parte a questa impresa: ben diretta e preparata, ci sar di incalcolabile vantaggio.
Edoardo guard con affetto il figlio.
Non ho mai visto un segugio ansioso di seguire la pista come tu lo sei di seguire il sentiero dellonore disse. E come dovrebbe essere condotta a tuo avviso questa impresa?
De Chargny e i suoi sono uomini tanto valorosi che vale la pena venire da lontano per affrontarli: non dubito infatti che quella notte avr ai suoi ordini i migliori cavalieri di Francia. Se facessimo come dice questuomo, e lo aspettassimo con tante lance quante ne avr egli stesso, credo che non vi sarebbe in tutta la cristianit un cavaliere che non rimpianga di non essersi trovato a Calais.
Sul mio onore, hai ragione, ragazzo mio! esclam con entusiasmo il re. Poi guard Chandos e Manny, come un padrone che si diverte ad aizzare due cani di cui conosce il coraggio, e aggiunse: Ora, chi di voi due vorrebbe occuparsi dellimpresa? Non avertene a male, Chandos, ma questa  la volta di Manny: toccher a lui.
Come, non seguiremo tutti il vostro stendardo, o quello del principe? chiese Chandos.
No, non sarebbe bene che lo stendardo reale guidasse unimpresa di cos piccola portata; ma se hai posto per altri due cavalieri, Manny, io e il principe verremo con te. Prendi tu questuomo e fanne quello che vuoi, ma custodiscilo bene, perch non possa tradirci di nuovo; e portalo subito via: il suo respiro appesta la sala... Ma che vuoi anche tu, ora? che cosa chiedi?
Le ultime parole erano dirette a Nigel, che si era inginocchiato accanto al sovrano in un gesto di supplica.
Una grazia, mio signore!
Non potr dunque mai avere pace questa sera? Un traditore mi si inginocchia davanti e un uomo fedele mi si inginocchia a lato... Parla, parla pure, Nigel: che cosa chiedi?
Vorrei venire con voi a Calais, sire!
Sullanima mia, la tua richiesta non manca di logica, dal momento che abbiamo preparato questa impresa sotto il tuo tetto. Che ne dici, Manny? lo vuoi prendere con te?
Volete invece prendere me, Walter? intervenne Chandos. Siamo rivali,  vero, ma certo non vorrete lasciarmi indietro in questa circostanza.
No davvero, John; sar anzi fiero di avere sotto il mio stendardo la miglior lancia della cristianit.
E io di seguire un condottiero tanto cavalleresco. E poich Nigel Loring  il mio scudiero, verr anche lui.
Dunque  tutto stabilito concluse il re. Ma non c alcuna necessit di affrettarsi, perch sar necessario attendere la luna nuova. Ora fate girare di nuovo quellanfora e bevete con me alla salute dei coraggiosi cavalieri di Francia. Possano essere i migliori quelli che affronteremo sotto le mura del castello di Calais!
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Capitolo 11.
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Il re era ripartito. Il maniero di Tilford era tornato buio e silenzioso, ma tra le sue mura abitava ora la gioia. Era bastata una notte perch dolori e preoccupazioni, simili a una nuvola nera che avesse fino a quel momento nascosto il sole, si dileguassero. Il tesoriere del re aveva inviato a Ermyntrude una somma notevole, offerta in modo tale che non le era stato possibile rifiutarla. 
Cos Nigel era tornato a Guildford con una borsa piena doro e aveva ricomprato da Thorold i gioielli della nonna, pagandoli cinquanta nobili in pi perch, a quanto diceva lorefice, per misteriose ragioni che Nigel non riusciva a comprendere loro in quei giorni era aumentato di valore. Poi era tornato dallarmaiolo comprando larmatura che aveva tanto desiderato. 
La prov nella bottega, e Wat, osservandolo, esclam:
Che ne dite, signore? Giuro per Tubalcain che vi sta a pennello come a un gambero il suo guscio. Da Milano o dalla Spagna non  mai venuta unarmatura pi bella o pi solida.
Allora Nigel, sebbene appesantito da tutto quellacciaio, corse in strada e, appoggiando appena la mano al pomo della sella, mont con un balzo in groppa a Pommers, mentre Wat e il suo garzone di bottega applaudivano tanta agilit.
Ritornato a casa, non manc di farsi ammirare da Ermyntrude che, facendolo girare e rigirare, batteva le mani ossute e piangeva insieme di gioia e di dolore; di gioia perch lo vedeva andare cos coraggiosamente in guerra, di dolore perch stava per perderlo. Quanto al proprio avvenire, la vecchia signora non se ne preoccupava; daltra parte era stato stabilito che del maniero e dei terreni che ne dipendevano si sarebbe occupato un intendente, mentre lei sarebbe andata al castello reale di Windsor dove la attendeva un bellappartamento e dove avrebbe potuto, in compagnia di altre dame della sua et e della sua condizione, passare i giorni a rievocare antichi scandali avvenuti tra i nonni e le nonne dei giovani cortigiani e a rimpiangere i tempi ormai trascorsi della cavalleria e del valore.
Da questo punto di vista Nigel poteva dunque partire tranquillo. Ma vi erano altre persone dalle quali doveva congedarsi prima di lasciare Tilford. E quella stessa sera indoss il suo giustacuore migliore, di velluto di Genova orlato di ermellino, mise al berretto una piuma bianca che gli si arricciava sulla fronte, e, in sella a Pommers, col falcone in pugno e la spada al fianco, si diresse alla casa del cavaliere di Dupplin, vecchio amico dei Loring, che univa ai molti altri pregi quello di avere due figlie, Mary e Edith, questultima la ragazza pi bella di tutta la regione.
Sir John Buttesthorn, il cavaliere di Dupplin, veniva chiamato cos perch aveva preso parte circa diciotto anni prima alla battaglia di Dupplin tra inglesi e scozzesi. Al ritorno dalla guerra era diventato gran cacciatore del re, famoso in tutta lInghilterra per le sue conoscenze in fatto di caccia e falconeria. Quindi, stanco di quella vita troppo attiva, era andato a passare gli anni della vecchiaia in una modesta casa a Cosford, sul versante orientale della collina di Hindhead, dove, mentre si faceva sempre pi rosso in viso e pi bianco di capelli, passava le serate tra cani e falconi, con un boccale di vino speziato al fianco e il piede, gonfio per la gotta, disteso su uno sgabello. I nobili del paese lo consultavano come un oracolo in materia di caccia.
Soprattutto i pi giovani andavano a imparare dalla sua lunga esperienza; ma, sebbene il vecchio cavaliere non se ne rendesse conto, non era soltanto la passione per la caccia che li conduceva a Cosford, ma anche il bel viso della figlia minore, Edith, e la saggezza e la nobilt danimo della maggiore, Mary.
Mai si erano viste due sorelle pi diverse tra loro. Entrambe erano alte, dal portamento aggraziato e nobile; ma ogni somiglianza si fermava qui. Edith era bionda come il grano maturo, con gli occhi azzurri, era maliziosa, vivace, facile al riso, o quanto meno al sorriso che una decina di giovani corteggiatori, tra i quali Nigel, si dividevano in parti quasi uguali; simile a una gattina, giocava con tutto quello che le capitava a tiro nella vita, e a molti sembrava gi di sentire le unghie aguzze nel velluto della sua carezza. Mary, dai capelli nerissimi, aveva lineamenti gravi e irregolari, ma i suoi occhi neri guardavano coraggiosamente la vita. Nessuno avrebbe potuto definirla una bellezza, e quando la sorella le metteva il braccio intorno alla vita e appoggiava la rosea guancia a quella di lei, come faceva spesso quando i giovani corteggiatori erano presenti, il contrasto era ancora pi evidente. Accadeva tuttavia che qualcuno, guardando quel viso irregolare dallespressione energica e quei lampeggianti occhi neri, sentisse che la giovane donna silenziosa, col suo contegno fiero e la sua grazia regale, aveva in s una forza, una riservatezza, un mistero, pi preziosi della grazia scintillante della sorella.
Era questa la famiglia dalla quale Nigel andava a prendere congedo, assorto in pensieri che gli causavano una certa esitazione. Ma ogni esitazione svan come nebbia al sole quando vide venirgli incontro sulla strada bianca, i capelli che mandavano bagliori dorati ai raggi del sole primaverile, Edith, il cui bel viso gli aveva tante volte impedito di addormentarsi. Nigel arross fino alla radice dei capelli; intrepido di fronte a ogni pericolo, si sentiva tuttavia come spaurito, sebbene profondamente attratto, dal delicato mistero della donna. Per il suo spirito puro e cavalleresco, non soltanto Edith, ma tutte le donne, nobili o plebee, erano creature superiori, dotate di mille virt che le innalzavano al disopra del rude mondo maschile. Venire a contatto con loro era per lui una felicit, ma una felicit turbata dal timore continuo che la sua indegnit, la sua rozzezza di modi e di parole potessero in qualche modo offendere quelle anime nobili e delicate. Era questo il sentimento complesso che lo vinse appena vide Edith; ma subito quei dubbi furono messi a tacere dallaccoglienza amichevole di lei, che agitava il frustino in un vivace gesto di saluto.
Buon giorno, Nigel gli grid da lontano. Dove andate con quel bel vestito? Non certo a far visita ai vostri amici di Cosford: quando mai avete indossato per noi quel bel giustacuore? Andiamo, ditemi il nome della fortunata, perch io possa odiarla fino alla morte.
Ma no, Edith rise il giovane, in risposta al riso di lei. Vengo proprio a Cosford.
Davvero? Allora torno indietro insieme a voi. Che aspetto vi sembra che io abbia oggi?
La risposta di Nigel splendeva nei suoi occhi pi di quanto risuonasse nelle sue parole semplici.
Siete graziosa come sempre, Edith disse soltanto.
Siete freddo, Nigel. Siete fatto pi per un chiostro che per corteggiare una donna. Se avessi rivolto la stessa domanda a sir George Brocas o al signore di Fernhurst, sarebbero impazziti di gioia. Mi piacciono molto pi di voi, sapete?
Peggio per me allora rispose pensosamente Nigel.
Per non dovete scoraggiarvi.
E come posso, se gi lo sono? 
Vedete? cos  meglio rise Edith. Ma voi vi trovate a vostro agio pi a parlare di argomenti seri e nobili con mia sorella che a dire galanterie a me. Mary non vorrebbe saperne delle smancerie di sir George che a me piacciono tanto. Ma ditemi, come mai venite a Cosford a questora? Il sole  gi al tramonto.
Vengo a congedarmi da voi.
Da me sola?
No, Edith; da voi, da vostra sorella Mary e da sir John.
Vedete? Sir George avrebbe risposto che veniva soltanto per me. Siete davvero un ben misero corteggiatore paragonato a lui! Ma  proprio vero che andate in Francia?
S.
 quel che si dice in paese dopo la visita del re a Tilford; si dice anzi che seguiate Sua Maest in Francia.  vero anche questo?
 vero, Edith.
Ma dove andate esattamente, e quando?
Ah, no, questo non posso dirvelo, purtroppo.
Ma davvero! esclam lei scuotendo la testa. Bene, come volete allora.
E continu a cavalcare in silenzio, indispettita. Per qualche minuto Nigel la osserv pieno di angoscia, poi disse:
Edith, certo date troppo peso al mio onore per desiderare che io venga meno alla parola data, non  vero?
Il vostro onore appartiene a voi e le mie simpatie appartengono a me rispose freddamente lei.
Proseguirono in silenzio, in silenzio attraversarono il villaggio di Thursley. Poi Edith sembr venir colta da un nuovo pensiero che le fece dimenticare la sua collera.
Dite, Nigel, che cosa fareste se qualcuno mi offendesse? Ho sentito dire da mio padre che, sebbene siate piccolo di statura, nessuno pu reggere al vostro confronto. Vi fareste mio campione?
Senza dubbio! Non c uomo di sangue nobile che non si farebbe campione di una donna che venga offesa.
Io o unaltra donna, voi o un altro cavaliere... Ma che modo di parlare  questo? Vi sembra un complimento mettermi sullo stesso piano di qualsiasi altra donna? Parlavo di voi e di me, soltanto di voi e di me; e vi domando ancora: se qualcuno mi offendesse, vi fareste mio campione?
Mettetemi alla prova e lo vedrete.
Ne sono lieta. Sir George Brocas e il signore di Fernhurst farebbero qualsiasi cosa per me; ma  a voi che io voglio rivolgermi, Nigel.
Ditemi di che cosa si tratta, vi prego.
Conoscete Paul de la Fosse, di Shalford?
Quello piccolo, un po gobbo?
Non  pi piccolo di voi, mio povero Nigel, e se  un po curvo, ha un viso che molti possono invidiargli.
Non intendo giudicare queste cose, e parlo senza alcuna intenzione offensiva nei confronti di de la Fosse. Ma a che proposito avete accennato a lui? Che cosa ha fatto?
Si  preso gioco di me, Nigel, e voglio vendicarmene.
Vendicarvi di uno come lui!
Non vi ho detto che si  preso gioco di me?
Ma in che modo?
Credevo che un vero cavaliere accorresse in mio aiuto senza tante domande e tante obiezioni. Ma poich  necessario vi dir che cosa  accaduto. Il signor de la Fosse  uno di quelli che mi ronzavano attorno e protestava di essermi fedele fino alla morte; poi, soltanto perch ha creduto di vedere che vi erano altri uomini verso i quali mi mostravo gentile come con lui, mi ha abbandonato e ora corteggia Maude, quella ragazzetta dal viso lentigginoso che abita nel suo stesso villaggio.
E come ha potuto offendervi in questo, dal momento che non vi apparteneva?
Mi apparteneva, come tutti gli altri. E si  fatto beffe di me con la sua Maude, ne sono certa. Chiss che cosa le avr detto di me, come mi avr schernita. Glielo leggo in viso, a quella sfrontata tutta lentiggini, quando la vedo in chiesa la domenica. Sorride! S, sorride! Dovete andare da lui, Nigel... oh, non per ucciderlo, e neppure ferirlo! Dovete soltanto colpirlo in viso con la frusta. Poi tornate da me e chiedetemi una ricompensa.
Sul viso di Nigel si leggeva la lotta interna da cui era turbato: il desiderio di essere gradito a Edith lo dominava, ma la nobilt del suo cuore indietreggiava, inorridita da quella richiesta indegna.
Sullanima mia esclam infine non vedo possibilit di onore o di fama nel gesto che mi chiedete di compiere, Edith. Dovrei dunque colpire con la frusta un disgraziato, quasi uno storpio? Vi supplico, ordinatemi unaltra cosa degna di un uomo, e vedrete se sapr servirvi!
Gli occhi di lei lampeggiarono di sdegno.
E voi siete un soldato! disse ridendo con amarezza. Voi, che avete paura di un omiciattolo appena in grado di camminare! S, potete dire quello che volete, ma  paura la vostra! Avete sentito della sua grande abilit nel maneggiare la spada e del suo coraggio, e il cuore vi viene meno. Del resto avete ragione: quelluomo  pericoloso; se aveste fatto quello che vi chiedevo, vi avrebbe ucciso. Siete stato molto prudente, Nigel, molto prudente a rifiutare.
Nigel arross violentemente, colpito dalla sferza di quelle parole; ma continu a cavalcare in silenzio. Nella sua mente lideale di donna che si era formato vacillava, e lui non voleva perderlo. Giunsero cos, in un cupo silenzio, al castello con lo stemma dei Buttesthorn. Vedendoli arrivare, un vecchio rosso in viso gli si fece incontro, facendo tacere i cani che latravano rumorosamente e gridando a gran voce:
Sei tu, Nigel? Benvenuto, benvenuto! Credevo che dopo la visita del re fossi diventato troppo superbo per ricordarti dei tuoi umili amici... Ehi, voi! Venite a prendere i cavalli, e sbrigatevi se non volete assaggiare il mio bastone! Gi, Lydiard, a cuccia, Pelamon! A furia di latrare, mi impedite perfino di sentire la mia voce. Mary, presto, una coppa di vino per Nigel.
Anche Mary era apparsa infatti sulla porta, alta, silenziosa, con qualcosa di mistico in quei gravi occhi neri nei quali sembrava rispecchiarsi la sua anima pensosa. Nigel baci la mano che lei gli porgeva, e al solo vederla sent rinascere in cuore la fiducia nella donna e la riverenza che gli ispirava. Edith era andata a mettersi accanto alla sorella, e ora sorrideva a Nigel, come per dirgli che lo perdonava.
Il cavaliere di Dupplin, appoggiandosi pesantemente al braccio del visitatore, si avvi con lui, zoppicando, verso la grande sala.
Edith, lo sgabello per Nigel! grid, dopo essersi lasciato cadere con un sospiro di sollievo sulla sua comoda sedia. Sullanima mia, questa benedetta ragazza ha pi innamorati e corteggiatori di quanti topi abbia un granaio! E dunque, Nigel? Ho sentito molto parlare di te in questi giorni. Che cosa  accaduto? Racconta.
Nigel raccont in poche parole gli avvenimenti, accennando di sfuggita ai suoi successi e dilungandosi sui meriti degli altri. Ma gli occhi di Mary brillavano a quel racconto, mentre lei, pur continuando a ricamare, ascoltava attentamente. Quanto a sir John, interrompeva continuamente lospite con le sue esclamazioni, imprecando, battendo il grosso pugno sul bracciolo, alzando le braccia al cielo. Infine comment:
Insomma, ragazzo, non potevi certo pensare di tenere testa a Manny, e ti sei comportato pi che degnamente. Noi tutti siamo fieri di te, perch sei cresciuto in questo paese. Peccato che tu ti intenda poco di caccia e non sappia distinguere un girifalco da un falco pellegrino; altrimenti saresti quasi perfetto.
Il vecchio cavaliere era cos assorto da non aver notato un avvenimento che non era sfuggito a Mary. Un servo era entrato silenziosamente nella sala e aveva dato a Edith una pergamena piegata in quattro; lei laveva scorsa rapidamente, era rimasta per breve tempo pensosa, guardando il soffitto coi grandi occhi azzurri, poi si era allontanata. A un tratto, per, sir John si guard attorno e, non vedendola, chiese.
Ma dov dunque Edith?
 uscita, padre.
Gi, si allontana sempre quando si parla di cose che non riguardino belle vesti e sospiri di cavalieri innamorati. Ma presto sar pronta la cena, e c un cosciotto di cinghiale che dovrai aiutarmi a mangiare, Nigel. No, no, non accetto rifiuti! Mary, fai suonare tre volte il corno, perch i servi vengano ad apparecchiare la tavola: il crepuscolo e il mio stomaco mi avvertono che  ora di andare a cena.
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Capitolo 12.
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La mensa di sir John Buttesthorn, come a quei tempi quella di molte famiglie della piccola nobilt, non mancava di nulla. Secondo le vecchie usanze alle quali sir John non aveva mai voluto rinunciare, i servi sedevano a tavola con i padroni; in segno di distinzione, questi sedevano tuttavia a una tavola pi alta, insieme agli ospiti che non mancavano a un uomo cos espansivo e cordiale.
E quella sera, oltre a Nigel, alla tavola padronale sedeva un vecchio prete che andava dallabbazia di Chertsey al priorato di san Giovanni a Midhurst. Passava spesso per Cosford, e interrompeva sempre il viaggio per essere ospite di sir John.
Benvenuto ancora una volta, padre Athanasius! esclam il cavaliere vedendolo entrare nella sala. Venite, sedete qui, alla mia destra, e raccontatemi che cosa si fa e si dice in paese: non c scandalo o avvenimento che i preti non siano i primi a conoscere.
Il prete, un uomo tranquillo, amabile, sedette; poi, vedendo un posto vuoto, chiese:
E vostra figlia Edith non c?
 vero! Dov dunque quella ragazza? esclam sir John spazientito. Mary, fai suonare di nuovo il corno, perch sappia che la cena  in tavola. Che cosa pu mai fare, quelluccellino notturno, standosene fuori a questora?
Il prete parve esitare, turbato; poi tocc il braccio di sir John e disse sottovoce:
Signore, ho visto... ho visto poco tempo fa vostra figlia Edith; e temo che non possa sentire il suono del corno, perch ormai sar gi a Milford.
A Milford? E che cosa dovrebbe fare a Milford?
Sir John, vi prego di non parlare cos forte! lo supplic il prete.  una questione delicata, si tratta dellonore di una dama, e...
Che cosa dite? Lonore di Edith? lo interruppe sir John, e si fece ancora pi rosso in volto mentre guardava meravigliato il prete che sembrava esitante. Lonore di Edith, avete detto? Lonore di mia figlia! Spiegatevi subito, subito, capite? oppure andatevene e non mettete mai pi piede a Cosford!
Spero di non aver sbagliato a parlarvene, sir John; ma devo dire quello che ho visto, altrimenti sarei un falso amico e un prete indegno.
E che cosa avete visto? tuon il vecchio. Parlate, ma parlate dunque! Che diavolo avete visto?
Conoscete un certo Paul de la Fosse, sir John, un giovane piccolo, un po gobbo...?
Certo che lo conosco.  di famiglia nobile e ha un blasone, essendo figlio di sir Eustace de la Fosse. C stato un tempo in cui ho creduto di poterlo chiamare figlio, perch non cera giorno che non passasse ore e ore con le mie due ragazze; ma temo che la sua gobba abbia reso poco gradita la sua corte. Perch mi parlate di lui?
Ahim, sir John! Mentre venivo qui sulla mia mula ho incontrato quelluomo che si affrettava verso casa. Accanto a lui cera una donna... Aveva il cappuccio abbassato, ma mi  parso di riconoscerla; e poi lho sentita ridere, e quel riso lho sentito altre volte in questa casa, da vostra figlia Edith...
Il prete aveva parlato a bassa voce, ma Nigel e Mary non avevano perso una sola delle sue parole, nonostante le voci chiassose e le risate dei commensali che sedevano alla tavola pi bassa. Sir John si lasci cadere di mano il coltello, e guard il prete con gli occhi sbarrati. Mary tuttavia si affrett a rassicurarlo.
Non temete, padre. Senza dubbio padre Athanasius deve essersi sbagliato, e Edith ritorner da un momento allaltro. Lho sentita parlare molte volte di quelluomo in questi ultimi tempi, e sempre con disprezzo.
 cos, sir John intervenne vivamente Nigel. Proprio mentre venivo qui stasera, Edith mi ha parlato di lui e mi ha detto che sarebbe stata felice se qualcuno lo avesse frustato.
Ma il prete scosse saggiamente la testa.
Credete a me, c sempre pericolo quando una donna parla cos. Lodio eccessivo  fratello dellamore. Perch avrebbe dovuto parlare cos vostra figlia, se non ci fosse stato un legame tra lei e quelluomo?
Tuttavia osserv Nigel come pu aver cambiato idea in cos poco tempo?  stata qui con noi fino a poco tempo fa... No, sul mio onore,  una cosa che non creder mai!
Il viso di Mary si era incupito.
Ricordo ora disse con esitazione di aver visto Hannekin portare una lettera a Edith, mentre voi due parlavate. Lei lha letta e poco dopo  uscita.
Sir John balz in piedi, ma ricadde subito a sedere, con un gemito.
Ah, vorrei essere morto! rugg. Meglio essere morto che vedere mia figlia disonorata. E dire che sono qui immobilizzato da questo dannato piede! Se almeno ci fosse mio figlio Oliver! Chiamate Hannekin, voglio interrogarlo.
Signore intervenne Nigel vi prego, vogliate contare su di me questa sera come fossi vostro figlio, perch io possa risolvere la cosa nel miglior modo possibile. Sul mio onore, vi assicuro che far quanto a un uomo  possibile fare.
E io ti ringrazio, Nigel, e accetto la tua offerta. Non c un uomo in tutta la cristianit del quale potrei fidarmi pi che di te.
Vorrei soltanto ricordarvi una circostanza, signore. Paul de la Fosse possiede molti acri di terreno, a quanto ho sentito, e  di nascita nobile; non c dunque ragione, se le cose stanno come temiamo, perch non sposi vostra figlia.
Edith non potrebbe desiderare di meglio.
Bene allora. Vorrei interrogare Hannekin, ma bisogner farlo in modo che nessuno sospetti qualcosa di insolito, per evitare i pettegolezzi dei servi. Se volete indicarmelo, Mary, gli chieder di sellarmi il cavallo e sapr farlo parlare senza che neppure si renda conto di essere stato interrogato.
Subito Nigel usc e rimase assente per qualche tempo. Quando ritorn, il suo viso cupo diede ben poca speranza a quanti lo aspettavano con ansia.
 stato infatti de la Fosse a mandarle la lettera sussurr. E ha mandato nello stesso tempo un cavallo per vostra figlia.
Sir John diede in un gemito e si nascose il viso tra le mani.
Badate, padre, che vi guardano gli mormor Mary. Per lonore della nostra casa, non vi mostrate triste. Poi, alzando la voce perch tutti potessero sentirla: Se andate in direzione di Tilford, Nigel, verr volentieri con voi, perch mia sorella non debba tornare da sola.
Sono pronto allora rispose Nigel alzandosi; e a bassa voce aggiunse: Ma non possiamo andare soli; daltra parte, se ci facciamo accompagnare da un servo, il segreto sar noto a tutti. Rimanete dunque, ve ne prego, lasciate che sia io a sistemare ogni cosa.
No, Nigel, la povera Edith potrebbe aver bisogno della presenza e dellaiuto di una donna; e a chi dovrebbe toccare questo compito se non a sua sorella?
Verr io con voi, se me lo consentite, e se la vostra impazienza si adatter al passo della mia mula intervenne padre Athanasius.
Ma voi non dovete prendere quella strada obiett Mary.
La strada che deve prendere un vero prete  quella che porta al bene altrui, figliola. Andiamo, e insieme cercheremo di risolvere questa grave situazione.
Poco dopo padre Athanasius, Nigel e Mary cavalcavano sulla strada che andava verso Londra, mentre sir John, rimasto solo alla tavola padronale, cercava di sembrare tranquillo e fingeva di mangiare e di bere come di consueto.
Mary cavalcava in silenzio, pensando al pericolo che la sorella correva, alla vergogna; Nigel parlava a bassa voce con il prete, che sembrava conoscere piuttosto bene Paul de la Fosse. La casa di de la Fosse, a Shalford, era, a quanto sembrava, un luogo di dissolutezza: nessuna donna che vi entrasse poteva conservare la sua castit. Inspiegabilmente, sebbene la cosa non fosse poi inconsueta, quelluomo malvagio, quasi storpio, esercitava un certo fascino sulle donne, uninfluenza dominatrice che le costringeva a piegarsi alla sua volont. Molte volte aveva portato il disonore nelle case, e molte volte la sua astuzia lo aveva salvato da un meritato castigo. La famiglia era potente nel paese, godeva del favore del re: gli offesi non osavano spingersi troppo oltre. Ecco chi era luomo malvagio che, piombato sulla tranquilla casa di Cosford, ne aveva portato via la gemma pi preziosa. Nigel ascoltava attentamente le parole del prete, e parlava poco; una volta port alle labbra lelsa della spada a forma di croce e la baci fervidamente.
I tre viaggiatori oltrepassarono le paludi, poi Milford e Godalming; da quel punto il sentiero che seguivano attraversava le terre dei de la Fosse. Sulla collina oscura videro brillare alcune luci, quelle delle finestre della casa a cui erano diretti, e a cui si giungeva attraverso un buio viale di querce che percorsero in silenzio.
Erano ormai a pochi passi dalla casa, quando dalle tenebre uscirono due servi armati di bastoni e chiesero chi erano e che cosa volevano. Mary era scesa dalla giumenta e si dirigeva alla porta, ma i due uomini le sbarrarono il passo.
No, no, il padrone non ne vuole altre per ora! esclam uno dei servi, con una risata brutale. Fermatevi, chiunque possiate essere. La porta  chiusa e il padrone non riceve pi nessuno questa sera.
Indietro, canaglie! intervenne Nigel, a bassa voce ma con un tono imperioso. Abbiamo a che fare con il vostro padrone, non con voi.
Un momento, figliolo lo trattenne il prete. Non sarebbe meglio che andassi io da quelluomo e cercassi di toccargli il cuore? Se entrate voi, si verser del sangue.
No, padre; al contrario, vi prego di rimanere qui finch non vi chiamer. E anche voi, Mary, restate; non so che cosa potremo trovare l dentro.
Subito Nigel si avvi verso la porta, ma i servi sbarrarono il passo anche a lui.
Indietro, vi ho detto ripet lui con foga se non volete mettere a rischio la vita. Sarebbe una vergogna per me sporcare la mia spada col vostro sangue, ma sono pronto a tutto e nessuno potr farmi tornare sui miei passi.
Bada! esclam allora uno dei servi rivolto al compagno, indietreggiando e nello stesso tempo cercando di vedere meglio luomo che parlava. Non  forse Nigel Loring?
Sono proprio io.
Se ce laveste detto, signore, non vi avremmo fermato. Fatti da parte, tu, questo gentiluomo non  il primo venuto,  il signore di Tilford.
Meglio per lui! grugn laltro, abbassando il bastone, contento di essersela cavata cos a buon mercato. Se fosse stato un altro, stasera mi sarei macchiato le mani di sangue. Ma il padrone non ci ha detto di tenere lontani anche i suoi vicini; vado da lui a domandargli cosa ordina di fare.
Nigel era gi corso alla porta e laveva aperta; Mary laveva seguito da vicino, cos che entrarono insieme nella grande sala terrena.
Era una sala vasta, semibuia, perch la luce di due lampade si concentrava soltanto su una piccola tavola imbandita alla quale sedevano due persone: Edith, i capelli chiari sciolti lungo le spalle, e un uomo di bassa statura, un po gobbo, la fronte ampia, i capelli neri, gli occhi grigi e profondi; il naso era aquilino, da uccello da preda, e tutto il viso rivelava una forte personalit. Sentendo aprire la porta, guard gli intrusi come un lupo che veda avvicinarsi qualcuno a strappargli la preda.
Nigel fece pochi passi, poi si ferm. Non distoglieva gli occhi dagli occhi di Paul de la Fosse, che lo guardava fissamente. Mary, al contrario, la cui femminile dolcezza era piena di affetto e di piet, corse dalla sorella, come per proteggerla. Ma Edith, che si era alzata, distoglieva il viso da lei cercando di sottrarsi al suo abbraccio.
Edith, cara! esclam Mary ti supplico, torna a casa con noi e lascia questuomo indegno. Vorresti davvero disonorare la nostra casa, spezzare il cuore di nostro padre? Certo non vorrai farlo; vieni con noi, cara, tutto andr per il meglio.
Ma Edith si rivolse alla sorella con il bel viso acceso dalla collera e dalla vergogna.
Che diritto hai su di me? ribatt aspramente. Sei soltanto mia sorella. Perch mi hai seguita fin qui, come se io fossi una serva ribelle e tu la mia padrona? Torna pure a casa e lascia che io faccia quello che ritengo pi opportuno.
Mary la teneva sempre stretta tra le braccia, nonostante gli sforzi che laltra faceva per liberarsi, e cercava di placarla.
Nostra madre  morta, Edith, e ringrazio Dio che lo sia, altrimenti sarebbe morta ora sapendo che cosa hai fatto. E io prendo il suo posto, come ho sempre fatto;  in nome suo, con la sua autorit, che ti supplico di non fidarti di questuomo e di tornare a casa con me prima che sia troppo tardi.
Con un ultimo sforzo Edith era riuscita a strapparsi dalle braccia della sorella, e ora le stava di fronte in un atteggiamento di sfida, guardandola coi begli occhi scintillanti di collera.
Ora parli cos ribatt malignamente ma c stato un tempo, quando Paul de la Fosse veniva a Cosford, in cui nessuno si mostrava con lui pi dolce e pi gentile di questa mia sorella cos saggia. Poi lui ha amato unaltra, e cos  diventato tanto indegno che  una vergogna soltanto varcare la porta della sua casa. Eppure, se  una colpa andare in giro di notte sola con un uomo, anche tu, cos pia e virtuosa, non ti sei forse macchiata della stessa colpa con il tuo cavaliere? Ipocrita! Ricorda di badare alla trave nel tuo occhio prima di togliere la pagliuzza dallocchio del tuo fratello!
A quelle parole aspre Mary trattenne a stento la collera; poi sembr dominarsi e, mettendo dolcemente la mano sul bracco della sorella, riprese:
Non  questo il momento di una lite tra noi, Edith. Forse quello che dici  vero, e infatti c stato un tempo in cui questuomo era nostro amico, e io so bene che sa come vincere il cuore di una donna. Ma ora lo conosco per quello che , mentre tu ancora non lo conosci. So quanto male ha fatto, di quanto disonore  stato causa, quante persone ha tradito, quanti giuramenti ha violato. E vuoi che io ti lasci cadere nellagguato che ha teso a tante altre? O forse... No, no, Edith, non posso essere arrivata troppo tardi, dimmi che non  cos!
Edith si liber con forza il braccio e si fece vicina a Paul de la Fosse, che continuava a guardare Nigel in silenzio; poi, mettendogli una mano sulla spalla, esclam arditamente:
Questo  luomo che amo, lunico che abbia mai amato: mio marito.
Tuo marito? ripet Mary con unesclamazione di gioia. Allora lonore  salvo, e anche il resto si aggiuster, con laiuto di Dio. Se siete ormai marito e moglie n io n altri potremmo separarvi. Ripetimi che  cos, Edith, e andr subito a dirlo a nostro padre, che ne sar felice.
Edith sporse le labbra, esitante, in unespressione da bambina viziata.
Siamo marito e moglie davanti a Dio disse e presto lo saremo anche davanti agli uomini; luned prossimo, quando il fratello di Paul, che  prete a Saint Albans, verr a unirci in matrimonio. Gli abbiamo gi inviato un messaggero, e per luned verr, non  vero, amor mio?
Certo che verr annu distrattamente de la Fosse, che non staccava gli occhi dal viso minaccioso di Nigel.
 una menzogna: non verr ribatt una voce dalla porta.
Padre Athanasius, che aveva raggiunto i compagni, aveva sentito le ultime parole, e ora ripet, mentre tutti si volgevano verso di lui:
Non verr, vi dico. Mia povera Edith, date ascolto a un vecchio prete che per et potrebbe esservi padre. Non  la prima volta che questuomo  causa della rovina di una giovane donna, non  la prima volta che, per ottenere i suoi ignobili scopi, si serve di questa stessa menzogna. Non ha fratelli a Saint Albans; conosco bene i suoi fratelli, e sono tutti cavalieri, nessuno di loro  sacerdote. Prima di luned, quando sar ormai troppo tardi, saprete la verit, come lhanno saputa altre sventurate. Venite con noi, figliola, tornate a casa, e questo triste episodio sar dimenticato.
Paul de la Fosse si volse verso la giovane donna e le sorrise, accarezzandole la mano.
Rispondi tu, Edith disse semplicemente.
Lei guard il prete, la sorella, Nigel, con unindicibile espressione di scherno.
Paul esclam ho una sola cosa da dire a tutti loro: che vadano subito via di qui, che non ci disturbino ancora. Non sono forse libera? non ho forse detto che tu sei lunico uomo che abbia mai amato? Lo amavo da molto tempo, senza che lui lo sapesse; e disperando di conquistarmi, si era rivolto a unaltra donna. Ma ora sa che lo amo, e nessun malinteso potr pi separarci. Io rimarr qui e torner a Cosford soltanto al braccio di mio marito. Sono forse una donnetta da nulla, per credere a tutti i pettegolezzi che si fanno sul suo conto?  forse questa la prima volta che un prete troppo credulo e una donna gelosa agiscono di comune accordo basandosi su una menzogna? Vai ora, Mary, puoi andartene e portare con te il tuo cavaliere e il prete tuo amico, perch io rimango qui, fedele a Paul e certa del suo cuore.
Hai parlato meravigliosamente bene, mio belluccellino doro! esclam de la Fosse. Lascia che io aggiunga una sola parola. Voi, Mary, sembrate non volermi riconoscere alcuna virt; tuttavia, dovete ammettere che ho almeno quella della pazienza, non avendo lanciato i cani contro questi vostri amici che sono venuti a disturbarmi in casa mia. Ma anche luomo pi virtuoso pu cedere alla fragilit umana; e quindi vi prego, voi, prete, e voi, valoroso cavaliere errante, di andarvene subito, per evitare di dover correre pi di quanto vorreste e con ben poca dignit. Tu, amor mio, torna a tavola, perch possiamo continuare la cena e concluse le sue parole riempiendo di vino due coppe.
Da quando era entrato nella sala, Nigel non aveva mai aperto bocca, non aveva mai distolto lo sguardo dal viso ironico di de la Fosse. Al suo gesto, per, parve prendere una decisione e si rivolse a Mary e al prete dicendo risolutamente, ma a voce bassa e tranquilla:
Credo abbiate fatto tutto quanto vi era possibile fare; ora  venuto il mio turno. Mary, padre Athanasius, andate, ve ne prego; cos potr parlare pi agevolmente a questuomo.
Nigel esclam la giovane donna angosciata se c pericolo...
Se c pericolo, Mary, lo affronter meglio quando non sarete qui.
Lei lo guard fissamente, poi si volse e usc. Nigel allora continu, rivolto al prete:
Avete con voi il messale, padre?
Certo, perch me lo chiedete?
Perch vorrei chiedervi di cercare il rito del matrimonio e le preghiere per i moribondi. Ora, vi prego, andate con Mary, ma tenetevi pronto a tornare quando vi chiamer.
Uscito anche il prete, Nigel chiuse la porta e torn verso la tavola. Edith lo guardava con unespressione di sfida, luomo con un sorriso beffardo e uno sguardo dodio.
Dunque, mio bel cavaliere errante, siete ancora qui? riprese poi. Abbiamo sentito parlare anche troppo della vostra sete di gloria. Quale nuova impresa cercate qui, che rifiutate di andarvene?
Non c gloria in quello che devo fare ribatt freddamente Nigel, facendosi vicino alla tavola ma sono venuto per uno scopo preciso, e intendo raggiungerlo. A quanto ho sentito, Edith, voi non volete lasciare questuomo:  cos?
Avete sentito, dovete sapere bene quello che ho detto.
Infatti; avete detto anche di essere libera.  vero, Edith, ma io vi conosco fin da quando giocavamo insieme, da bambini, laggi a Cosford, e intendo salvarvi dalla malvagit di questuomo e dalla vostra debolezza.
Davvero! E che cosa intendete fare?
C un prete qui, vi sposer subito. Vi assicuro che vi vedr sposata prima di uscire da questa casa.
Altrimenti? rise de la Fosse.
Altrimenti voi rimarrete qui per sempre. No, non chiamate i vostri servi, non fischiate per i cani. Questa faccenda si risolver fra noi tre; se entrasse qui qualcuno, uomo o animale, non vi lascerei neppure il tempo di accorgervene. Parlate ora: volete sposare subito questa dama?
Il viso e il tono di Nigel si erano fatti cos minacciosi, che Edith balz in piedi e si mise fra i due uomini.
Indietro, Nigel, indietro, vi dico! Non vedete come  debole Paul? Non vorrete fargli del male! Non lo dicevate voi stesso appena qualche ora fa? Non guardatelo cos, vi supplico, c una luce di morte nel vostro sguardo!
Anche un serpente pu essere debole, ma ogni uomo onesto non esita a schiacciarlo per il male che fa o che pu fare. Fatevi da parte, Edith, perch intendo fare quello che ho detto.
Disperata, la giovane donna si volse a de la Fosse, pallido in viso, che tuttavia guardava il suo avversario con lo stesso sorriso beffardo.
Paul esclam non metterti contro di lui! Non sai quanto sia forte, quanto sia abile nelle armi. E perch non dovresti fare quello che ti chiede? Che timporta che il nostro matrimonio avvenga questa sera o luned? Fai quello che vuole, fallo per amor mio; poi tuo fratello potr compiere di nuovo la cerimonia, se  quello che desideri...
De la Fosse si alz e respinse le mani che Edith tendeva verso di lui.
Sappiate sibil tu, sciocca, e anche tu, raddrizzatore di torti che dai prova di tanto coraggio perch credi di avere a che fare con uno storpio, sappiate che se il mio corpo  debole il mio spirito  degno della mia razza. Sposarmi perch uno spaccone, un nobiluccio di campagna vuole costringermi a farlo! Sul mio onore, preferirei morire mille volte! Ho detto che ci sposeremo luned, e sar cos. Ecco la mia risposta.
 la risposta che desideravo esclam Nigel perch non vedo come un simile matrimonio potrebbe essere felice. Fatevi da parte, Edith, vi prego.
Allontan con dolcezza la giovane donna e sguain la spada. De la Fosse mand un grido.
Ma io non ho spada! Volete assassinarmi? 
Prendete la mia e traendo dalla cintura il coltello da caccia, mentre Edith, sconvolta, si nascondeva il viso fra le mani, prosegu con minacciosa risolutezza: Ora a noi due, Paul de la Fosse; cercate di uccidermi, perch io far il possibile per uccidere voi.
Edith cadde sulla sedia, come svenuta, e tuttavia sembrava non potesse distogliere lo sguardo affascinato dal combattimento. Per un attimo de la Fosse tenne in mano la spada, indeciso; poi, vedendo quale fosse larma dellavversario, comprese il suo vantaggio; sorridendo di un sorriso crudele, avanz lentamente, mentre Nigel aspettava, impugnando il coltello da caccia, lespressione grave, attenta a ogni movimento del nemico.
Quindi, con un grido di rabbia e di odio, de la Fosse vibr un colpo. Rapido come il lampo, Nigel era balzato di lato, ma non tanto rapido da evitare un taglio al braccio. Un attimo dopo, de la Fosse giaceva sul pavimento, la punta del coltello alla gola.
Cane! gli grid Nigel adesso sei in mio potere. Rispondimi prima che ti spedisca allinferno: vuoi sposarla?
Per lo stordimento provocato dalla caduta, per quella punta aguzza che gli pungeva la gola, de la Fosse perse il suo coraggio. Guard il nemico con occhi in cui si leggeva il terrore ed esclam:
Non potete usare il coltello con un uomo della mia nascita. Dovrei dunque essere scannato come un vitello?
Non importa come; se rifiuti ti uccider. Vuoi sposarla?
S, s, la sposer; dopo tutto  bella: poteva capitarmi di peggio. Ma ora lasciate che mi rialzi. Ho detto che la sposer, che altro pretendete da me?
Ma era stato Nigel a rialzarsi; raccolta la spada da terra, la teneva rivolta verso lavversario sconfitto, sul cui petto appoggiava un piede.
Restate dove siete disse. Dal momento che dovete vivere, e questa  una cosa che la mia coscienza mi rimprovera, che almeno le vostre nozze siano quali le meritate. Restate dove siete, verme! Padre Athanasius aggiunse chiamando forte padre Athanasius, venite!
Al grido di Nigel il prete corse nella sala, seguito da Mary; ma entrambi si fermarono appena oltrepassata la soglia, stupiti da quello strano spettacolo.
Presto, padre, il vostro messale. Non so se facciamo bene o male ad agire cos; ma devono sposarsi, credo che non ci sia via duscita.
Ma a quel punto un grido improvviso di Edith fece trasalire i suoi difensori. La giovane donna corse verso la sorella e labbracci forte, nascondendole il viso sulla spalla e singhiozzando dolorosamente.
Oh, Mary,  stato Dio a mandarti qui disse con voce rotta. E che sia benedetto perch non  troppo tardi! Lo sai che cosa ha detto questuomo? lo sai che cosa ha detto? Che  un de la Fosse e che non mi avrebbe mai sposata per imposizione di un altro. Quando glielho sentito dire avrei voluto abbracciarlo. Poi... poi ecco che ora cede... E io, non sono forse una Buttesthorn? Dovr dunque sposare un uomo che  stato costretto a farlo con un coltello alla gola? Mai, mai! Ora, s, lo vedo com davvero, ora capisco che  un bugiardo, un animo meschino, vile. Non glielo leggi negli occhi che voleva ingannarmi, che mi avrebbe lasciato come ha lasciato le altre? Oh, Mary, riportami a casa, riportami a casa! Dio ti benedica: questa sera mi hai strappata dagli artigli del demonio.
E il signore di Shalford, livido in viso, rimase solo alla sua tavola imbandita, mentre la bella Edith, il viso acceso dalla collera e dalla vergogna, usciva singhiozzando da quella casa infame nella grande pace della notte stellata.
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Capitolo 13.
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La luna nuova si avvicinava e il progetto del re era ormai maturo. I preparativi erano stati compiuti con la pi grande segretezza. La guarnigione di Calais, forte di cinquecento arcieri e duecento armigeri, avrebbe potuto sempre resistere a qualsiasi attacco, se non fosse stata presa a tradimento. Ma il re non voleva soltanto resistere, voleva catturare gli assalitori, e soprattutto desiderava ardentemente compiere uno di quei gloriosi fatti darme che avevano reso famoso il suo nome in tutta la cristianit.
Era dunque necessario agire con molta cautela. Larrivo di rinforzi, o anche di un gruppo di cavalieri, avrebbe messo in guardia i francesi, spingendoli a rinunciare ai loro progetti. Per questo i guerrieri scelti per limpresa e i loro scudieri venivano condotti a Calais in piccole navi mercantili e sbarcavano la notte presso la porta del castello che dava sul mare. Nel castello rimanevano nascosti, ignoti ai cittadini, pronti a uscire soltanto al momento dellazione.
Chandos aveva ordinato a Nigel, suo scudiero, di raggiungerlo a Winchelsea, alla locanda della Ginestra, e tre giorni prima di quello stabilito Nigel e Samkin Aylward partirono da Tilford. Nigel era in costume da caccia, con la sua preziosa armatura e il modesto bagaglio caricati su un cavallo che Samkin conduceva per la briglia, mentre montava una bella giumenta nera, forse un po pesante ma adatta a un uomo della sua imponenza, un arciere che qualunque cavaliere sarebbe stato lieto di avere al proprio seguito.
Tutto il villaggio segu i due viaggiatori su per il fianco della collina, congedandosi da loro soltanto quando raggiunsero la vetta. Nigel allora ferm Pommers e si volse a guardare il maniero dal quale si allontanava forse per sempre; sulla porta vide ancora una figura curva sul bastone, circondata dai servi. Si tolse il berretto e lo agit in segno di saluto, pregando che il maniero potesse rimanere in pace e che egli, partendone, potesse acquistarsi gloria e onore; poi si incammin lentamente. Samkin allora, liberandosi da un gruppo di arcieri e di ragazze che gli si affollavano intorno, spron la giumenta, voltandosi di tanto in tanto a mandare baci sulla punta delle dita.
Superato quel primo momento di tristezza, Nigel prosegu speditamente, il cuore pieno di gioia. Aveva atteso molto a lungo un giorno come quello, e ora finalmente era venuto, e lui si allontanava da Tilford senza preoccupazioni. Ermyntrude era sotto la protezione del re; lavvenire dei vecchi servi era assicurato; la lotta coi monaci era finita. Quanto a lui, aveva uno splendido cavallo, unottima armatura e un arciere forte e risoluto al suo seguito. Pi che un servo, Samkin era un amico sul quale poteva senza dubbio contare in qualsiasi necessit. Si volt a guardarlo un momento, e lo stup vedere che cavalcava a occhi bassi, il viso grave e accigliato. Ferm Pommers e si lasci raggiungere.
Ebbene, che cosa c, Samkin? chiese allegramente. Tu e io oggi dovremmo essere gli uomini pi allegri di tutta lInghilterra, perch partiamo con la speranza di farci onore e di acquistare fama. E ci faremo onore, parola mia, prima che ci sia possibile rivedere queste colline, o non ritorneremo mai pi. Perch sei cos assorto dunque?
Samkin scroll le spalle e sorrise con tristezza.
Mi sento senza forza come una corda tolta dallarco disse. Del resto  naturale che un uomo sia triste quando lascia la donna che ama.
Quanto hai ragione! esclam Nigel; e come in una visione gli apparvero gli occhi neri, pensosi di Mary Buttesthorn, gli sembr di udire la sua voce. Per ricordati che una donna nelluomo ama lanima, quello che egli fa di buono e di onorevole. Quindi puoi rallegrarti, perch andando alla guerra guadagnerai insieme gloria e amore.
Forse  cos... Eppure, credetemi, mi sanguina il cuore al pensiero di quella povera ragazza che ho lasciato a piangere, e quasi mi viene voglia di piangere anchio, per farle compagnia. Quando Mariot... no, forse era Dolly... Ecco, ci sono, era Martha; sapete, quella ragazza dai capelli rossi, la figlia del mugnaio... Quando mi ha preso per la falda della tunica, mi  sembrato che mi si strappasse il cuore.
Ma tu parli ora di una ora di unaltra osserv Nigel. Come si chiama questa ragazza che ami?
Samkin si spinse indietro la cuffia dacciaio e si gratt pensosamente la testa.
Ecco, signore, si chiama... Mariot-Dolly-Martha-Susannah-Janet-Cecily-Theodosia-Agnes-Katharine.
Nigel scoppi a ridere.
Sul mio onore, Samkin, non avrei dovuto portarti alla guerra, perch  chiaro che cos ho reso vedova mezza parrocchia. Ma tu pensa piuttosto alla gioia di tuo padre, quando sapr che hai compiuto in Francia qualche atto di valore. Sar un grande onore per te come per lui.
Gi, ma temo che questo onore non gli baster per pagare gli arretrati dellaffitto alleconomo di Waverley; e se per la prossima Epifania non avr trovato dieci nobili si ritrover sulla strada, con o senza onore. Se invece potessi fare un prigioniero e ottenerne un riscatto o portare via un buon bottino da una citt ricca, allora s che il vecchio sarebbe fiero di me! Sapete che cosa mi ha detto, quando mi ha abbracciato? "Samkin, la tua spada deve aiutare la mia vanga." Ah, sarebbe davvero un gran bel giorno per lui e per tutti quello in cui tornassi con una borsa piena di monete doro! Perci, con laiuto di Dio, devo proprio trovarle nelle tasche di qualcuno queste monete, prima di tornare a Crooksbury.
Nigel scosse la testa: il caso gli pareva disperato; era certo che non sarebbe mai riuscito a colmare labisso fra il suo modo di pensare e quello di Samkin.
Continuarono a cavalcare; erano arrivati vicino alla collinetta sulla quale sorgeva la chiesa di santa Caterina, quando videro, allincrocio con la strada di Londra, due viaggiatori a cavallo, che li salutarono con un gesto vivace della mano. Erano una giovane donna alta, snella, bruna, in sella a una giumenta bianca, e un vecchio grosso e rosso in viso su un robusto puledro che sembrava tuttavia piegarsi sotto il suo peso.
Ebbene, ebbene, Nigel? grid il vecchio quando ancora era lontano. Mary mi ha detto che saresti partito presto questa mattina, ed  gi unora che ti aspettiamo. Su, vieni un momento in quella taverna a bere con me un ultimo boccale di buona birra inglese. Pensa che per molto tempo avrai soltanto il triste vino di Francia a dissetarti.
Nigel rifiut sorridendo, ma accett con gioia lofferta di Mary, che salissero fino alla chiesa per rivolgere insieme unultima preghiera. Smontarono da cavallo e si avviarono su per il breve pendio, mentre sir John e Samkin rimanevano a parlare tra loro e a guardare i cavalli.
E cos, Nigel e Mary si trovarono soli sotto le solenni arcate gotiche, davanti allaltare dove scintillava lantico reliquiario doro della santa. Si inginocchiarono in silenzio luno accanto allaltra, pregarono brevemente, poi uscirono di nuovo dalla fredda ombra della chiesa al chiaro tepore del mattino. Si fermarono prima di ridiscendere verso la strada, e rimasero per qualche momento in un imbarazzato silenzio; Mary fu la prima a romperlo.
Che cosa avete chiesto nella vostra preghiera, Nigel?
Ho pregato Dio e i suoi santi che mi sostengano nella mia impresa, e che mi facciano tornare dalla Francia perch io trovi il coraggio di presentarmi a voi e di chiedere la vostra mano.
Avete riflettuto a quello che dite? ribatt lei. Che cosa voi siate per me soltanto il mio cuore potrebbe dirlo; ma preferirei non vedervi pi anzich diminuire fosse pure di ununghia lonore e la fama che potrete conquistarvi.
Oh, mia cara, dolce Mary! Come potreste fare una cosa simile quando sar proprio il vostro pensiero a dare forza al mio braccio e al mio cuore?
Riflettete bene, ve lo ripeto, e non consideratevi impegnato dalle parole che avete appena detto. Siano per voi soltanto come una brezza profumata che passa. Il vostro animo desidera la gloria e lonore, come ha sempre desiderato: pu trovarvi posto anche lamore?  forse possibile che desiderio di onore e amore vi abbiano la stessa intensit? Non ricordate che molti cavalieri preferirono escludere le donne dalla loro vita per darsi interamente, anima e corpo, al loro sogno: lonore e la gloria? Potrebbe accadere che, per evitarmi un dolore, voi rinunciaste a unimpresa nobile ma troppo rischiosa. Riflettete bene prima di rispondere, mio dolce signore, perch mi si spezzerebbe il cuore se per amor mio doveste rinunciare alle vostre nobili speranze, allavvenire di gloria che vi attende.
Nigel la guard con occhi che sembravano accesi da una fiamma. Il viso di Mary, illuminato dalla sua nobilt danimo, si era trasformato sino a divenire bello, di una bellezza pi avvincente di quella di Edith. Si inchin alla maest della donna e baci la mano che lei gli porgeva.
Voi siete come una lampada che illumina i miei passi, un lume che rischiara il mio cammino rispose, riprendendo una frase della Scrittura. Le nostre anime cercano entrambe la via dellonore; come potremmo separarci se abbiamo una meta comune?
Mary scosse la testa.
Ora vi sembra sia cos, Nigel, ma col trascorrere degli anni potreste pensare in modo diverso. Quale prova posso avere che vi sarei di stimolo e non di impaccio?
Ve la dar con le mie imprese questa prova. Ascoltatemi, Mary: qui, davanti alla chiesa di santa Caterina, oggi, giorno di santa Margherita, giuro che compir in vostro onore tre imprese onorevoli, e le compir prima di rivedere di nuovo il vostro viso, per dimostrarvi che lamore che vi porto non mi  di ostacolo, ma al contrario mi sprona a percorrere il sentiero dellonore.
Il viso di Mary risplendeva di gioia, di amore, di orgoglio.
Anchio rispose giuro presso il santuario di santa Caterina che rimarr libera per voi fino a quando voi tornerete, dopo aver compiuto le tre imprese. E giuro che se voi doveste, Dio non voglia, cadere nel compierle, prender il velo nel monastero di Shafford e non guarder mai pi in viso un uomo. Datemi la vostra mano, Nigel.
Si tolse un cerchio di filigrana doro e glielo mise al polso, leggendo ad alta voce il motto francese che vi era inciso: "Fais ce que dois, adviegne que pourra: ainsi cest command au chevalier". Poi si abbracciarono e baciandosi con infinita tenerezza si scambiarono nuovamente una promessa di fedelt e di amore. Sarebbero forse rimasti a lungo cos, ignari del tempo, se la voce forte di sir John non li avesse chiamati con impazienza. Si affrettarono allora a ridiscendere lungo il sentiero tortuoso fino alla strada.
Sir John volle accompagnare Nigel al crocicchio per Shafford. L si congedarono, ma il vecchio cavaliere e la figlia rimasero a lungo a guardare i viaggiatori che si allontanavano. Nigel, quanto a lui, prima di entrare nella oscura foresta di Chantry, si volt pi di una volta a salutare con un cenno della mano. Poi gli alberi li tolsero alla sua vista; ma molto tempo dopo, quando una radura gli scopr nuovamente il crocicchio, Nigel vide che sir John tornava lentamente verso la collinetta di santa Caterina, mentre Mary rimaneva immobile dove lui laveva lasciata, tendendosi come per vederlo unultima volta. Fu un istante appena; subito quella visione scomparve.
Ma se gli amici di Nigel sapevano della sua partenza quella mattina, anche i suoi nemici non la ignoravano. I due viaggiatori uscivano appena dalla foresta e cominciavano a salire il sinuoso pendio che conduceva alla vecchia Cappella dei Martiri, quando, con un sibilo simile a quello di un serpente infuriato, una lunga freccia pass sotto la pancia di Pommers e and a piantarsi a terra, dove rimase vibrando a lungo. Unaltra sfior la testa di Nigel mentre lui si voltava a cercare con lo sguardo il nemico invisibile. Allora Samkin colp con forza sulla groppa il grande sauro, e Pommers si lanci come il vento, percorrendo duecento braccia prima che il cavaliere riuscisse a trattenerlo. Samkin lo seguiva con tutta la velocit possibile, curvo sul collo della giumenta, mentre intorno gli sibilavano altre frecce.
Sul mio onore! esclam Nigel, pallido di collera, quando infine riusc a fermare Pommers. Come ti permetti di colpire il mio cavallo per farlo correre, mentre io volevo lanciarmi contro quelle canaglie? Vuoi che si dica che mi hanno fatto fuggire come un daino spaventato?
Ho fatto bene a fare quello che ho fatto, signore, e a voi non deve dispiacere ribatt Samkin imperterrito. Altrimenti, il nostro viaggio sarebbe cominciato e finito lo stesso giorno. Guardandomi indietro ho visto almeno una decina di arcieri in agguato dietro gli alberi. Guardate, dovete vedere anche voi lo scintillio delle loro cuffie dacciaio. No, vi prego, non tornate indietro, signore! Che probabilit di vittoria potete avere contro gente che si nasconde, che pu mandarvi in corpo una volata di frecce prima ancora che vi avviciniate? Se non volete pensare a voi, pensate almeno al vostro cavallo: le frecce lo ridurrebbero come un istrice.
Credi davvero che io voglia permettergli di tirare su di me come fossi un fantoccio da fiera? Nigel fremeva di rabbia impotente. Sul mio onore, indosser larmatura e andr a vedere chi sono questi traditori... Aiutami a tirarla gi dal cavallo.
No, no, signore. Non intendo aiutarvi ad andare incontro a una morte certa. E badate che non si tratta di banditi: comuni banditi non avrebbero osato tentare un assassinio a una lega di distanza dallo sceriffo di Guildford.
Credo che in fondo tu abbia ragione, Samkin annu Nigel dopo una breve riflessione. Scommetto che sono uomini di Paul de la Fosse, perch de la Fosse non ha molte ragioni per amarmi... Ehi, che ti dicevo? Eccolo,  lui in persona, laggi.
In quel momento si sent squillare un corno, e da dietro gli alberi sbucarono non dieci, ma una ventina di arcieri, che si divisero formando una lunga fila e corsero verso i due viaggiatori. Tra loro, in sella a un gran cavallo grigio, un uomo piccolo di statura, leggermente deforme, li incitava con il gesto e con la voce.
Forza, signore, andiamo, correte avanti esclam Samkin, indicando lerta che conduceva alla vecchia cappella in cima alla collina. Ancora cinquecento passi e potremo discutere con quelle canaglie laggi. No, non vi fermate, tenetevi soltanto fuori dal tiro delle frecce, finch non verr la vostra volta.
Nigel fremeva di impazienza, la mano sullelsa della spada, mentre gli arcieri avanzavano correndo; poi ricord una frase che Chandos gli aveva detto il giorno in cui era andato ad annunciargli larrivo del re, che il sangue freddo  spesso utile al guerriero pi della collera, e riconobbe che Samkin aveva ragione. Allora volse la briglia, e fra le grida di derisione degli arcieri e del loro capo galopp su per la collina, seguito da Samkin.
Ancora un po pi lontano, ancora un po pi lontano! esclamava questultimo, voltandosi di tanto in tanto a guardare. Il vento ci  favorevole, e quegli imbecilli non pensano che con il vantaggio del vento posso tirare cinquanta passi pi lontano di loro. Ecco, ci siamo. Adesso, signore, devo pregarvi di badare per un momento ai cavalli, perch il mio arco in questo momento ci  pi utile della vostra spada. Vedrete che prima che tornino a rintanarsi nel bosco riceveranno una lezione che gli far ricordare a lungo Samkin.
Larciere era balzato a terra mentre parlava e aveva incoccato una lunga freccia allarco da guerra. Le gambe saldamente piantate a terra, larco teso, aveva un aspetto cos minaccioso che gli inseguitori improvvisamente si fermarono. Due o tre tirarono contro di lui, ma le frecce, rallentate dal vento contrario, andarono a cadere pesantemente a terra, a una ventina di passi dal bersaglio. Uno solo, un arciere basso e tarchiato, dalle gambe arcuate, continu ad avanzare e lanci una freccia che cadde a una o due braccia appena da Samkin.
Bel colpo! esclam allora questultimo. Lo riconosco, il nostro amico laggi:  Black Will di Lynchmere. Ho fatto parecchie gare con lui, e so che non c un uomo in tutto il Surrey in grado di mandare cos lontano una freccia contro vento. Mio povero Will, spero che tu ti sia confessato questa mattina e abbia ricevuto lassoluzione; ti conosco da tanto tempo che non vorrei farti morire in peccato mortale...
Il grande arco, distendendosi, emise una vibrazione non dissimile da quella delle corde dellarpa. Poi Samkin torn ad abbassare larma e, curvandosi, stette a guardare la freccia che volava verso il bersaglio, incoraggiandola come si fosse trattato di un essere vivente.
Su, su, forza, addosso a quel... Per lelsa della mia spada, gli  passata sopra la testa! C pi vento di quanto credessi. Ma ora che lo so, mio povero Will, non mi sfuggirai.
Black Will stava di nuovo per prendere la mira, quando la seconda freccia di Samkin and a piantarglisi nella spalla destra. Con un urlo di rabbia e di dolore, luomo lasci cadere larco e scosse furiosamente il pugno contro lavversario, imprecando a gran voce.
Avrei potuto ucciderlo, signore spieg Samkin a Nigel ma ho preferito evitarlo, perch i bravi arcieri sono rari ai nostri giorni. Ma ora dobbiamo andarcene; si preparano ad accerchiarci e se ci riuscissero il nostro viaggio sarebbe belle finito. Prima di allontanarmi per voglio mandare un saluto a quel furfante a cavallo che li comanda.
No, no, Samkin, lascialo.  un furfante e un traditore, ma  un gentiluomo, e deve morire per altra mano che non la tua.
Come volete rispose Samkin, accigliato. Per ho sentito dire che nelle ultime battaglie di Francia molti principi e baroni sono stati uccisi da frecce inglesi, e questo non ha tolto niente alla loro nobilt; senza contare che, mentre i nostri arcieri tiravano, i gentiluomini stavano a guardare.
Questo  vero purtroppo, Samkin annu Nigel scuotendo tristemente la testa. Lo stesso Riccardo Cuor di leone mor per una freccia, e cos Aroldo, il re sassone; ma io ho un conto personale da saldare con quelluomo e non voglio pagarlo con il tuo arco, n posso affrontarlo ora, perch  un uomo senza scrupoli e farebbe intervenire i suoi arcieri. Andiamocene dunque, qui non c possibilit di farsi onore.
Samkin, che frattanto aveva tolto la corda dallarco, risal a cavallo, e i due proseguirono il cammino. Giunti sulla vetta, si voltarono a guardare. Larciere ferito giaceva a terra; accanto a lui si affollavano parecchi dei suoi compagni, mentre altri correvano su per la collina, troppo lontani, tuttavia, per poter raggiungere i due uomini a cavallo, che stavano ormai per scendere lungo laltro versante e avrebbero dunque potuto procedere ben pi rapidamente. De la Fosse rimaneva immobile, a cavallo; soltanto quando vide i due viaggiatori voltarsi indietro, li minacci con il pugno, urlando unimprecazione. Un attimo dopo la collina li nascondeva al suo sguardo.
Cos, diviso tra lamore e lodio, Nigel si conged dal paese nel quale aveva passato la prima giovinezza.
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Capitolo 14.
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I due viaggiatori seguivano ora lantica strada che attraversa lInghilterra meridionale senza volgersi mai verso Londra, perch quando venne tracciata Londra era soltanto un modesto villaggio; strada frequentatissima anche a quei tempi e chiamata Via dei Pellegrini, sebbene servisse a mercanti e guerrieri pi che ai pellegrini.
Anche quel giorno era affollata di viaggiatori. Nigel e Samkin, che non si erano mai allontanati dal loro paese, guardavano con interesse quella folla variopinta, espressione di un mondo ben diverso da quello che conoscevano. Cerano gruppi di pellegrini, che viaggiavano in compagnia per difendersi meglio dai pericoli della strada, gentiluomini seguiti da armigeri e paggi, monaci che andavano da un monastero allaltro, mercanti con lunghe file di muli carichi di merci, menestrelli, mendicanti, giocolieri, studenti, contadini. Ma Nigel si interessava soprattutto ai soldati, arcieri e armigeri che si fermavano spesso a bere alle taverne lungo la strada, salutando allegramente i passanti. Qualcuno grid frasi rozzamente scherzose a Samkin, che si volt sulla sella e rispose in modo non meno pepato fino a che non fu troppo lontano perch potessero sentirlo.
Durante il viaggio non accadde nulla di importante ai due compagni. Dormirono quella notte al priorato di Godstone, e la mattina seguente si rimisero molto presto in cammino. A Titsey appresero che i dintorni erano infestati da banditi che avevano ucciso il giorno prima tre viaggiatori; Nigel si rallegr, sperando di potersi fare onore contro di loro, ma i banditi non si videro, e non era certo possibile andarli a cercare nella foresta.
La sera si fermarono di nuovo in una sordida locanda a un miglio da Mayfield, la sola locanda dei dintorni. Samkin si gratt ferocemente tutta la notte, imprecando; ma Nigel rimase immobile e quieto. Per un uomo che voleva seguire le antiche norme della cavalleria, quei piccoli mali erano come inesistenti: sarebbe stato indegno di lui abbassarsi a notarli. Fame e sete, freddo e caldo, disagi e fastidi erano cose di cui un vero cavaliere non poteva preoccuparsi. Lanimo di Nigel era corazzato non soltanto contro i grandi mali della vita, ma anche contro i mali minori.
Erano ormai a poca distanza dalla loro meta. Avevano appena ricominciato il viaggio, la mattina seguente, quando infine si present a Nigel unimpresa che sembrava soddisfare le sue speranze pi vive.
Lungo lo stretto sentiero che serpeggiava nella foresta, veniva un uomo a cavallo, vestito di rosso, che di tanto in tanto faceva squillare una lunga tromba dargento.
Signore gli chiese Nigel quando gli fu vicino vorreste dirmi chi siete e perch suonate cos?
Luomo dalla tromba dargento scosse la testa e non rispose. Nigel ripet la domanda in francese, il linguaggio in uso tra i cavalieri, e allora luomo, dopo un altro squillo, replic:
Sono Gaston de Gastrier, scudiero del nobile e valoroso cavaliere Raoul de Tubiers, signore di Pestels, di Grimsard, di Mersac, di Leoy e di Bastanac, ma noto a tutti come signore di Pons. Per suo ordine lo precedo di un miglio preparando tutti a riceverlo; vuole che io suoni di tanto in tanto la tromba non per vanagloria ma per nobilt danimo, affinch chiunque possa desiderare di scontrarsi con lui non ignori il suo arrivo.
Con un grido di gioia Nigel balz da cavallo e cominci a slacciarsi il giustacuore.
Presto, Samkin, presto! Ecco che viene un cavaliere errante, un vero cavaliere errante. C mai stata migliore occasione di farsi onore? Su, mentre io mi tolgo gli abiti, tu prendi larmatura dal dorso del cavallo e preparala. Signore, vi prego di avvertire il vostro nobile e valoroso signore che un povero scudiero inglese lo supplica di accorgersi di lui e di compiere sulla sua persona qualche bel fatto darme.
Il signore di Pons era gi apparso in lontananza; era un uomo alto e forte, in sella a un grande cavallo che pareva riempire di s lo stretto sentiero coperto come da una volta dai rami delle querce. Indossava una completa armatura, ma la visiera alzata rivelava una folta barba nera, occhi fieri e arroganti. Sullelmo portava un piccolo guanto scuro; aveva in mano una lunga lancia sulla cui banderuola era ricamata una testa di cinghiale; lo stesso stemma era dipinto sullo scudo. Cavalcava lentamente nella foresta, solenne, minaccioso, accompagnato dal tintinnare dei pezzi della sua armatura, mentre il suono della tromba continuava a invitare i passanti a sgombrare il cammino davanti al potente signore di Pons o, per quanti fossero di sangue nobile, a misurarsi con lui.
Mai Nigel aveva potuto vedere una personificazione cos perfetta del cavaliere errante dei suoi sogni. Mentre si affrettava a liberarsi dei vestiti, non distoglieva gli occhi avidi da quella figura e mormorava una fervida preghiera a san Giorgio perch lo aiutasse nellimpresa e un ringraziamento a san Paolo che lo aveva fatto trovare sul cammino di un cavaliere cos nobile.
Ma spesso la coppa ci viene allontanata dalle labbra proprio mentre stiamo per bere. La gioia di Nigel era destinata a cambiarsi nella vergogna di un inaspettato disastro, un disastro cos strano e cos completo che per tutta la sua vita, al solo pensarci, Nigel sarebbe arrossito fino alla radice dei capelli. Stava dunque febbrilmente spogliandosi per indossare larmatura ed era rimasto in camicia e calze di seta, mentre Samkin si affannava a sciogliere pezzo per pezzo larmatura, quando lo scudiero suon ancora una volta la tromba, questa volta troppo vicino al cavallo da carico. Lanimale si imbizzarr, si impenn, scalci, poi, prima che larciere o Nigel potessero trattenerlo, corse via come se avesse tutto linferno alle calcagna, portando con s la preziosa armatura. Subito Samkin balz in sella alla giumenta e lo rincorse, e cos accadde che Nigel rimase, in camicia e calze di seta, accanto al cavallo, mentre si avvicinava la figura maestosa del signore di Pons.
Il cavaliere errante, la mente assorta nel pensiero della dama di cui portava allelmo il guanto, non si era accorto di quella strana vicenda; e vide soltanto, di sfuggita, un cavallo sauro molto grande e un giovane piuttosto piccolo, che doveva essere un pazzo, perch si era spogliato lungo il sentiero della foresta e adesso se ne stava a guardare, stralunato. Un uomo simile non meritava lattenzione del superbo signore di Pons. Il cavaliere errante prosegu inesorabile per la sua strada, guardando dritto davanti a s con gli occhi del corpo, e accarezzando con gli occhi dellanima la bella persona della sua dama, senza curarsi delluomo semivestito che ora gli correva dietro supplicandolo.
Unora, unora al massimo, cavaliere, e un povero scudiero inglese ve ne sar riconoscente fino alla morte! Degnatevi di fermare il vostro cavallo finch mi venga restituita la mia armatura. Non volete degnarvi di compiere un fatto darme sulla mia povera persona? Ve ne supplico, cavaliere, concedetemi un po del vostro tempo e qualche assalto prima di allontanarvi.
Infastidito da quelle preghiere, il signore di Pons fece un gesto di impazienza con la mano, come si scaccerebbe una mosca; ma poich non riusciva a liberarsi da quel pazzo che ora sembrava volergli prendere il cavallo per la briglia, spron e si allontan nella foresta con un rombare di tuono, certo non immaginando che due giorni dopo sarebbe stato ucciso da Lord Reginald Cobham in un campo presso Weybridge.
Quando, dopo un lungo inseguimento, ritorn con il cavallo fuggiasco, Samkin trov il suo padrone seduto su un tronco dalbero, il viso nascosto tra le mani, indicibilmente umiliato e afflitto. Non si dissero nulla, perch il caso era troppo penoso; tristi e silenziosi, ripresero il viaggio.
Poche ore dopo si fermavano in vetta a una collina, guardando meravigliati il paesaggio ai loro piedi. Davanti vedevano il mare, il bel mare azzurro punteggiato a tratti di vele bianche. Lontano, sulla destra, sorgeva la tetra fortezza di Pevensey, bassa, quadrata, possente, enorme cubo di pietra sul quale sventolava il vessillo reale dInghilterra. Tra la collina e il mare una vasta zona quasi paludosa da cui si innalzava una collina isolata, dai fianchi boscosi, coronata di torri: Winchelsea; e a Winchelsea, alla locanda della Ginestra, sir John Chandos attendeva senza dubbio il suo scudiero.
I due viaggiatori entrarono nella citt dalla porta Pipewell, dopo aver dato i loro nomi agli uomini di guardia. Avevano appena cominciato a percorrere la strada principale quando videro sir John in persona, fermo in mezzo alla strada, sorridente, attorniato da un gruppo di ragazzi che ammiravano riverenti lillustre guerriero delle cui gesta avevano sentito parlare nelle loro case, accanto al camino, nelle veglie serali.
Benvenuto, mio caro Nigel esclam subito vedendolo. E benvenuto anche a te, arciere. Mi sono trovato a passeggiare sugli spalti e ho visto da lontano il grande cavallo sauro, cos sono sceso a incontrarvi. Ebbene, che cosa  accaduto al mio scudiero, al mio cavaliere errante? Avete affrontato qualche cavaliere o soccorso dame in pericolo durante il viaggio?
No, mio signore, purtroppo non ho potuto fare nulla. Soltanto una volta ho avuto la speranza...
Ma Nigel si interruppe, arrossendo al ricordo della mancata impresa con il signore di Pons.
Non addoloratevi, Nigel, io vi dar qualcosa di pi che speranze: vi metter in grado di tuffarvi nei pericoli.  pronto ad affrontarli il mio giovane e ardente scudiero?
Nigel annu, arrossendo ancora allamichevole ironia di Chandos: Posso soltanto pregare i santi miei protettori perch mi rendano degno del compito che vorrete affidarmi.
Bene! Chandos gli mise una mano sulla spalla. Cos mi piacciono gli uomini: poche parole e molti fatti. Sono i cani che non abbaiano quelli che mordono di pi. Restate qui con me: torneremo sugli spalti. Tu, arciere, porta i cavalli alla locanda della Ginestra e di ai miei servi che li facciano imbarcare prima che sia notte. Partiremo allora seconda dopo il coprifuoco.
Samkin obbed, e i due uomini salirono agli spalti dal lato che fronteggiava il mare. Fino alla punta Dungeness le acque erano tranquille, ma pi oltre le onde, mosse dal vento che spirava al largo, si facevano verdastre, coronate da una schiuma biancastra. Quella vista faceva palpitare di gioia e di desiderio il giovane scudiero, che sentiva il sangue scorrergli pi rapido e pi caldo nelle vene. Oltre il mare si stendeva la terra di Francia, dove era ancora possibile guadagnarsi onore e fama... Poi il suo sguardo si ferm sul porto, brulicante di navi piccole e grandi, dal peschereccio alla galea da trasporto. Una galea usciva in quel momento al largo, con il vessillo di san Giorgio che sventolava alto sulle vele purpuree, e il ponte scintillante di acciaio da poppa a prua. Vedendola, Nigel diede in unesclamazione di piacere.
Vedete disse Chandos quella  la Trinit, la nave sulla quale mi trovavo alla battaglia di Sluys. Allora il ponte era rosso di sangue... che giornata terribile! Guardate ora laggi, vi prego, e ditemi se avete mai visto uno spettacolo pi bello.
Chandos rimase a lungo a passeggiare sugli spalti, mostrando al suo giovane scudiero tutto quello che cera da vedere a Winchelsea, trovando modo di accennare di tanto in tanto a quelli che sarebbero stati i suoi doveri, insegnandogli qualche astuzia di guerra. Molte volte, nel corso della sua vita tumultuosa, Nigel sarebbe ritornato con il pensiero a quellora, a quella passeggiata di fronte al mare con il grande guerriero, e avrebbe ricordato i consigli che ne aveva avuto, dei quali aveva potuto spesso apprezzare la saggezza. 
Ma forse, Nigel disse a un certo momento sir John voi siete come molti altri giovani che, pur andando per la prima volta alla guerra, ne sanno gi tanto che dargli dei consigli sarebbe sprecare il fiato.
No, mio signore; io non so nulla, se non che cercher di compiere il mio dovere e di farmi onore, o di morire degnamente sul campo.
La vostra umilt  saggezza, ragazzo; chi pi si intende di guerre pi sa di non sapere abbastanza. Vedete, non ci sono in tutta la cristianit cavalieri migliori dei francesi; eppure spesso li abbiamo vinti, perch nelle guerre contro la Scozia o altri avversari abbiamo imparato qualcosa di nuovo.
Nigel sospir. Credevo disse che con la mia lancia e con Pommers avrei potuto farmi onore, ma vedo che ci sono mille altre cose da imparare. Come far, io che so appena leggere e scrivere, sebbene padre Matthew mi abbia rotto sulle spalle pi di una verga?
Quello che c da imparare non lo si impara soltanto sui libri, ma con lesperienza ribatt sorridendo sir John. Voi avete gi quello che soprattutto  necessario a un cavaliere: uno spirito di fuoco. Il resto lo imparerete poi, come lo abbiamo imparato noi tutti... Ebbene, che c ora?
Un uomo di bassa statura, paonazzo in viso, che dallabito sembrava un bravo borghese, si avvicinava infatti correndo, i capelli grigi al vento. Vedendo Chandos, diede in unesclamazione di gioia e affrett ancora il passo; cos, quando infine lo raggiunse, si ferm ansando, senza poter parlare, agitando disperatamente le mani.
Che cosa c, mastro Wintersole? chiese Chandos, calmandolo col gesto e col tono della voce. Piano, piano, riprendetevi.
Le carte! riusc infine a balbettare il nuovo venuto. Oh, sir John, le carte!
Ebbene? Che cosa  accaduto delle carte, amico mio?
Le carte! ripet smarrito mastro Wintersole. Giuro che non  colpa mia... Le avevo chiuse nel forziere... Ma hanno forzato la serratura e le carte sono scomparse.
Scomparse! ripet Chandos, e si fece scuro in viso. Riprendetevi, non statevene l a balbettare come un bambino di tre anni, e raccontate esattamente che cosa  accaduto. Volete dire che qualcuno ha portato via le carte?
Proprio cos, mio signore. Sono stato tre volte sindaco di questa citt, e non si sono mai verificati incidenti in problemi di interesse pubblico affidati a me. Lo scorso mese, per non andare troppo lontano con la memoria, ho avuto da Windsor lordine di preparare un banchetto per venerd, e si era a marted! Un banchetto con mille sogliole, quattromila pesci di razze diverse, cinquecento gamberi, mille aragoste...
Non dubito che non abbiate rivali nel rifornire di pesce i banchetti lo interruppe con impazienza Chandos ma quelle carte? Le avevo affidate a voi, e ora dove sono?
Scomparse, sir John, scomparse! Me le hanno portate via!
Portate via! Chi ha osato fare una cosa simile?
 proprio quello che non so. Ero uscito dalla stanza, e quando sono tornato, dopo il tempo che ci pu volere a recitare lAngelus, ho visto il forziere aperto, con la serratura rotta... e le carte erano scomparse!
Ma non avete sospetti?
Ecco, mio signore, vedete, avevo da pochi giorni un servo, e da quel momento non lho pi rivisto. Ho mandato uomini a cavallo a cercarlo sulla strada di Udimore e su quella di Rye, con lordine di ricondurlo se lo trovavano... Con laiuto di san Leonardo, lo prender di sicuro, perch lo si riconosce da lontano, soltanto per il colore dei capelli...
Ha forse i capelli rossi? lo interruppe nuovamente Chandos, preso da un dubbio improvviso. Ed  piccolo di statura, il viso lentigginoso, i movimenti rapidissimi?
Proprio cos, mio signore, proprio cos; lo conoscete?
Chandos strinse i pugni e si avvi per scendere dagli spalti, seguito da Nigel e dallo stesso Wintersole; quindi rispose, il volto cupo:
Di nuovo lui, sempre lui, luomo che chiamano il Furetto Rosso! Lho conosciuto in Francia, dove ci ha fatto pi danno di una compagnia di armigeri. Parla linglese come il francese, ed  cos astuto e coraggioso che riesce a scoprire qualunque segreto. Non c in tutta la Francia un uomo pi pericoloso di lui, perch, sebbene sia di sangue nobile e gentiluomo, preferisce fare la spia anzich il guerriero: dice che spiare  pi pericoloso e che c dunque pi onore.
Ma erano proprio tanto importanti, mio signore, quelle carte? chiese il sindaco, di nuovo ansante perch faticava a tener dietro a sir John. Se ho capito bene quando me le avete affidate raccomandandomi di custodirle, si trattava soltanto di un elenco delle cose da mandare a Calais dopo la vostra partenza...
E non basta, sciocco che non siete altro? proruppe Chandos, spazientito. Non capite che i francesi sospettano qualche tentativo da parte nostra e hanno mandato il Furetto Rosso, come tante altre volte, perch cercasse di scoprire il segreto? Ora il Furetto sa che quelle provviste vanno a Calais, e i francesi che attendono nei pressi di Calais staranno in guardia, con il risultato che il piano del re  fallito. Lo capite ora?
Ahim, s! Ma per andare in Francia, il Furetto dovr pur servirsi di una nave, e allora noi possiamo ancora fermarlo. Si  allontanato da meno di unora.
Se non aveva un battello ad aspettarlo a Rye o a Hythe... No,  forse pi probabile che abbia predisposto tutto per partire da qui... Ecco, guardate quella nave laggi: giurerei che ha a bordo il Furetto Rosso.
Chandos si era fermato davanti alla locanda della Ginestra, dove alloggiava, e adesso osservava il porto esterno, distante due miglia, e unito, mediante un tortuoso canale, a un bacino situato alle falde della collina su cui era costruita la citt. Ne usciva in quel momento, a vele spiegate, una piccola goletta, beccheggiando violentemente sulle onde che un forte vento di sudovest cominciava a ingrossare.
Non  una nave di Winchelsea, quella disse il sindaco.  pi lunga delle nostre, e la poppa ha una forma diversa.
Bisogna raggiungere quel demonio! esclam Chandos. I cavalli, presto! Andiamo, Nigel, corriamo al porto.
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Capitolo 15.
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Una rapidissima corsa di due miglia, prima lungo un sentiero ripido, poi in una pianura tutta sterpi ed erbacce, condusse i due guerrieri sulla banchina del porto esterno. Una decina di navi erano pronte a salpare per Bordeaux o La Rochelle, e la banchina brulicava di marinai, scaricatori, pescatori, mercanti, che si davano da fare tra le botti e le balle di lane.
Chi  il capitano del porto e dov? grid sir John fermando il cavallo e balzando a terra.
 Badding rispose qualcuno, dal gruppo che si era affrettato a cedere il passo davanti ai due cavalieri sopraggiunti con tanta furia. Dove sei, Badding? Cock Badding, Cock Badding, vieni subito!
Un momento dopo, facendosi ruvidamente largo tra la folla, arriv un uomo di bassa statura ma dalle spalle larghe e dal collo taurino, abbronzato dal sole, con un cencio rosso avvolto attorno alla testa e le maniche rimboccate sulle braccia muscolose. Dalla tempia alla bocca, una larga cicatrice gli attraversava il viso dallespressione rabbiosa.
Insomma, signori, non potete aspettare il vostro turno? chiese con una voce che rimbombava come il tuono. Non vedete che stiamo rimorchiando la Rosa di Guienna per approfittare della bassa marea? Dovete venire a disturbarci proprio adesso? Il vostro carico sar a bordo in tempo, non preoccupatevi; tornatevene in citt a passare il tempo e lasciateci lavorare in pace.
Ma  sir John Chandos! esclam qualcuno della folla.  proprio sir John.
A quel nome rispettato e temuto, il capitano si fece subito pi benevolo, arrivando persino a sorridere.
Oh, sir John disse non vi avevo riconosciuto. Scusate se ho parlato bruscamente, ma qui al porto siamo sempre tormentati da nobilucci da quattro soldi che vengono qui a dire che hanno fretta, che vogliono questo o questaltro, e non fanno che ostacolarci nel lavoro... Ditemi, vi prego, che cosa posso fare per voi?
Che nave  quella, dove va? rispose brevemente Chandos, indicando la goletta che gi era lontana sebbene procedesse lentamente.
 la Pucelle, una goletta venuta dalla Guascogna a scaricare vino, che ritorna in Francia.  appena partita.
Qualcuno  forse salito a bordo allultimo momento?
No che io sappia; non ho visto nessuno.
Io s esclam un marinaio. Ero sullorlo della banchina quando  arrivato correndo un tale dai capelli rossi che ansava come un mantice. Mi ha dato una spinta che per poco non mi gettava in acqua, e prima che potessi prenderlo a pugni per insegnargli a vivere si  arrampicato a bordo, veloce come uno scoiattolo. La goletta ha sciolto subito le gomene ed  salpata.
 lui esclam Chandos; in poche parole spieg a Badding di che cosa si trattava, mentre tutti gli si affollavano intorno ad ascoltare.
Sir John ha ragione osserv un marinaio. Guardate la rotta della Pucelle: va in Piccardia, non in Guascogna.
Allora non c che da raggiungerla disse risolutamente Badding. C la mia Maria Rosa pronta a salpare; coraggio, ragazzi, chi di voi  pronto a fare questo viaggio? Badate per: ci sar da menare le mani.
Parecchi marinai, senza neppure rispondere, corsero direttamente verso la Maria Rosa, attraccata alla banchina; ma Badding voleva scegliere lui gli uomini, e li ferm.
No, tu no, Jerry; di fegato ne hai,  vero, ma sei troppo grasso. Vediamo: tu, Luke, e tu, Thomas, poi i due Deede e William di Sandgate... Voi manovrerete la nave. E adesso qualcun altro pronto a menare le mani. Voi venite, cavaliere?
Vi prego, mio signore, lasciate che vada anchio! preg Nigel, a cui Badding si era rivolto, e Chandos  acconsent subito.
Andate pure, Nigel; penser io a portarvi a Calais il cavallo e il bagaglio, perch parto questa sera.
Vi rivedr dunque laggi, mio signore; con laiuto di san Paolo, avr con me il Furetto Rosso e le carte.
Ma Badding era impaziente. A bordo, a bordo esclam, mentre gi i marinai cominciavano la manovra. Ebbene, adesso che cosa succede? Voi chi siete? Indietro!
Le ultime parole erano rivolte a Samkin, che aveva seguito il padrone e adesso, avendo appreso come stavano le cose, si faceva largo per salire a bordo.
Dove va il mio padrone vado anchio disse. Perci toglietevi di mezzo, capitano, o potreste andare a gambe allaria.
Sullanima mia! esclam Badding. Se avessi tempo, ti darei una buona lezione prima di salpare. Togliti di mezzo e fai passare chi deve passare.
Fate largo, vi dico! ribatt Samkin e, afferrato Badding alla cintola, lo gett in acqua.
Dalla folla si levarono grida di collera, perch Badding era leroe dei Cinque Porti e nessuno era mai riuscito ad affrontarlo; quando poi, con una bracciata, raggiunse una gomena e torn a terra, tutti rimasero in silenzio, spaventati, a vedere che cosa sarebbe successo di quellarciere temerario. Ma Badding diede in una gran risata, mentre si scrollava di dosso lacqua e si asciugava il viso, e disse:
Ti sei guadagnato un posto a bordo, arciere: sei proprio luomo che fa per noi. E adesso, vediamo, dov Black Simon?
Sono qui, Cock; grazie di avermi lasciato un posto.
Puoi venire anche tu, Hugh Baddles, e tu, Hal Masters, e tu, Dicon. Ecco, adesso basta cos. E ora avanti, altrimenti sar notte prima che raggiungiamo la Pucelle.
La nave era pronta a salpare. Mani volonterose sciolsero le gomene e le lanciarono sul ponte; poi il vento gonfi le vele, e la Maria Rosa, vibrando tutta, usc in mare aperto. Era una nave veloce, e, comandata da Cock Badding, per met mercante e per met pirata, aveva guidato nel porto di Winchelsea molte navi catturate nel Canale, il cui carico era stato pagato con il sangue, non con il danaro. Era piccola, ma la velocit e il coraggio del suo capitano lavevano resa temibile lungo la costa francese; non erano poche le navi che spiegavano tutte le vele nel timore di vedere allorizzonte la vela purpurea della Maria Rosa, riconoscibile dallimmagine di san Cristoforo dipinta in oro.
Ora navigava rapidamente, beccheggiando tra le onde agitate, mentre Cock Badding percorreva su e gi il ponte gridando ordini e sorvegliando la manovra, fermandosi ogni tanto a guardare la Pucelle, diretta verso le coste francesi che si profilavano come unincerta linea allorizzonte.
Sul mio onore! esclam a un certo punto Nigel. Mi sembra che la stiamo raggiungendo, mastro Badding.
Il capitano guard ancora la goletta, poi il sole che si avviava al tramonto.
Abbiamo ancora quattro ore di luce disse ma se non labbordiamo prima di sera, ci sfuggir, perch le notti sono buie come la gola di un lupo, e se cambiasse rotta non potrei seguirla.
Sempre che non indoviniate verso quale porto  diretta e non riusciate ad arrivarci prima.
Questa  davvero unidea approv Badding. Se deve portare notizie ai francesi che attendono nei pressi di Calais,  probabile che vada ad Ambletuse anzich a Saint-Omer. Ma questa carcassa fa tre nodi e la Pucelle ne fa appena due: ho ancora speranza di raggiungerla. Ma tu, arciere, che hai adesso? Ti  passato tutto quellentusiasmo che avevi quando sei venuto a bordo, eh, che ne dici?
Samkin, seduto su un rotolo di cordami e appoggiato con le spalle al parapetto, gemeva in modo straziante, tenendosi tra le mani il viso diventato verdognolo.
Ti getterei molto volentieri di nuovo in mare disse se facendolo potessi scendere da questo tuo maledetto guscio di noce. Se poi hai voglia di prenderti la rivincita, questo  il momento propizio, perch nelle condizioni in cui sono mi lascerei gettare in acqua. Non avrei mai creduto che unora di mare potesse fare di Samkin Aylward un buono a nulla. Ah, se non avessi mai lasciato Crooksbury!
Cock Badding scoppi in una sonora risata.
Via, arciere, non prendertela tanto! Uomini pi grandi e migliori di te si sono trovati su questo ponte, e li ho visti contorcersi e gemere. Una volta ho trasportato in Francia con dieci dei suoi migliori cavalieri lo stesso Principe Nero, e non ho mai visto facce pi tristi di quelle durante la traversata; ma un mese dopo, a Crcy, hanno dimostrato di non essere dei buoni a nulla, come sono certo farai tu, al momento opportuno. Appoggia quella testaccia sulle tavole del ponte, distenditi, e vedrai che starai meglio... Andiamo avanti bene, mi pare, ci avviciniamo alla Pucelle.
Era infatti evidente, anche per occhi non esercitati come erano quelli di Nigel, che la Maria Rosa guadagnava continuamente velocit sulla goletta, che ora si distingueva nettamente. Erano ormai visibili anche dieci o dodici uomini sul ponte, e lo scintillare dellacciaio dimostrava che si erano accorti dellinseguimento e si preparavano a resistere.
Cock Badding cominci allora a raccogliere i suoi. La ciurma era composta di sette marinai armati di daghe, che avevano partecipato con lui a parecchi scontri, mentre Badding aveva una sua arma particolare, che ancora viene ricordata nei Cinque Porti, un maglio da fabbro del peso di una ventina di libbre. Bisognava poi contare Nigel, impaziente di menare le mani, lafflitto Samkin, Black Simon, soldato di provato valore, e tre arcieri, Baddles, Masters e Dicon, tutti veterani delle guerre di Francia. Il numero degli uomini si equivaleva dunque nelle due navi, e Badding, di fronte allo sguardo coraggioso degli uomini in attesa di battersi, poteva avere ben pochi dubbi sullesito dello scontro.
Ma a un tratto si accorse di una circostanza che avrebbe potuto essere pi pericolosa per lui della resistenza nemica. Il vento era caduto, e a una a una le vele pendevano inerti lungo lalberatura. Anche il mare si calmava, le onde si facevano lunghe e basse; tutto annunciava una bonaccia. Fu inutile far spiegare ogni centimetro della velatura: la nave rallent, e infine rimase immobile, sollevata soltanto a intervalli da un rullio che strappava nuovi gemiti allo sventurato Samkin. Il disco solare stava per toccare la linea dellorizzonte.
Con la sua lunga esperienza, Badding comprese che quella sera era inutile sperare nel vento. Guard rabbiosamente la goletta francese, immobile a meno di un quarto di miglio di distanza, e scosse il pugno verso gli uomini che vedeva allineati a poppa. Uno di loro, in un gesto di derisione, agit uno straccio bianco verso la nave inseguitrice; Badding imprec a gran voce.
Eppure devo abbordarla! proruppe. In acqua la scialuppa, ragazzi. Will, lega forte la gomena a prua. Tu e io, Hugh, ai remi. Se lavoreremo a dovere, raggiungeremo quella goletta dinferno prima che sia notte.
La piccola imbarcazione venne subito calata in mare, la gomena legata a prua. Poi Cock Badding e Hugh, ai quali si erano aggiunti altri due, remarono rabbiosamente fino a spezzare quasi i remi, e la Maria Rosa, rimorchiata dalla scialuppa, cominci a muoversi lentamente. Ma subito anche la goletta mise in acqua una scialuppa pi grande, con quattro rematori, e torn anchessa a muoversi, avanzando pi rapida della nave nemica.
Di nuovo Cock Badding si infuri, di nuovo minacci col pugno gli avversari; poi, comprendendo linutilit del suo stratagemma, risal a bordo, pallido per la collera.
Maledetti! rugg. Ce lhanno fatta! Sir John pu rinunciare alle sue carte:  sera ormai e non vedo come potremmo raggiungere quei cani.
Nigel aveva osservato la manovra standosene appoggiato al parapetto e pregando di volta in volta san Paolo, san Giorgio e san Tommaso perch mandassero un soffio di vento, quanto bastava per raggiungere la goletta. Rimaneva in silenzio, ma fremeva di impazienza. Quando sent le parole senza speranza del capitano, corse per verso di lui, acceso in volto.
Sul mio onore, mastro Badding esclam se ora rinunciamo non potremo mai pi guardare in viso un uomo di coraggio senza arrossire di vergogna! Dobbiamo portare a termine questa sera limpresa o non ritornare mai pi a terra, lo capite?
Col vostro permesso, vi dir al contrario che parlate come uno sciocco ribatt ruvidamente Badding. Quando vi trovate in mare, voi e tutti i vostri pari siete come bambini. Non lo vedete che non c vento, e che i francesi possono avanzare a remi pi velocemente di noi? Che diavolo vorreste che facessimo?
Ritorniamo nella scialuppa e remiamo verso la goletta. La prenderemo o moriremo degnamente.
Quelle parole dovevano esprimere lopinione di quasi tutti i presenti, perch ci furono grida di approvazione da parte degli arcieri e dei marinai. Lo stesso Samkin si raddrizz a sedere, con un pallido sorriso. Ma Cock Badding scosse la testa.
Non ho mai trovato nessuno che volesse condurmi a combattere e che io non volessi seguire disse ma questa  una vera pazzia, e dovrei essere pazzo anchio per rischiare senza speranza la nave e gli uomini. Avete riflettuto, amico, che la scialuppa pu contenere al massimo cinque uomini, mentre la Pucelle ne ha una quindicina, e che bisogner attaccare arrampicandosi sui fianchi della nave, in condizioni di svantaggio? Quali probabilit di vittoria potremo avere? No, nessuno dei miei uomini andr, ve lo dico io.
E allora, mastro Badding, devo pregarvi di prestarmi la scialuppa, perch alle carte di sir John non si pu rinunciare tanto facilmente, sullanima mia! Se nessuno vorr venire con me, andr da solo.
Il capitano sorrise a quella che sembrava una spacconata; ma il sorriso gli mor sulle labbra quando vide Nigel avviarsi verso la corda dalla quale ci si calava nella scialuppa, che ancora non era stata riportata a bordo. Senza ombra di dubbio, quel demonio di scudiero avrebbe fatto quello che aveva detto. E nello stesso momento Samkin si alz, si sostenne un istante al parapetto, poi raggiunse vacillando il padrone.
Ecco qualcuno che verr con voi, signore, o non avrei mai pi il coraggio di guardare in faccia le ragazze di Tilford. E voi, arcieri, venite con me, e lasciamo queste aringhe salate nel loro barile!
Subito i tre arcieri andarono a schierarsi accanto al compagno; stavano per calarsi nella scialuppa quando li raggiunse Cock Badding, al quale non sembrava possibile che qualcun altro dovesse partecipare a unimpresa tanto rischiosa lasciando lui indietro.
Facciamo pure come volete url. Ma che san Leonardo ci protegga, perch non ho mai visto unimpresa pi arrischiata. Dovr essere io il capo, per, se davvero si deve andare: voi vi intendete di navi come io di cavalli da guerra. La scialuppa pu portare soltanto cinque uomini; chi deve venire?
Vi furono molte proteste, perch nessuno voleva rimanere nella nave; Badding allora afferr il suo maglio come per dar maggior forza ai suoi ordini.
Vediamo disse. Andremo io, voi, signore, che avete avuto questa bella idea per farci ammazzare tutti, Black Simon, la migliore spada dei Cinque Porti, e due arcieri, che remeranno e forse potranno mettere fuori combattimento qualcuno dei francesi prima che abbordiamo la nave. Tu, Hugh, e tu, Dicon. E ora avanti!
Che cosa? url Samkin. E io dovrei rimanere indietro? Io, che appartengo al mio signore? Guai allarciere che scende a prendere il mio posto!
No, ti ordino di rimanere, Samkin intervenne Nigel sei ammalato; ma Samkin ribatt tenacemente:
Ora che il mare si  calmato, sto di nuovo bene. Vi prego, mio signore, non mi lasciate indietro!
Basta, basta! proruppe seccamente Badding. Che ne sai tu, amico, di barche? Perch dovresti prendere il posto di un uomo pi utile? Affrettiamoci, o non avremo pi luce.
Ah, davvero? Samkin misur con lo sguardo la distanza tra le due navi. Io ho percorso dieci volte a nuoto senza mai uscire dallacqua lo stagno di Frensham: sarebbe molto strano che non riuscissi ad arrivare laggi. Andate pure. Per le ossa delle mie cinque dita! Samkin Aylward arriver insieme a voi.
Badding si strinse nelle spalle, senza degnarsi di rispondere. Poco dopo, spinta dai remi del capitano e di Dicon, la scialuppa si stacc dalla nave avanzando verso la goletta. Nigel e Black Simon stavano rannicchiati a poppa, un altro arciere era prua. A quella vista, dalla Pucelle si alz un urlo di sfida, e tutti si accalcarono al parapetto, a poppa, agitando le armi. Gli uomini rimasti sulla Maria Rosa guardavano, silenziosi e gravi.
I cinque erano ormai cos vicini alla goletta che, anche nella luce debole del crepuscolo, era possibile vedere bene i francesi. Uno di loro richiamava in particolare lattenzione, una specie di gigante dalla pelle abbronzata, con una gran barba nera, il berretto rosso, e unascia da guerra sulla spalla. Ce ne erano altri dieci forti e bene armati, e infine tre, piccoli di statura, che sembravano ragazzi.
Se provassimo a fargli arrivare qualche freccia? disse Hugh Baddles. Sono gi a portata di tiro.
Pu tirare soltanto uno di voi: non c posto a sufficienza rispose Badding. Prova pure, Hugh, poi abborderemo.
Larciere si alz, si mise bene in equilibrio nella piccola imbarcazione mossa appena dalle lunghe ondate pigre, tese larco e tir; ma la scialuppa si mosse proprio in quel momento, e la freccia and a cadere in acqua. La seconda pass al disopra della goletta, la terza and a infiggersi nel fianco. Baddles tir altri nove colpi, e cos rapidamente che a volte una freccia partiva quando laltra non era ancora arrivata al bersaglio, ma senza nessun apparente risultato se non quello di allontanare i nemici dal parapetto. Tuttavia si erano sentite delle grida a bordo della goletta.
Adesso basta disse allora Badding. Uno  stato colpito, forse anche due. Avanti ora, avanti, prima che si riprendano!
Ricominciarono a remare con forza, ma avevano fatto appena una decina di braccia quando sentirono un sibilo pesante, poi un colpo simile a quello di un sasso che batta contro un muro. Baddles si port le mani alla testa, mand un gemito e cadde in avanti, scivolando in acqua. Subito si sent un altro sibilo, e un quadrello di balestra and a infiggersi nel legno della scialuppa.
Forza, forza! rugg Badding, piegandosi sul remo. San Giorgio e lInghilterra, san Leonardo e Winchelsea! Forza, forza!
Ma di nuovo si sent quel terribile sibilo, e Dicon cadde, con la spalla trafitta.
Dio mi aiuti! mormor lasciandosi sfuggire il remo. Non posso pi remare.
Badding gli prese il remo, ma soltanto per virare di bordo e mettere la prua verso la Maria Rosa: lattacco era fallito.
Che cosa fate, ma che cosa fate ora? chiese vivamente Nigel. Perch ritorniamo indietro?
Non vedete? Abbiamo perduto gi due uomini, e l ce ne sono altri dodici pronti a riceverci. Ritorniamo indietro, prendiamo altri due uomini, poi metteremo un riparo di legno per proteggerci dai colpi di balestra e ricominceremo. Bisogna fare molto presto, per, o sar buio.
Vedendo che la scialuppa si allontanava, i francesi avevano mandato urla di gioia, poi si erano messi a saltare come matti, brandendo le armi; ma, prima che quelle manifestazioni di entusiasmo fossero finite, si vide la scialuppa uscire di nuovo dallombra della Maria Rosa e avanzare, protetta da un gran riparo di legno sistemato a prua. Dicon, larciere ferito, era stato riportato a bordo; il suo posto sarebbe stato dato a Samkin Aylward se Nigel fosse riuscito a trovarlo sul ponte; ma non cera tempo di cercarlo per tutta la nave, e nella scialuppa si calarono Hal Masters, il terzo arciere, e uno dei marinai, Wat Finnis.
Ormai al riparo dai tiri mortali della balestra, i cinque uomini, decisi a vincere o a morire, si avvicinarono alla Pucelle e riuscirono a balzare sul ponte arrampicandosi lungo il fianco. In quel preciso momento un grosso pezzo di ferro lanciato dai francesi sfond la scialuppa, che lentamente affond: ormai non era possibile tornare indietro.
Il balestriere francese i cui colpi avevano ucciso Baddles e ferito Dicon era vicino allalbero maestro, pronto a tirare. Ne avrebbe ucciso almeno un altro, di quel gruppo sparuto che si era arrischiato a irrompere a bordo... Ma listante di esitazione nella scelta della sua vittima gli fu fatale, perch la corda dellarco di Hal Masters vibr in quellistante, e la lunga freccia and a infiggersi nella gola del balestriere, che cadde sul ponte, un rivolo di sangue che gli colava dalla bocca.
Un momento dopo, la spada di Nigel e il maglio di Badding avevano ridotto di due unit i difensori della Pucelle e frenato limpeto con cui questi si lanciavano contro i nemici. Ma se i cinque inglesi erano sul ponte, non potevano sperare di rimanervi a lungo. Brettoni e normanni, i marinai della goletta erano uomini forti e risoluti, bene armati, abituati al combattimento, e subito si lanciarono contro gli assalitori attaccandoli da ogni parte. Black Simon si trov alle prese con il capitano della Pucelle, il gigante dal berretto rosso, e lo stese sul ponte con un colpo di spada, ma in quello stesso momento fu colpito alla testa da un altro avversario e cadde a sua volta, gravemente ferito. Wat Finnis, il marinaio, fu ucciso da un tremendo colpo di scure. Anche Nigel cadde; ma si rialz subito e trafisse chi lo aveva colpito.
Tuttavia, con Badding e Masters, era stato costretto a indietreggiare fino al parapetto. L i tre inglesi si difendevano disperatamente contro lequipaggio della goletta, quando una freccia, apparentemente venuta dal mare, colp a morte uno dei francesi. Subito unaltra scialuppa accost alla goletta, e quattro degli uomini della Maria Rosa balzarono sul ponte. Con fulminea rapidit, i francesi superstiti furono uccisi o disarmati. La Pucelle era stata catturata, e nove cadaveri dimostravano quanto fosse stato violento lattacco e disperata la resistenza.
Ansante, Cock Badding si appoggi sul maglio insanguinato.
Sullanima mia! disse. Credevo che questo gentiluomo ci avesse portati alla morte, e invece!... Sia ringraziato Iddio, siete venuti al momento giusto, ragazzi. Non riesco a capire come abbiate fatto, ma, a quel che vedo, deve essere stato larciere a condurvi...
Samkin Aylward, ancora pallido per il mal di mare e grondante acqua da capo a piedi, era stato infatti il primo dei soccorritori a balzare sul ponte. Nigel lo guardava meravigliato.
Ti ho cercato sulla Maria Rosa, Samkin disse. Doveri?
Ero in mare, signore, e, per lelsa della mia spada! sembra che il mio stomaco preferisca stare in mare anzich sul mare. Quando vi siete allontanati la prima volta, vi ho seguito a nuoto, avendo visto la scialuppa dei francesi assicurata alla goletta con una semplice gomena e avendo pensato di potermene impadronire durante il combattimento. Lavevo infatti gi raggiunta, quando siete tornati indietro; allora mi sono nascosto dietro la scialuppa e ho pregato con un fervore con cui non pregavo da molto tempo. Poi siete ritornati, e dal momento che nessuno badava a me, sono entrato nella scialuppa, ho tagliato la gomena e ho remato fino alla Maria Rosa per prendere altri compagni.
Sullanima mia! esclam Nigel. Hai agito con molta saggezza; credo sia stato tu, pi di tutti noi, a guadagnarti onore in questa impresa. Ma dov dunque il Furetto Rosso? Non vedo nessuno, tra i morti o tra i vivi, che somigli alluomo descritto da sir John. Sarebbe una vera disgrazia per noi se, nonostante tutto, fosse riuscito ad andare in Francia con unaltra nave!
Non lontano dallalbero maestro cera un boccaporto dal quale si scendeva nellinterno della goletta; gli inglesi vi si avvicinarono per scendere a cercare il Furetto Rosso quando una improvvisa apparizione li immobilizz.
Nellapertura buia era apparsa una testa chiusa nellelmo; poi, lentamente, dal boccaporto sal un cavaliere chiuso nellarmatura, con la visiera abbassata e in mano lazza. Tenendola sollevata, lo sconosciuto avanzava verso i nemici, silenzioso e terribile. Sembrava vi fosse in lui qualcosa di disumano, come di una macchina minacciosa, lenta, inesorabile.
Un brivido di terrore scosse i marinai inglesi. Uno di loro cerc di passare alle spalle del cavaliere, ma questi fu pronto a colpire con lazza la testa indifesa del marinaio, facendone schizzare via il cervello. Presi dal panico, gli altri corsero verso il parapetto, pronti a calarsi nella scialuppa. Masters, tuttavia, colp lo sconosciuto con la spada, ma questa si infranse contro lelmo dacciaio, e un attimo dopo Masters era disteso sul ponte, con la testa fracassata. Samkin allora lanci una freccia: la corda del suo arco era bagnata, e la freccia scivol sullarmatura andando a perdersi in mare.
Lo sconosciuto continuava ad avanzare, brandendo lazza, verso il gruppo dei marinai rifugiatisi contro il parapetto, che stavano per calarsi nella scialuppa. Ma in quel momento Nigel, ripresosi dallo stupore, si fece largo e balz verso il cavaliere, con la spada in mano e un sorriso di gioia sulle labbra.
Sebbene vi fosse gi qualche stella in cielo, la luce crepuscolare consentiva ancora di vedere. Allavvicinarsi dellavversario, lo sconosciuto si era fermato, brandendo sempre lazza, silenzioso, attento. Non meno silenzioso, rapido, a testa nuda, con la spada pronta a colpire, Nigel cercava il punto vulnerabile di quella figura dacciaio che aspettava minacciosa. Se il cavaliere fosse riuscito a costringere lavversario in un angolo, non avrebbe avuto difficolt a ucciderlo; ma lo svantaggio dellassenza di unarmatura era compensato per Nigel dalla maggiore agilit che quella stessa assenza gli consentiva; ed egli poteva schivare i colpi balzando ora di qua ora di l. Samkin e Cock Badding si fecero avanti per aiutarlo, ma lui, accorgendosene, gli grid di non muoversi. Cera tanta collera e tanta autorit nella sua voce, che i due obbedirono e assistettero impotenti, angosciati, allo svolgersi di quella lotta ineguale.
Sembr a un tratto che per Nigel fosse finita, quando, nel balzare indietro per schivare un colpo, inciamp in uno dei cadaveri e cadde supino; ma con un rapidissimo movimento di lato evit lazza, quindi, rialzandosi con altrettanta rapidit, colp il francese alla visiera dellelmo. Lazza cal di nuovo su di lui, e questa volta lo colp alla spalla sinistra; Nigel vacill.
Lazza si sollev ancora e ancora stava per riabbassarsi. Sebbene stordito dal colpo, Nigel gett via la spada e balzando avanti afferr il cavaliere alla cintola. Lazza non poteva pi colpire, ma con limpugnatura lo sconosciuto colp violentemente la testa nuda dellavversario. Infine, tra le grida di gioia dei presenti, Nigel riusc con un vigoroso strattone a far cadere a terra il nemico, che si rovesci supino sul ponte. Stordito dai colpi, Nigel sentiva di essere prossimo a perdere i sensi, ma ebbe ancora la forza di estrarre il coltello da caccia e di insinuarne la punta nellapertura della visiera.
Arrendetevi! disse, con la voce rotta.
Mai, a marinai e arcieri! Sono un gentiluomo: uccidimi piuttosto.
Anchio sono un gentiluomo, e vi offro la vita.
A voi, allora, posso arrendermi.
Il coltello da caccia cadde sul ponte. Marinai e arcieri accorsero mentre Nigel, ormai stremato, si accasciava sullavversario sconfitto. Lo sollevarono, tolsero lelmo al cavaliere sconosciuto. Apparve una testa dai capelli di un rosso acceso, un viso lentigginoso dallespressione astuta, e Nigel si sollev un momento sul gomito per chiedere:
Siete voi il Furetto Rosso?
Cos mi chiamano i miei nemici rispose sorridendo il francese. Sono lieto di essere stato vinto da un avversario cos coraggioso e leale.
Vi ringrazio. La voce di Nigel si faceva sempre pi debole. E io sono lieto di aver combattuto con un guerriero cos valoroso; ricorder sempre il piacere di questo incontro.
La voce si spense sulle ultime parole, e Nigel perse i sensi. Samkin mand un grido, Cock Badding imprec: entrambi lo credevano morto. Ma, per quanto gravemente ferito, Nigel Loring non era morto. Sembrava che a tenerlo in vita fosse la fierezza del suo spirito, quella fierezza che gli avrebbe fatto compiere le tre imprese promesse a Mary Buttesthorn, la giovane donna che lo aspettava fiduciosa nella casa di Cosford.
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FINE.